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Benevento, in panchina si preferisce ancora la linea verde: Bucchi successore naturale di De Zerbi?

Il continuum tra recente passato e futuro prossimo sulla panchina giallorossa è rappresentato dall'età dei tecnici contattati finora. Ma è sulla continuità del progetto tecnico-tattico che si fondano le maggiori domande del club sannita

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Foto LaPresse
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Bucchi è ad un passo dal diventare il nuovo trainer del Benevento 2018/19. L’accordo verbale c’è, il lascito (seppur meramente burocratico) da parte del Sassuolo, anche. Ora non resta che contare le ore, utili per allestire lo staff tecnico, ed attendere l’ufficialità. A meno di clamorosi colpi di scena, provenienti soprattutto da Venezia, sede di Pippo Inzaghi impegnato con i lagunari ai playoff slittati a domenica 3 giugno per via dei guai giudiziari del Bari. E questo, in base al rinvio di una settimana della conferenza inizialmente prevista per ieri, ci dà un indizio in più per capire che non si attenderà l’ex attaccante del Milan e della Nazionale, soprattutto per evitare un allungarsi dei tempi che comporterebbe una programmazione posticipata della prossima stagione. Bucchi, dunque, è l’erede naturale di De Zerbi?

LA PANCHINA “GREEN” DEL VIGORITO
Tutti i profili sondati dal Benevento sono mediamente giovani. A partire da chi, quella panchina, la lascia in eredità, ovvero De Zerbi, 39 anni il prossimo 6 giugno. Il suo probabile successore, così come gli altri cercati in queste settimane, hanno tutti toccato i 40 anni: Bucchi tra pochi giorni, il 30 maggio, spegnerà 41 candeline (quale regalo migliore se non la panchina del Benevento), Inzaghi e Juric rispettivamente 45 e 43, da compiere entrambi nel mese di agosto. Una quindicina di anni in più per Baroni, classe ’63, che comunque entra nel pieno della sua maturità calcistica e che, se vogliamo, ha tracciato un solco, spianato la strada a dei successori ancora più giovani. La strategia di Vigorito & co., dunque, è chiara: da Baroni fino a Bucchi, allenatori giovani, moderni e capaci di rilanciarsi per conquistare un qualcosa di importante, nonostante sia Baroni, sia De Zerbi che lo stesso Bucchi, abbiano già bruciato le loro prime cartucce in Serie A.

IL SUCCESSORE NATURALE DI RDZ
Eppure può accadere che retrocedi ma raccogliendo complimenti ovunque per il bel calcio espresso in questi mesi, come se una squadra ultima in classifica e con nomi davvero altisonanti non potesse esprimere un tale gioco, nonostante numeri, errori e anche casualità ti condannino perennemente e quasi ogni giornata ad una sconfitta. Bucchi può riprovarci seguendo l’esempio di De Zerbi, ma con più umiltà rispetto a quest’ultimo: ripartire da una categoria lasciata oramai due anni fa, quando a Perugia espresse probabilmente il miglior calcio della cadetteria, riprovarci in un contesto più familiare, in una nuova impresa che per una retrocessa diventa quasi un obbligo, ovvero tentare di nuovo la scalata alla Serie A. A Perugia Bucchi non aveva pressioni né obiettivi quali il salto di categoria, un po’ come capitato a Baroni, mentre a Sassuolo, in un nuovo contesto, in un campionato diverso e con un’eredità pesante sulle spalle, quella di Di Francesco, è riuscito a portare i neroverdi in zona retrocessione. La considerazione è dunque una: il calcio proposto da De Zerbi e Bucchi non è adatto per squadre di medio/bassa fascia in Serie A, ma più attuabile per competere nelle prime posizioni di B. Ecco ciò che fa dell’ex tecnico del Sassuolo l’erede di De Zerbi che, ironia della sorte, dovrebbe occupare proprio il posto del suo successore, sostituendo Iachini che con la sua attenzione verso la fase difensiva e con una squadra più equilibrata, ha portato il Sassuolo (non a caso) ad una nuova salvezza. Bucchi predilige un 4-3-3, talvolta anche 4-2-3-1, spregiudicato in fase offensiva, con le ali molto alte, ma ordinato in fase di non possesso. Anche i terzini devono spingere molto e nel Sannio potrebbe ritrovare quel Di Chiara tanto apprezzato proprio a Perugia, mentre a centrocampo il perno centrale è un uomo di stazza come lo era Gnahore e che nel Benevento potrebbe ritrovare in Sandro, qualora decidesse di rimanere. È una squadra, questa, con gli elementi ancora a disposizione, fatta su misura per lui: si apre un cerchio cominciato con la vittoria rocambolesca del suo Sassuolo a Benevento, con l’esonero avvenuto la settimana successiva in seguito alla sconfitta casalinga contro il Verona. Da allora Bucchi non ha più allenato, lo stesso Bucchi fermato dai sanniti proprio ai playoff 2017: segni del destino.