
Dove, se non nel borgo longobardo intatto di Torrecuso, potrebbero riecheggiare le antiche preghiere nate per sostenere ed elevare lo spirito di questo popolo guerriero che ha dato tanto alla terra beneventana nei lontani secoli alla fine del primo millennio? Sono melodie del Canto Beneventano.
Il Canto Beneventano è uno dei più antichi esempi sopravvissuti della musica occidentale. E’ un canto liturgico monodico nella lingua latina, nato a Benevento nel monastero di Santa Sofia nel VII secolo, durante periodo longobardo, e usato nelle messe e le celebrazioni nel Sud d’Italia sino alla fine del primo millennio (Benevento, Montecassino, Bari e lungo le coste della Dalmazia). Il Canto beneventano preserva i più antichi esempi della notazione musicale neumatica propria in Italia e in Europa alla fine del decimo ed inizio del undicesimo secolo.
A seguito delle attività realizzate per il progetto “Vox Pacem Day 2019”nato per promuovere la conoscenza e divulgazione del Canto Beneventano, l’Associazione Culturale Internazionale APS “ORBISOPHIA” invita tutti al concerto di Canto beneventano intitolato “HODIE XPISTUS NATUS EST: una preghiera di mille anni” che si terrà il 5 gennaio 2020 ore 19.30 nella Chiesa della Santissima Annunziata in piazza Antonio Fusco,1 a Torrecuso (BN).
Il programma del concerto, elaborato dal Prof. Matthew Peattie dell’Universita di Cincinnati (USA), contiene 12 brani tratti dalla liturgia beneventana del VII/VIII secolo e ricostruiti grazie alla notazione neumatica del XI secolo.
Saranno eseguiti antifone e canti che lodano la nascita del Salvatore, la gioia della fratellanza, l’evocazione al protettore del popolo longobardo San Michele e il canto per la Madre di Dio: Sanctus (messa di Natale), Ecce quam bonum (messa Santi 12 fratelli), Alleluia (messa di Natale), Dicite Pastores (comunione della messa di Natale), Venit angelus (messa Santi 12 fratelli), Hec est vera (messa Santi 12 fratelli), Celestis Militie (messa San Michele), Agnus (messa di Natale), Multos infirmos (messa San Michele), Doxa/Gloria, Sancta Maria (messa assunzione), Hodie Xpistus Natus est (messa di Natale).
I brani saranno eseguiti dai cantori partecipanti del progetto “Vox Pacem Day 2019”
- Dina Camerlengo, Rosaria Ambrosino, Luigi Maida – Coro Frate Sole (San Giorgio del Sannio – BN);
- Ninfa De Masi, Maria Maddalena Fava, Antonella Ricci, Lucia Tozzi – Coro Terrae Reginae Cantores (Reino- BN);
- Innocenzo Iannitelli, Katia Raieta, Pietro Simeone, Melina Meola – Maria’s Gospel Choir (Benevento)
Partecipazione straordinaria ed esecuzione del brano solistico “Proskynumen” è di OSIFO SHARON (Nigeria) .
L’introduzione e brani solistici a cura del soprano Tetyana Shyshnyak, il Presidente dell’Associazione culturale internazionale “Orbisophia” nonché cantante e ricercatrice del Canto Beneventano di nazionalità ucraina. Attualmente vive e lavora nella citta di Benevento. In collaborazione con i massimi studiosi per anni ha svolto un lavoro di ricerca sulle forme sonore del patrimonio musicale del Canto Beneventano e musica medievale (Hildegard von Bingen, Canto Gregoriano). Creatrice e Direttore dei progetti: “Vox Pacem – una voce per la pace” e “Vox Pacem day 2019.” per promuovere la conoscenza e divulgazione del Canto Beneventano. Quest’ultimo gode del patrocinio della Regione Campania e della Delegazione FAI di Benevento e si avvale della eminente collaborazione del Professore Matthew Peattie, musicologo, docente di musicologia presso l’Universita di Cincinnati (USA), tra i massimi conoscitori del Canto Beneventano. che ha tenuto in Benevento apposite master class per i direttori dei cori, per consentir loro di leggere la musica direttamente dalla notazione neumatica beneventana del XI sec.
Le seguenti corali, sotto la guida dei propri direttori, hanno poi approfondito lo studio dei brani del canto beneventano –: Coro Frate Sole (San Giorgio del Sannio –BN) diretto da Dina Camerlengo, Miria’s Gospel Choir (Benevento) diretto da Innocenzo Iannitelli , Corale San Menna (Vitulano-BN) diretto da Brunella Orlacchio, Coro Terrau Reginae Cantores (Reino-BN) diretto da Ninfa De Masi,
L’Associazione “ORBISOPHIA” intende improntare la propria filosofia di azione al lsenso profondo delle parole dell’antifona che sarà eseguita durante il concerto: Ecce quam bonum et quam iucundum habitare fratres in unum – Ecco quanto è buono e quanto è soave che i fratelli vivano insieme! Questa è l’antifona del Canto Beneventano della messa di Santo Dodici Fratelli, le cui reliquie furono portate nella Chiesa di Santa Sofia dalla Puglia dal Duca longobardo Arigisio II nel 760. Questo brano si trova nel Manoscritto del XII sec conservato nella Biblioteca capitolare di Benevento. Il testo è tratto dal Salmo 133: qualche secolo dopo i Templari recitavano questo salmo prima della discesa nella battaglia.
L’evento promosso dal Comune di Torrecuso, la Nuova Pro loco di Torrecuso “Torricolus”, con patrocinio morale della Delegazione FAI di Benevento.
La Nuova Pro Loco “Torricolus” accogliera gli ospiti nei tre aree di parcheggi e li accompagnera verso la Chiesa della Santissima Annunziata nella zona pedonale del borgo.
Piccola nota storica sulla citta e la chiesa:
Torrecuso nasce come castello costruito dai Longobardi a difessa e guardia della citta di Benevento, capitale del Ducato Longobardo del Centro-Sud. Il colle a Nord di Benevento, su cui fu edificato il Castello, che da probabilmente origine anche al nome di Torrecuso. Il paese ha alle spalle, come difesa naturale, il monte Pentime e, per la citta di benevento, cenrodel potente ducato longobardo, Torrecuso fu vera Torre di guardia. In epoca longobarda il Castello, castrum o arces, come lo definivano i latini, era una rocca destinata in un primo momento a presidio di guardia ed era il luogo piu importante dal punto di vista strategico; poi , man mano, è venuto ingrandendosi fino a diventare un vero borgo. Il centro storico di Torrecuso nato in quel epoca è rimasto pressoche intatto. Chi si incammina per le strette viuzze che si svolgono in senso ovoidale e attraversate a loro volta da altre a raggiera, facendo perno intorno alle piazzette antistanti le due chiese dominate dalla imponente costruzione del Castello marchesale, si accorge subito di trovarsi in un centro che si sviluppato in funzione della difesa. Per questo motivo mancano i monumenti di qualsiasi genere. Le sue torri furono fatte rinfrozare perche pericolanti nell’ anno 871, dal Duca longobardo di Benevento Adalgiso.
La Chiesa della SS. Annunziata in Torrecuso costituisce uno dei più conservati complessi architettonici del Rinascimento in provincia di Benevento. Nel 1450 un cittadino di Torrecuso, dal nome Nicolò di Pietro di Ruggiero, concesse alla Basilica Lateranense un pezzo di terra.
La Chiesa della SS.Annunziata fu costruita dall’Università di Torrecuso in uno con il Capitolo Lateranense di San Giovanni in Laterano in Roma. Faceva parte della Congregazione della SS.Annunziata. È stata oggetto di vari restauri anche perché colpita per ben due volte da fulmini in corso di temporali. Accanto alla chiesa sorge un edificio che fungeva da ospizio per il ricovero dei malati e dei bisognosi. La chiesa, a tre navate, è impreziosita da quadri del ‘700 e dell ‘800. Molto interessante la pala che sovrasta l’altare maggiore. In questa chiesa sono conservati i resti mortali di san Vincenzo da Saragozza, martire spagnolo,le cui ossa furono portate a Torrecuso dal marchese Carlo Andrea Caracciolo.
Comunicato Stampa









