Benevento-Genoa, questo non è un addio: l’amore vince sempre. Le pagelle dell’ultima...

Benevento-Genoa, questo non è un addio: l’amore vince sempre. Le pagelle dell’ultima al “Vigorito”

Emozioni indescrivibili in un match in cui la città scrive un'altra pagina di storia: si chiude con una vittoria targata Diabaté e l'abbraccio del popolo ad una squadra che non ha dato quanto questa gente meritava, ma l'amore vince su tutto

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Foto LaPresse
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Questa città non retrocede. L’amore di questa gente non retrocede. L’appartenenza, l’orgoglio, la mentalità di questo fiero e glorioso popolo non retrocedono. Tutta Italia adesso lo sa, ma non importa perché l’importante è dimostrarlo a noi stessi, a chi ha il sangue non rosso ma giallorosso. Le pagelle di quest’oggi, nell’ultima apparizione stagionale al “Vigorito”, sono un po’ diverse dal solito. Perché il commiato della città ad un gruppo e ad un campionato davvero straziante nonostante fosse la Serie A, è da quelli memorabili e mai visti nella storia della massima serie. Nessun vanto o presunzione, lo sapevamo già. Questa non è una gara né una competizione, quella l’hanno persa i giocatori sul campo. È una chiamata alle armi insolita, forse in pochi sono abituati a sostenere anche quando si retrocede, a gridare al cielo anche quando il campo ti boccia. Benevento sa che significa, dall’alto del suo essere provinciale, piccola, non aperta mentalmente. Erano dure da digerire le retrocessioni in Serie D, era duro da digerire quel fallimento e la ripartenza in C2 dopo lo scippo di Crotone. È difficile accettare il fallimento, ma mai fallimento è più dolce se c’è qualcuno al tuo fianco che ti solleva. Questo pubblico ha sollevato dal proprio peso tanti giocatori, scaricato di responsabilità tanti altri, ha capito, compreso, aiutato in una stagione davvero anomala. No, non è la solita scusa che la categoria in cui si gioca fa la differenza. No, questo è amore, amore vero e puro e speriamo che oggi qualcun altro si sia innamorato, davvero.

DIABATÉ NEL CUORE
Fatto il doveroso preambolo sulla tifoseria, passiamo al campo. Il risultato non è da meno poiché la Strega si congeda con una vittoria, targata ancora e per sempre Cheick Diabaté. Molti dei meriti vanno dati però a Brignola che fa un coast to coast pazzesco e serve davanti al portiere l’attaccante maliano. Fino a quel momento Baby sembrava intestardirsi troppo, mentre il match non ha raccontato nulla se non caos soprattutto nella ripresa. Partita dai classici ritmi di fine stagione, primo tempo soporifero e ripresa più frizzante con tante occasioni sciupate e protagonista Puggioni. Il portiere genovese e tifoso della Samp sentiva particolarmente il match, dando motivazioni maggiori alla sua squadra, conferma che sta diventando un leader. De Zerbi si schiera col 3-5-2, come il suo collega Ballardini. Difesa confermata, chance ancora per Parigini, sull’altro versante Letizia. Viola, Sandro e Cataldi al centro, Brignola a supporto di Diabaté. Giallorossi più pericolosi del Grifo nella prima frazione, clamorosa la palla gol sciupata da Letizia. Parigini ancora flop, c’è la voglia ma non la testa. Stregoni un po’ disattenti ma ci pensa Sandro a mettere tutto in ordine, in difesa qualche svarione di troppo ma la mente è sgombra e l’attenzione cala. Il Genoa si fa vedere maggiormente nella ripresa ma è qui che le qualità e il carattere di Puggioni vengono fuori: salvataggi mostruosi su Rossi, Hiljemark e Omeonga, il voto più alto è il suo. Maglie larghe e schemi che si spezzano, il Benevento ribatte colpo sul colpo e la vince con il gancio di Diabaté, k.o. Genoa sulla ripartenza di grinta e cuore di Brignola. Il finale è da cartolina, per la Serie A e l’Italia intera: a testa alta e petto in fuori, tutti sotto la curva, tutti a cantare, ad abbracciarsi, ad immortalare il momento. Il “Vigorito” saluta la Serie A, ma questo non è un addio, non è nemmeno un saluto. E la celebrazione di un amore, che non avrà mai fine, nonostante le difficoltà.

LE PAGELLE

PUGGIONI 8: straordinario, indescrivibile quest’oggi. Una prestazione perfetta condita da tre interventi superlativi.

SAGNA 7: pulito, ordinato, preciso. Tutta la sua esperienza al servizio della squadra.

DJIMSITI 7: nessuna sbavatura, è cresciuto moltissimo e oggi Lapadula ha avuto tanti grattacapi.

TOSCA 7: lo stesso per lui vale per gli altri due compagni di reparto, deciso e con tanta calma ed eleganza.

LETIZIA 6: sbaglia l’occasione per il vantaggio ma ci mette il solito impegno nonostante spesso si oscura.

CATALDI 5,5: come al solito nervoso, sul piano mentale non c’è ed influisce sulle gambe. Esce stizzito ma la sua stagione negativa ha delle attenuanti (22′ st Gyamfi 5,5: si vede poco).

SANDRO 6,5: anche lui sbaglia qualcosina ma rimedia da gigante. Onnipresente, come sempre. E speriamo ancora per molto…

VIOLA 6: non è una delle sue migliori prestazioni ma c’è la sua impronta e non passa mai inosservato.

PARIGINI 5: due cross da censura, qualche sgambettata, c’è la voglia ma non il resto. La bocciatura più pesante della stagione (dal 1′ st Coda 5,5: il suo supporto in avanti non è determinante).

BRIGNOLA 6,5: solista, s’innamora del pallone, tante iniziative personali. Ha voglia di fare e lo dimostra con la sgroppata finale. Arriva sul fondo e serve Diabaté, il gol è per 3/4 suo.

DIABATÉ 7,5: voto che impenna col gol vittoria, evanescente durante il match, si applica molto per farsi vedere tanto da arretrare sulla trequarti. Ma l’esultanza al gol è un qualcosa da metterci una cornice e appenderla in camera. Innamorato (dal 44′ st Sanogo sv: un altro baby della Primavera all’esordio).

DE ZERBI 6: per l’applicazione e la voglia di regalare un giusto tributo a questa gente. Il futuro non dipenderà da questo.

TIFOSERIA 10: il voto più alto lo meritano loro sugli spalti, lo meritiamo noi, veri innamorati della Strega o chi si è innamorato da poco. Il motivo? Nel vostro cuore lo sapete perché, vince chi tifa Benevento, stasera più che mai.