Alla riscoperta del dragone sannita, la casa editrice ABE presenta “Streghe, Dragoni...

Alla riscoperta del dragone sannita, la casa editrice ABE presenta “Streghe, Dragoni e Santi. Crimini e Miti beneventani del ‘500”

Il libro, scritto dal Professore Virgilio Iandiorio, preside emerito, scrittore e giornalista, sarà presentato a Palazzo Paolo V di Benevento (sala primo piano), domenica 14 gennaio, alle 18.00, nell’ambito della manifestazione "StregArti. Premio Arco di Traiano"

130
SHARE

streghe dragoni e santi

Esce la nuova collana di ABE (Arturo Bascetta Editore) del 2018, dal titolo “Streghe, Dragoni e Santi. Crimini e Miti beneventani del ‘500”. La prima parte è incentrata su “Il dragone di Eliseo Danza ed altre storie”.
Il libro, scritto dal Professore Virgilio Iandiorio, preside emerito, scrittore e giornalista, sarà presentato a Palazzo Paolo V di Benevento (sala primo piano), domenica 14 gennaio, alle 18.00, nell’ambito della manifestazione “StregArti. Premio Arco di Traiano”.
All’incontro, moderato dalla giornalista Maria Ricca, interverrà, oltre all’autore, l’editore Arturo Bascetta.
Si tratta di personaggi e altre vicende a cavallo fra Quattrocento e Cinquecento. Particolare attenzione sarà dedicata a fatti inediti, descritti da cronisti e cantastorie dell’epoca.
Sono spaccati di vita, come quelli tratti dal giurista Eliseo Danza di Montefusco o da Roberto Maranta di Venosa. Eliseo Danza riferisce dei banditi di Benevento e del famoso drago ucciso nel XV sec. nel bosco tra Montefusco e San Nicola Manfredi. Di esso si fecero ritratti e fu allegato a libri di scienza, storia e fisica. Spazio anche a Nicolò Franco, letterato beneventano giustiziato a Roma nel 1570 ed ancora Marco Beneventano ed i suoi interessi filosofici e scientifici.

Nel corso della presentazione sarà donato in omaggio ai partecipanti, in occasione dei trent’anni della casa editrice, il volume “I Gonzaga. Ariano città del Papa, Benevento degli Sforza”.
Nelle scorse settimane il  preside Iandiorio è stato insignito del Premio Costa d’Amalfi alla carriera per aver tradotto per la prima volta per intero il «De bello Neapolitano» di Giovanni Gioviano Pontano uscito in tre volumetti pubblicati da ABE.