L’amministrazione dell’Ospedale Sacro Cuore risponde alle accuse di CGIL e UIL

L’amministrazione dell’Ospedale Sacro Cuore risponde alle accuse di CGIL e UIL

Lettera di risposta dell'amministrazione del Fatebenefratelli a CGIL e UIL e diffusa anche a mezzo stampa

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fatebenefratelli

L’Amministrazione dell’Ospedale Sacro Cuore di Gesù Fatebenefratelli per correttezza d’informazione trasmette la nota del 09.01.2018 inviata alle OO.SS. CGIL e UIL, confermando al contempo la posizione dell’Amministrazione in essa espressa, anche alla luce di quanto affermato dalle organizzazioni sindacali nella nota odierna prot. 10/18 fp cgil, le cui argomentazioni non trovano riscontro.

“Con riferimento all’oggetto, si evidenzia preliminarmente che le questioni da Voi rappresentate sono state ampiamente e più volte trattate.
Inoltre, la sistematica ricorrenza delle Vs. comunicazioni – quattro nella sola giornata del 2.1. u.s. e comunque non suffragate da alcun fondamento – è sintomatica di mera pretestuosità.

1. – Quanto alle dotazioni organiche dell’Ospedale Sacro Cuore: esse sono conformi alle necessità assistenziali, ai carichi di lavoro e alle norme di legge là ove previste. Viene fornito all’utenza un qualificato servizio, diversamente da quanto da Voi ripetutamente asserito anche sugli organi di stampa.
La relativa documentazione Vi è stata già fornita, sia da questa Amministrazione (più volte) sia dalla ASL di Benevento.

2. – Quanto alla mancanza nell’elenco della ASL del Direttore Amministrativo: il Dott. Giovanni Carozza è Direttore Amministrativo e Affari Generali dell’Ospedale Sacro Cuore di Gesù dal gennaio 2005, le comunicazioni degli organici alla ASL sono effettuate a Sua firma, non vi è alcuno in Ospedale che dubiti della Sua esistenza; peraltro la mancanza del Suo nome in organico è del tutto irrilevante ai fini della valutazione sui carichi di lavoro.

3. – Quanto all’affermazione secondo cui nei reparti di Cardiologia, Medicina e Ortopedia manchino le figure di ausiliario/ota da cui l’interrogativo su come abbia potuto la ASL, in loro assenza, “accreditare l’Ospedale Sacro Cuore di Gesù mancando i requisiti minimi previsti dalla legge” : se ne evidenzia l’estrema gravità, posto che: nei raparti in questione, il servizio di ausiliariato è notoriamente affidato, del tutto legittimamente, ad una ditta esterna. Tale circostanza Vi è stata più volte rappresentata e comunque non può essere a Voi sconosciuta.

4. – Quanto alla questione del trasporto della salme: si ribadisce che l’Ospedale ha semplicemente dato attuazione alla Legge Regionale n. 7/2013. Non risultano criticità in proposito.

5. – Si  esclude poi categoricamente che gli infermieri svolgano mansioni dei medici o non appartenenti al proprio profilo professionale. Le stesse espressioni da Voi usate (“….espleterebbero……. nel caso che le lamentele si dimostrassero veritiere …..”) denotano l’assenza di prova di quanto lamentato.

6. – Quanto, poi, alla presunta problematica organizzativa connessa alla gestione delle assenze per permessi handicap si rileva che il personale che fruisce dei permessi handicap è pari a 54 risorse, anziché 102 come da Voi erroneamente dichiarato.
Non vi è alcun aggravio di lavoro per i dipendenti che non beneficiano dei permessi handicap.
Del resto, nessuna Azienda assume risorse in sovrannumero per far fronte ad assenze brevi e spesso improvvise di dipendenti a qualunque titolo effettuate (es. permessi handicap, malattia, permessi sindacali, ecc.).
Pur tuttavia i carichi di lavoro tengono adeguatamente conto a monte di una congrua percentuale di assenze.
Questa Amministrazione garantisce la fruizione delle ferie e dei recuperi compensativi ai dipendenti ed ogni altra tutela contrattuale.

7. – Infine, quanto al presunto stato di agitazione connesso ai carichi di lavoro delle sedute operatorie – proclamato a seguito dell’assemblea dei lavoratori cui hanno partecipato, peraltro, solo venti persone circa (notizia e foto dell’assemblea riportate dagli organi di stampa) – devesi rappresentare che i limitati e contenuti prolungamenti delle stesse non corrispondono al quadro da Voi descritto.

Dispiace rilevare che codeste OO.SS., ancora una volta,  diffondano notizie non rispondenti al vero, denigrando così l’immagine dell’Ospedale e mettendo in discussione il buon nome dello stesso e di chi ogni giorno collabora al Suo interno per fornire alla popolazione una assistenza qualificata, fino a rischiare di compromettere l’esistenza della struttura e la stessa occupazione di chi in essa opera.
Per quanto sopra, si avverte che il perdurare di tale condotta volta alla divulgazione di visioni quanto meno distorte della realtà è oggetto di valutazione nelle sedi opportune, per l’assunzione di possibili iniziative a carico dei responsabili”.