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Alloggi Capodimonte, Basile: “Assegnatari non possono pagare colpe altrui”

“L’ulteriore rallentamento dei tempi di consegna dei nuovi appartamenti di edilizia residenziale pubblica di Capodimonte, a dispetto di quanto garantito nell’ultimo tavolo tecnico di giugno avuto presso il Comune di Benevento alla presenza di tutte le parti, sta generando non poche preoccupazioni alle famiglie che occupano i primi posti della graduatoria, molte delle quali anche residenti nelle ex scuole di San Modesto e Ponticelli”: così in una nota Pasquale Basile, vicesegretario cittadino Pd e da tempo al fianco delle famiglie assegnatarie degli alloggi Acer.

“L’attuale graduatoria infatti – afferma – è quella relativa al bando che fu indetto in seguito alla realizzazione dei nuovi alloggi di Capodimonte, che prevedeva anche la destinazione della riserva del 25% degli alloggi liberati a chi viveva in condizioni di emergenza. Non è certamente colpa di tali famiglie se l’esecuzione dei lavori ha subito rallentamenti a causa della pandemia e a causa della sostituzione della ditta esecutrice dei lavori e a causa del sequestro del depuratore alla Gesesa. L’indizione di un nuovo bando per la nuova graduatoria regionale con scadenza termini al 30 settembre, mette le famiglie che hanno già partecipato al bando precedente in una condizione di incertezza e di legittima preoccupazione rispetto al proprio futuro. 

È estremamente necessario fare chiarezza una volta per tutte convocando subito un incontro tra le parti per avere contezza reale dei tempi di consegna degli alloggi e dei tempi di assegnazione degli appartamenti ai legittimi assegnatari, che sono già da due anni in attesa in graduatoria. Costringere quest’ultimi alla partecipazione ad un nuovo bando per una nuova graduatoria generale e sfumare le loro giuste aspettative suonerebbe come un’ulteriore beffa per tante persone che vivono in condizioni di precarietà da quasi dieci anni. A causa di evidenti responsabilità altrui non è possibile far pagare ancora una volta il conto agli anelli più deboli della catena che attendono da anni il riconoscimento di un proprio diritto. Si faccia presto”.