PILLOLE GIALLOROSSE #24: L’Italia celebra i tifosi sanniti, i numeri confermano la...

PILLOLE GIALLOROSSE #24: L’Italia celebra i tifosi sanniti, i numeri confermano la loro passione

Media spettatori, indice di riempimento del “Vigorito” e quell'amore che solo i sanniti sanno regalare: il mix perfetto per essere ammirati e applauditi in tutto lo stivale

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Benevento - Napoli

Penultimo appuntamento con la rubrica settimanale “Pillole Giallorosse”: quest’oggi le statistiche non riguardano i protagonisti sul campo bensì coloro che si son presi la scena a fine partita sabato sera e non solo, per l’intero campionato. Hanno fatto parlare di sé, hanno dato lezioni di attaccamento, passione e anche “follia” in periodi davvero cupi durante questa stagione. Sportività, lealtà e un legame indissolubile: le statistiche della tifoseria giallorossa dopo aver giocato tutte le 19 gare al “Vigorito”.

IL MIX PERFETTO
Media spettatori, indice di riempimento dello stadio e amore, i primi due quantificabili in numeri, l’ultimo calcolabile in decibel e lacrime, in gesti o parole. Il mix perfetto per giudicare quanto vale una tifoseria, considerando tantissime variabili. Cominciamo dalla media spettatori stagionale: al “Ciro Vigorito” la media è di 12.132 spettatori, attualmente 17° posto considerando che Cagliari, Chievo, Genoa, Juventus, Lazio, Milan, Napoli, Sassuolo, SPAL e Udinese chiuderanno la stagione in casa nel prossimo weekend. Sappiamo, però, che il dato della media spettatori è influito da diversi parametri, basti fare il paragone tra Inter e Juventus: i primi hanno la media più alta d’Italia (57.529) mentre i secondi occupano il 4° posto di questa speciale classifica (39.257), ciò dato dal fatto che l’Allianz Stadium ha una capienza di circa 40.000 spettatori. Ecco che, dunque, ci viene in soccorso un altro parametro che ha preso fortemente piede negli ultimi anni per calcolare il numero di posti occupati all’interno di un impianto sportivo, il cosiddetto “load factor”, l’indice di riempimento degli stadi. E, considerando questa statistica, l’impianto di proprietà dei 7 volte campioni d’Italia è vicino al 100%, attestandosi circa al 95%, primato assoluto in Italia, mentre in questa classifica vede perdere sensibilmente posizioni l’Inter, considerando la capienza elevata di “San Siro”. Un indice importante, anche in virtù del fatto che molte società in Italia e in Europa sono all’opera per costruire, o hanno già costruito, stadi a portata della città e del relativo bacino d’utenza. In questa speciale classifica il “Vigorito“, con una capienza ufficiale di 16.867 posti, è stato riempito in tutto l’anno per il 71,92%, un numero elevato considerando altre piazze blasonate ma con numeri importanti, “penalizzate” dalla grandezza enorme dei propri impianti. Nello specifico, all’interno del vecchio “Santa Colomba” si sono riunite in totale 230.503 persone, numeri elevatissimi se li paragoniamo a quelli della scorsa stagione o dell’annata della prima Serie B. Il match che ha visto più gente allo stadio è stato quello contro la Juventus che coincise col raggiungimento del primo e unico soldout stagionale. Quello meno seguito, invece, è stato contro il Cagliari (9443 spettatori). A ciò si aggiungono i chilometri fatti e quelli che si consumeranno verso Verona, l’esodo di Genova e Bologna, i soldout al San Paolo e allo Stadium, i circa duemila a San Siro  rumorosi nonostante posizionati sul terzo anello, in migliaia all’Olimpico e a Verona, e numerose presenze anche in match meno roboanti (Sassuolo, SPAL, Udinese…). Al momento non si può stilare una classifica, fattibile solo con la conclusione del campionato, ma almeno in base ai numeri sugli spalti, la piazza non retrocede anzi per calore e simpatia si conquista il primato di miglior tifoseria in Italia: lo stivale applaude alla prova d’amore mai vista di un popolo piccolo dal punto di vista demografico, ma grande per la passione trasmessa. Complimenti piovono dai tifosi di tutte le squadre anche di categoria inferiore, complimenti ed elogi a fiumi da parte della stampa, dei media e degli addetti ai lavori: se un Sagna, che ne ha viste di ogni e calcato palcoscenici illustri con colpi d’occhio mozzafiato, si sbalordisce vedendo scene del genere, qualcosa vorrà pur dire. Benevento nei numeri e nelle dimostrazioni d’affetto non retrocede e conquista il primato: considerando le premesse dell’estate scorsa e una campagna abbonamenti molto criticata, considerando il campionato disastroso, lo storico record di sconfitte e gli atteggiamenti di qualche calciatore arrivato nella sessione estiva di calciomercato, questa è la miglior risposta e la più grande smentita verso chiunque dubitasse della grandezza del popolo sannita e verso chi ha pensato bene di lucrare attirando persone da luoghi limitrofi senza considerare che lo spettacolo offerto, talvolta indecente, non invogliava gli imparziali e a volte nemmeno gli affezionati. Benevento ha fatto innamorare, alla fine, come qualsiasi storia romantica di due persone che al termine del racconto mettono la firma sul loro amore: in Serie B sarà un’altra storia, con numeri diversi e un contesto diverso, ma Benevento non dovrà perdere l’appeal, né dovrà essere una moda. Quelle immagini a fine gara sono la nascita per alcuni e il prosieguo per molti, di un amore senza fine.