A Telese la consacrazione della nuova chiesa intitolata a Sant’Alfonso Maria de’ Liguori

Ieri, domenica 25 giugno, è stata consacrata la nuova chiesa di Telese Terme, intitolata a Sant’Alfonso Maria dei Liguori. Un progetto atteso per circa vent’anni, fortemente voluto dal già vescovo Michele De Rosa, la cui prima pietra è stata poggiata nel 2016. Non una chiesa come le altre, ma probabilmente la più grande della intera diocesi: un centro polivalente inteso come struttura di ritrovo, preghiera, studio e ricreazione, con annessi campi di tennis e calcio, oratorio, aule e auditorium.

La consacrazione si è tenuta alla presenza delle più alte cariche istituzionali e religiose, con una santa messa officiata dal vescovo Giuseppe Mazzafaro, che sin dal primo momento si è ampiamente prodigato per la ricerca di finanziamenti e per l’ultimazione della sacra struttura, e dal  cardinale Matteo Maria Zuppi, voce di pace negli attuali giorni di guerra.

“La struttura in località Piana, decentrata rispetto al centro urbano, si trova in una zona in via di espansione – racconta il sindaco Giovanni Caporasoconsiderato che il territorio cittadino è ormai saturo e il nostro PUC prevede una nuova centralità verso Amorosi. Un giorno quello sarà uno snodo importante della nostra città, un fondamentale nucleo urbano del nostro territorio”.

Grande emozione per i cittadini che hanno vissuto l’attesa consacrazione nei giorni dei festeggiamenti patronali in onore di Santo Stefano. La chiesa accoglierà le reliquie dei santi Gennaro, Alfonso, Palerio ed Equizio e la nuova statua dedicata a Sant’Alfonso, di fattezza unica e artigianale. L’arrivo è previsto per il prossimo autunno.

“Un sentito momento di festa – ultima il primo cittadino – Venti anni fa, quando la chiesa fu progettata, ero assessore e ci adoperammo nella individuazione dell’area. Ho vissuto passo dopo passo la realizzazione del progetto. Un ringraziamento particolare al vescovo Mazzafaro per essersi adoperato personalmente alla percezione dei fondi e alla ultimazione del nostro polo religioso”.

Vivere la nuova chiesa: è stato questo l’invito delle istituzioni durante la messa di consacrazione. Non soltanto durante i riti eucaristici, ma soprattutto come fulcro di vita e socializzazione. Un nuovo e sano modo per essere protagonisti della comunità.

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