Benevento, gli addii di Sagna e Guilherme aprono delle voragini nei rispettivi...

Benevento, gli addii di Sagna e Guilherme aprono delle voragini nei rispettivi reparti

Col ritorno di Venuti a Firenze e il mancato rinnovo del terzino francese, in giallorosso resta il solo Gyamfi a presidiare la fascia bassa di destra, con Letizia cercato in A. Attenzione, inoltre, ai buchi sulle fasce d'attacco, con Guilherme che potrebbe anche salutare

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Foto LaPresse
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In sede di calciomercato, a gennaio, avevamo anticipato la tremenda ipotesi di uno smantellamento della squadra in caso di retrocessione. Per questo, il suggerimento migliore, era quello di cercare elementi che sposassero il progetto consci che il miracolo salvezza era più un’utopia e pronti, dunque, a tuffarsi con la maglia giallorossa nel più plausibile campionato di B. Dopo cinque mesi, dopo acquisti altisonanti, un bel calcio e i complimenti di tutti ma, la retrocessione in tasca, alcuni di quegli elementi di spicco si sono legati fortemente alla piazza. Sagna, Sandro, Guilherme e Diabaté, tutti approdati nel Sannio con formule diverse, hanno creato un’alchimia con i tifosi difficile da immaginare soltanto qualche mese prima, ma in verità, e senza nemmeno stare qui a giudicare, questo tipo di calciatori cercano una parentesi felice, un rilancio, nuovi stimoli o semplicemente il momentum da cavalcare. Diabaté è arrivato in prestito secco per sei mesi, Sandro lo stesso ma con la clausola di recompra da parte del club giallorosso, Guilherme in prestito con opzione di riscatto mentre il solo arrivato a titolo definitivo è Sagna. Ed è proprio su di lui che ci concentriamo, al centro di diversi rumors soprattutto dopo le recenti dichiarazioni del francese circa il suo futuro.

QUANTI BUCHI DA TAPPARE
Prima a Goal.com poi a Football FanCast, il terzino ex Arsenal e Man City ha parlato al passato della sua esperienza sannita e con un occhio rivolto ad un futuro diverso fatto di nuove esperienze, smentendo tutte le notizie date dalla stampa rispetto ad una sua permanenza all’ombra dell’Arco di Traiano anche in B. Il francese, in vacanza, attendeva una proposta di rinnovo da parte del club giallorosso, proposta arrivata ieri stando a quanto riportato da Ottopagine. Sagna dovrebbe comunicare alla società, dunque, la sua decisione di non rinnovare con la Strega ed è, probabilmente, la scelta migliore se la vediamo dal punto di vista personale. Quella di Sagna era una sfida che toccava corde diverse rispetto a quelle affrontate sotto i riflettori della Premier League o della Champions, una sfida particolare e stimolante che ha sempre descritto con parole di entusiasmo nonostante la scelta abbia sorpreso tutti e fatto storcere il naso ai più maliziosi. In realtà in questi mesi Bacary ha fatto sentire il suo peso in campo e contribuito anche alla conquista di diversi punti, grazie pure ad un gol segnato contro l’Udinese e valso il 3-3 finale. La condizione fisica non era quella di un tempo e giocare con continuità, per un uomo di 35 anni e fermo da un anno e mezzo, non era affatto facile. In B poteva rivelarsi un valore aggiunto con la sua esperienza e il peso internazionale, un tornaconto anche d’immagine per il Benevento, ma la realtà da guardare dritta in faccia è un’altra e bisognava farlo sin da gennaio: è impossibile trattenere giocatori di questo standard anche in B, nonostante i legami venutisi a creare, nonostante i rapporti di stima reciproca instaurati con la società e il pubblico, nonostante le emozioni provate a fine campionato. E proprio per questo motivo che il Benevento avrebbe dovuto attrezzarsi per non ritrovarsi con delle voragini in diverse zone del campo, poiché l’addio di Sagna, unito a quello di Venuti che ritorna a Firenze dal prestito rinnovato lo scorso anno, crea scompensi e buchi da tappare con oculatezza. Cambierebbero dunque le strategie, cambierebbero i piani e tutto ciò dipende da scelte, da risposte che non sono responsabilità della società giallorossa e che mettono dunque la dirigenza in una posizione scomoda. Il reparto difensivo è da rifondare ruolo per ruolo, a destra resterebbe il solo Gyamfi, proveniente da una stagione giocata in panchina e il cui futuro è incerto (molto, appunto, dipende dalla scelta di Sagna), a sinistra ci sono Letizia e Di Chiara, il napoletano potrebbe adattarsi anche a destra ma su di lui ci sono diverse squadre della massima serie, nonché l’unico giallorosso ad essere stato cercato nel mercato di gennaio. Un calciatore che fa gola e che, non diciamo cose nuove, potrebbe partire se arriva l’offerta ritenuta giusta da Vigorito. Ma non è tutto, perché le nuvole si addensano anche sul futuro di Guilherme, che dovrà essere convinto dal progetto tecnico ma che ha anche diversi estimatori in A così come Brignola. Ad oggi questi sono gli unici esterni d’attacco disponibili ed entrambi potrebbero non far parte del futuro Benevento, con D’Alessandro, Parigini e Lombardi tornati nelle rispettive squadre e che, dunque, lasciano altri spazi liberi in quelle zone del campo. Nel 4-3-3 di Bucchi, dunque, c’è bisogno di tanti esterni, ecco perché Capone, Sprocati e Roberto Insigne sono i nomi più ricorrenti. Frutto di scelte del passato, che col senno di poi possono rivelarsi errate, ma adesso il Benevento ha due strade da percorrere: rivoluzionare la rosa per creare un nuovo ciclo con giocatori da B, o provare a trattenere gli elementi più importanti dello scorso campionato, mai contro voglia e che siano convinti davvero del progetto, che abbiano le giuste motivazioni e che non abbiano ancora nella testa l’eco delle sirene dalla A. In fondo, dopo un campionato disastroso a livello collettivo, avere ancora estimatori in massima serie è una conquista e se qualcuno vorrà prendere l’ultimo treno della propria carriera non potrà essere giudicato in negativo. Per restare qui e raccogliere i cocci di questo vaso rotto c’è bisogno degli attributi e chi sceglierà Benevento a dispetto della A, dimostrerà di averli.