Con la consegna simbolica delle 3.300 firme al Sindaco di Benevento, il Comitato ABC raggiunge il primo obiettivo nel percorso verso la pubblicizzazione dell’acqua, ovvero la richiesta di un referendum. Ora spetta al Consiglio Comunale emettere l’eventuale delibera per indire un referendum consultivo. Al riguardo abbiamo parlato con il presidente del Comitato Giovanni Seneca:

Una battaglia partita nel novembre dello scorso anno e che ora inizia fa intravedere spiragli di vittoria. Quali le principali difficoltà incontrate in questo percorso?

Non avevamo dubbi che l’obiettivo venisse raggiunto. La gente comprende quello che anche dei bambini capirebbero: l’acqua è di tutti e non si vende. A rendere complesso e controverso il discorso hanno contribuito: la cattiva gestione locale, la qualità del servizio, le tariffe elevate e il mancato allacciamento alla rete di molte contrade. A Benevento la Gesesa (società a capitale misto, pubblico-privato) che gestisce l’acquedotto, è un classico esempio di come i principi del referendum nazionale siano stati ignorati dagli amministratori locali per fare profitto su un bene essenziale e primario.

Nel percorso verso il raggiungimento della quota referendaria, quali sono state le realtà sulle quali il Comitato ABC ha potuto contare?

La nostra iniziativa ha avuto il sostegno di comitati e associazioni beneventane e di consiglieri comunali che hanno dato la propria disponibilità alla certificazione delle firme; l’Arcidiocesi di Benevento ha dato fin dall’inizio il suo supporto: il Comitato ABC infatti, oltre che ai valori costituzionali, si inspira all’Enciclica “Laudato sì”. Abbiamo avuto, inoltre, il sostegno dei sindacati, delle associazioni ambientaliste e di quelle dei consumatori; ma soprattutto abbiamo trovato tanto calore dalla gente comune del nostro Sannio.