All’Unisannio il rapporto Inps 2021. Tridico: “Al Sud problema giovani e investimenti”

Il Presidente dell’Inps Pasquale Tridico ha illustrato oggi all’Università del Sannio le attività dell’Istituto nel 2021. La presentazione del XXI Rapporto Inps si è svolta presso la Sala Lettura del Dipartimento DEMM a Palazzo De Simone. Sono intervenuti il Rettore dell’Università del Sannio Gerardo Canfora, il direttore del Dipartimento DEMM Gaetano Natullo, il dirigente Studi e Ricerche Inps Daniele Checchi, i docenti UNISANNIO Emiliano Brancaccio e Paola Saracini; Doriana Buonavita, segretaria generale Usr – Cisl Campania, Giuseppe Mauro, vice presidente Confindustria Benevento, Riccardo Realfonzo docente UNISANNIO e presidente C.d.A. Fondo Cometa.

Il Rapporto prende in esame, per il 2021, la situazione del Paese, con particolare attenzione alle più rilevanti prestazioni erogate dall’Istituto e alla dinamica dei contribuenti. Nel contesto emergenziale della pandemia, l’intervento dello Stato ha dimostrato tutta la sua importanza nella distribuzione del rischio, nella difesa della coesione sociale e nella protezione dei più deboli. Due sono stati i principi di fondo: il principio universalistico, secondo il quale tutte le diverse categorie di cittadini dovevano ricevere sostegno dallo Stato, e il principio della tempestività, secondo il quale la risposta andava attivata in tempi brevissimi e modalità semplificate.

“Un rapporto ricco di dati e analisi – ha dichiarato il Rettore Canfora – che restituisce un quadro complessivo del Paese ricco di contraddizioni. Un Paese con un tasso occupazionale in ripresa a cui fa riscontro una crescente divaricazione della dinamica salariale, con l’1% dei lavoratori meglio retribuiti che aumenta ulteriormente il proprio peso percentuale sul totale. Un paese dove non basta avere un lavoro per sfuggire alla povertà, dove sono ancora troppe le differenze retributive legate al genere”. Il prof. Canfora ha posto l’accento sulla condizione occupazionale dei giovani al Sud, sul grave fenomeno di spopolamento e sull’alta percentuale di neet che usciti dalla formazione secondaria si perdono.

Nel suo intervento il presidente Tridico ha sottolineato il processo di trasformazione dell’INPS in una moderna Agenzia del Welfare nazionale, attenta all’innovazione, alla trasformazione digitale e, soprattutto, alla crescita e alla valorizzazione del capitale umano. “Negli ultimi 30 anni – ha dichiatato Tridico – occupazione, investimenti e produttività non sono aumentati, i salari sono diminuiti del 2,9 per cento. È necessario riflettere sulle terre del Sud dove c’è un duplice problema, la mancanza di investimenti e la fuga dei giovani. L’istituto in questo è avanzato. Quando le cose vanno male il welfare avanza”.

Il presidente dell’Inps ha insistito sull’importanza del reddito di cittadinanza. Il Rdc oggi per i due terzi viene dato a persone che non possono lavorare (anziani, disabili, minori), o non hanno mai lavorato, o non hanno una storia contributiva recente. “Il fatto che il 65% di 7 miliardi vada al Sud è conseguenza di investimenti distorti fatti negli anni. Non si tratta di un dato particolarmente sorprendente dato che le regioni meridionali sono caratterizzate da bassa occupazione e forte incidenza della povertà”.

Comunicato stampa

I commenti sono chiusi, ma riferimenti e pingbacks sono aperti.