“Naturalmente, per rivalutare il fascismo bisogna costruire una narrazione falsa: gli storici hanno ampiamente dimostrato come la dittatura fu una catastrofe per tutto il Paese; la narrazione “positiva” può piacere solo a coloro che ignorano la realtà del ventennio fascista”. Lo scrive in una nota il coordinamento sannita dell’Anpi.
“A Benevento, però, la storia del fascismo la conosciamo bene e non avvertiamo la necessità di ascoltare la narrazione proposta da chi rimpiange quel “duce” che portò l’Italia alla catastrofe. La nostra città sperimentò, come tutto il Paese, la tragedia della dittatura. È appena il caso di ricordare – prosegue la nota – che durante il regime fascista i beneventani furono privati di qualsiasi libertà (altro che presentare libri in prestigiose sedi istituzionali!), furono obbligati per venti anni a sottomettersi ai soprusi e alle ruberie dei gerarchi locali, in alcuni casi talmente gravi da suscitare la reazione delle istituzioni fasciste nazionali; che durante la guerra furono ridotti alla fame e costretti a subire la vergogna della complicità nei crimini del nazismo.
A Benevento, infine, la dittatura provocò la devastazione pressoché completa del centro urbano, distrutto dai bombardamenti nella guerra che Mussolini aveva voluto: il “duce” era stato pregato dai governi dei Paesi alleati, e persino dai settori più ragionevoli del regime fascista, di tenere fuori l’Italia dal conflitto (un fatto in genere taciuto nelle narrazioni apologetiche), ma trascinò ugualmente il Paese nella catastrofe, sulla base di una malsana mania di potenza. Il fascismo nel 1922 conquistò una città in condizioni di relativa prosperità e la ridusse a un cumulo di macerie. Non esiste nessun’altra storia”.










