
Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Angelo De Marco in merito all’aggressione subita questa notte dall’ex deputato Arturo Scotto.
Voglio esprimere anche per mezzo stampa, ringraziando la Redazione per lo spazio che mi viene concesso, la solidarietà e un abbraccio personale al compagno Arturo Scotto, con il quale ho condiviso l’esperienza in Liberi e Uguali, per quello che è accaduto a lui, a sua moglie, a suo figlio, durante la notte di Capodanno, allorquando un branco di imbecilli, inneggiando al Duce e richiamando la morte di Anna Frank, hanno colpito violentemente Arturo, per poi fuggire a volto coperto.
Questa è la dimostrazione come determinati istinti nostalgici, un tempo nascosti vergognosamente, oggi vengono mostrati nella loro crudezza in modo sferzante e vigoroso, come se oggi si sentissero legittimati da non si sa quale nuovo vento che deve arrivare. Ma stiano più sereni: l’Italia è un Paese sano, civile, democratico. Spero che tutte le forze politiche, esponenti della società civile, si uniscano nell’esprimere in modo unanime la propria vicinanza verso l’onorevole Scotto.
Sono questi i momenti in cui bisogna rivendicare che, al netto delle differenze politiche, di opinione, di visione del Paese, esiste una base comune di civiltà e di libertà, su cui poi confrontarsi, anche duramente, nell’ambito della dialettica e del conflitto politico. Sono questi i momenti in cui ricercare una solidarietà condivisa. E non (in ultima polemica) invocare diritti di libertà nell’esprimere che “Mussolini ha fatto più di tutti per i lavoratori”, richiamando in maniera del tutto eretica la Costituzione Italiana, nata nell’antifascismo, alla base del quale fondano i suoi principi e i suoi valori formali e sostanziali.









