Al Senato per un giorno, gli studenti dell'I.T.I. Lucarelli a Palazzo Madama

Senato

In prossimità delle voto per il referendum costituzionale del 4 dicembre, l’Istituto Tecnico Industriale G.B. Bosco Lucarelli di Benevento ha organizzato un’uscita didattica per gli alunni delle classi quinte presso la sede del Senato della Repubblica, a Roma. La scelta della scuola di offrire questa possibilità agli alunni delle classi quinte, molti dei quali maggiorenni, di poter visitare Palazzo Madama ha avuto forte valenza formativa. Infatti non c’è miglior modo che osservare da vicino quanto accade in Senato per comprenderne al meglio le funzionalità, l’importanza, il ruolo ed i vari passaggi che i nostri senatori svolgono prima di giungere alla cosiddetta seduta e alla discussione delle leggi.
Palazzo Madama è un antico palazzo risalente al 1500 e possedimento della famiglia dei Medici. Il suo nome deriva da Madama Margherita d’Austria, moglie di Alessandro de Medici. Dopo esser divenuto un palazzo pubblico dello Stato Pontificio, divenne la sede del Senato del Regno d’Italia dal 1861 al 1946, ovvero la data della proclamazione della Repubblica.
Prima di giungere alla vera e propria aula del Senato, c’è la “Sala dello Struzzo” caratterizzata dalla rappresentazione, al centro del soffitto, di uno struzzo e dello stemma della famiglia dei Medici legati fra loro. Esso ricorda il legame tra Lorenzo de Medici e Margherita d’Austria. Poi vi è la cosiddetta aula del Senato, ovvero il luogo dove avvengono le sedute. Qui vi sono due iscrizioni, una che cita la nostra forma di governo, la Repubblica, e una che cita le parole di Vittorio Emanuele II che commemorò l’Unità d’Italia. Qui gli alunni sanniti hanno avuto la possibilità di sedere al posto dei senatori dato che in quell’occasione non vi era nessuna seduta in corso
La domanda che è sorta a molti studenti è stata: “Cosa ne sarà del Senato una volta che saranno diminuiti i senatori nel caso in cui ciò avvenga?”.
A questa domanda, purtroppo, non sono riusciti ad avere una risposta esaustiva ma la curiosità suscitata dall’esperienza avvenuta ha stimolato gli studenti ad informarsi e provare a schiarirsi le idee sulla questione del referendum costituzionale per il quale saranno tenuti a votare il 4 dicembre. Referendum a parte, quest’esperienza ha anche permesso ai ragazzi di prendere più consapevolezza nei confronti di quella che è la vita politica vista da loro fino ad ora in televisione. Se la voglia di cambiare le cose è così grande bisognerebbe dare più spazio ai giovani, permettergli di capire davvero come funzionano le cose per dargli modo di avere voce in capitolo e possibilità di migliorare qualcosa che sembra “immobile” da troppo tempo.

Pietro Di Stasio

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