Una serata di grande musica alla 47ª edizione di Benevento Città Spettacolo. Igor Minerva ha trascinato Piazza Roma in un lungo viaggio attraverso i più celebri successi di Claudio Baglioni, conquistando il pubblico con una voce impeccabile e un concerto di circa due ore e un quarto.
Un concerto coinvolgente. A colpire è stata soprattutto la qualità vocale di Minerva: una voce precisa, potente e sorprendentemente pulita, capace di affrontare un repertorio impegnativo mantenendo intensità e controllo anche nel corso di uno spettacolo così lungo.
Ma cantare Baglioni, per Minerva, non significa soltanto riproporre canzoni di successo. Significa confrontarsi con un patrimonio di emozioni che continua a vivere nella memoria di chi ascolta. «Ogni canzone di Claudio Baglioni ha il potere di sorprendere ed emozionare», racconta l’artista ai nostri microfoni.
E se nelle piazze non possono mancare i grandi classici: «È fondamentale proporre quei 10-12 brani immancabili». Esistono anche canzoni meno conosciute ma capaci di arrivare ancora più in profondità. Tra quelle che Minerva sente maggiormente, una occupa un posto speciale: “Tamburi lontani”, indicata come il brano che più di tutti riesce ancora a emozionarlo.
Il rapporto con il repertorio di Baglioni è talmente forte che Minerva individua una parola precisa per descrivere il proprio ruolo: custode.
«Mi sento un custode perché questi capolavori vanno preservati e portati avanti con rispetto il più a lungo possibile, finché ne avrò la forza».
Ed è probabilmente proprio questa la chiave della serata beneventana: non una semplice esibizione, ma la volontà di mantenere vive canzoni che appartengono alla memoria di migliaia di persone. A Piazza Roma quelle melodie hanno trovato nuova energia, sostenute da un interprete che ha fatto della passione per Baglioni il centro del proprio percorso artistico.
La serata ha però raccontato anche un Igor Minerva diverso, proiettato verso una nuova fase creativa. Da poco è arrivato il suo primo romanzo, una sfida attraverso la quale l’artista ha scelto di raccontare se stesso con uno strumento nuovo.
«In questo periodo sto raccontando me stesso attraverso la scrittura», spiega Minerva, anticipando che il libro rappresenta soltanto l’inizio di un progetto più ampio, destinato a svilupparsi con un secondo e un terzo capitolo.
Così, dopo oltre due ore di musica, applausi ed emozioni, il viaggio di Igor Minerva a Benevento si chiude lasciando una certezza: la sua voce ha saputo attraversare il repertorio di Baglioni senza limitarlo alla semplice nostalgia, restituendogli energia e una nuova vitalità.










