18^ giornata Serie B, Avellino-Benevento: la storia si riscrive dal futuro

avellino-Benevento

Lupi contro Stregoni: la storia si ripete. Ma questa volta si aggiunge una piccola novità rispetto alla tradizione: le due compagini si affrontano per la prima volta in Serie B. E questo, per la tifoseria giallorossa, è l’appuntamento di cartello dell’intera stagione. Lo scenario di questa “prima volta” sarà il Partenio-Lombardi, con una classifica che storicamente non vede più gli irpini dominare sui sanniti. Il Benevento ha doppiato di fatto l’Avellino con 32 punti conquistati sul campo, mentre i biancoverdi ne hanno racimolati solo 16. Inversione di tendenza, storia che cambia, il futuro che si prende la ribalta rispetto al passato. Il presente dice Benevento terzo a -3 dalla capolista Verona, Avellino terzultimo e in piena zona retrocessione. Contano le motivazioni, la carica, l’agonismo, il sentir proprio questo derby. Già, contano tante di quelle cose che in una partita di calcio normale verrebbero accantonate facilmente dalle statistiche e dai semplici 3 punti. Questi non saranno i soliti 3 punti in palio ma per entrambe le squadre, per motivi diversi, saranno punti pesanti in chiave campionato. E quella sensazione di vittoria, di supremazia sull’acerrimo nemico che, alla fine, prevalica anche i semplici 3 punti conquistati. L’Avellino non batte in casa il Benevento da 13 anni, l’ultima volta al Partenio (e fu anche l’ultima sfida giocata da allora tra le due squadre) ci pensarono Marchi e Marotta a far gioire i sanniti, in avanti anche nel computo totale di vittorie nei derby: 16 in campionato e 3 in Coppa Italia, 19 vittorie su 40 derby giocati in totale. Ecco il numero 41, domani, il primo in Serie B, a segnare una nuova era e un nuovo ciclo, tra le solite polemiche e vecchi sfottò, con qualche ripicca ed ostruzione che, a Benevento, proprio non ci mancava. Da parte dei gladiatori sanniti c’è voglia di rivalsa, di conferme, voglia di affermarsi e prevalere su chi, storicamente, ha visto il calcio che conta. La Strega, nel calcio d’élite, ha messo piede solo quest’anno e al primo tentativo vuol far centro: una vittoria, dopo quelle storiche contro Verona, Bari, Brescia e Cesena, proietterebbe il Benevento di Baroni nell’Olimpo del calcio sannita.

QUI AVELLINO
Non se la passa bene il lupo, che dà purtroppo la sensazione di aver morso abbastanza carcasse in questi lunghi anni e ora, vecchio, vaga di notte nella foresta alla ricerca di qualche straccio di gloria. Dopo l’esonero di Toscano, ecco Novellino da Montemarano, non proprio profeta in patria, a dover trovare la cura per il lupo malato. L’Ascoli ha condannato nuovamente gli irpini alla sconfitta, tra pali, traverse e rigore generoso concesso ai bianconeri. Novellino vuole rifarsi dal derby contro il Benevento ma deve dare conto agli indisponibili, per ultimo l’infortunio capitato a Donkor. Perrotta, espulso contro l’Ascoli, lascia un buco in difesa, oltre agli altri infortunati Migliorini e Soumarè. Probabile allora che Novellino riproponga il suo marchio di fabbrica, quel 4-4-2 che però potrebbe fare spazio anche al 4-3-3, qualora Baroni optasse di nuovo per questo modulo. In porta Frattali, in difesa Jidayi, al rientro dall’infortunio, affiancherà Djimsiti. Esterni bassi Gonzalez a destra e Asmah a sinistra. A centrocampo confermata la coppia centrale composta da capitan D’Angelo e Paghera, con Verde (il più pericoloso, finora, tra gli irpini) e Belloni sulle fasce. In avanti Ardemagni (promesso sposo dei giallorossi questa estate) e Castaldo, che torna ad affrontare la Strega da grande ex. Col 4-3-3 fuori uno tra Castaldo ed Ardemagni, con l’avanzamento di Verde e Belloni e l’inserimento di Lasik a centrocampo. La tattica lascia spazio alle motivazioni, e pare che l’Avellino ne abbia di più per i 3 punti scacciacrisi che per il derby in sé. Il Benevento ha dimostrato di soffrire le volontà avversarie (Trapani, Vicenza e per un po’ anche il Cesena) ma anche di saperle anestetizzare alla perfezione. Sarà un derby deciso dagli episodi, l’Avellino visto finora ha vissuto di fiammate di fortuna in casa propria…

QUI BENEVENTO
L’ambiente è carico, i calciatori lo sanno, e tra l’accensione delle luci natalizie e qualche comparsata in conferenza, si preparano al meglio al derby che l’intero Sannio attendeva da anni e anni in cadetteria. La tradizione è cambiata e Lucioni e compagni lo sanno bene. Baroni, espulso a suo dire ingiustamente contro il Cesena, non sarà in panchina al Partenio-Lombardi ma si affida al suo vice Cozzi, su cui ripone le sorti della squadra e dell’intero derby. Melara ancora out, torna Lopez dopo la squalifica, si dovrebbe andare verso la conferma del 4-3-3: importante la copertura dei reparti per non farsi trovare scoperti e impreparati nelle ripartenze. Ciciretti, Falco e Ceravolo non avranno vita facile, bloccati tra difesa e centrocampo per non permettere loro di far partire azioni pericolose. Cragno in porta, in difesa l’unico dubbio resta sul recupero a tempo pieno di Padella, “un gladiatore” come sottolineato da Baroni in settimana. In pre-allarme Camporese dopo l’ottima prova contro il Cesena quando è subentrato proprio all’infortunato Padella. Per il resto, solito ballottaggio Gyamfi-Venuti sull’esterno basso di destra, col primo in vantaggio, Lucioni e Lopez a completare il reparto. A centrocampo va verso la riconferma Del Pinto dopo la prova convincente di lunedì, insieme a Buzzegoli e Chibsah. Infine il trio Ciciretti, Falco, Ceravolo pronto a regalare un sogno agli 800 sanniti nel settore ospiti. Già, solo 800. Biglietti polverizzati e polemiche per la mancata scorta di 400 ulteriori tagliandi non concessa ai supporters sanniti. Biglietti che costavano, tra l’altro, 17,50€. Si predica calma, in molti hanno sostenuto di raggiungere l’Irpinia sprovvisti di biglietto. Farlo significherebbe allerta massima delle Forze dell’Ordine. Vecchi casi, triti e ritriti, tante scuse di chi ha sempre voluto tarpare le ali al vicino: è sul campo che si vince la battaglia, anche se pure sugli spalti quest’anno pare non esserci storia. L’attesa sta finalmente per finire, la tensione è a mille, la voglia di vincere al massimo: AVELLINO-BENEVENTO, LA STORIA SI RISCRIVE DAL FUTURO.

PROBABILI FORMAZIONI:
AVELLINO (4-4-2): Frattali; Gonzalez, Jidayi, Djimsiti, Asmah; Verde, D’Angelo, Paghera, Belloni; Ardemagni, Castaldo.
A disposizione: Offredi, Radunovic, Diallo, Crecco, D’Attilio, Lasik, Omeonga, Bidaoui, Camarà, Mokulu. All.: Novellino

BENEVENTO (4-3-3): Cragno; Gyamfi, Camporese, Lucioni, Lopez; Chibsah, Buzzegoli, Del Pinto; Ciciretti, Falco, Ceravolo.
A disposizione: Gori, Perucchini, Padella, Pezzi, Venuti, De Falco, Donnarumma, Jakimovski, Pajac, Cissé, Puscas. All.: Baroni

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