Arcangelo, il benzinaio dal cuore giallorosso

Arcangelo, il benzinaio dal cuore giallorosso

"Da me passano sempre Viola, Coda e Montipò". E sul suo lavoro: "Rispetto a qualche anno fa registriamo una flessione del 30-40% negli introiti"

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Benzinaio col cuore giallorosso. Al distributore tutto il giorno, allo stadio e in trasferta nei weekend. Quella di Arcangelo Micco, 37enne di Benevento, ultimo di sei fratelli, è una storia comune a tanti ragazzi. Poco più che ventenne, dopo il militare, comincia a lavorare nella ferramenta di famiglia. Poi, nel 2005, l’avventura ai distributori fino a quando insieme al fratello Angelo e dopo la morte del padre decide di rilevare l’impianto carburanti di via Meomartini. Dove vanno a rifornirsi anche i suoi beniamini: i giocatori del Benevento Calcio. Ce lo racconta con un gran sorriso: “Passano sempre Nicolas Viola, Massimo Coda e Lorenzo Montipò. Con loro a volte commento
qualche episodio accaduto in partita. Sono ragazzi molto umili, sorridono sempre e mi rispondono che si può fare di più”. È un giallorosso doc Arcangelo. Nel suo ufficio, alle spalle della scrivania, ha fissato una enorme bandiera giallorossa e con i suoi amici ha creato anche il gruppo ‘Tennent’s’ per sostenere
la sua squadra del cuore. “Lavoro tutta la settimana, ma appena ci sono partite o trasferte lascio tutto a mio fratello e scappo a vedere il Benevento”. Ma il Benevento tornerà in serie A? Non ha dubbi: “Certo. Abbiamo grande fiducia nella squadra e nel presidente Vigorito. Ci crediamo. Ritorneremo nella massima serie. Non sarà una promozione diretta ma ce la faremo”. In via Meomartini lo conoscono tutti. Mentre siamo lì non c’è persona che passi e non lo saluti. Lui è gentile, disponibile, molto cortese. È un benzinaio gentiluomo. Il lavoro chiaramente non è tra i più comodi: lavorare all’esterno nei mesi più freddi e in quelli più caldi mette a dura prova il fisico. Ma ha anche risvolti divertenti “come quando qualche cliente maldestro decide di servirsi all’automatico e finisce col combinare un gran pasticcio con la pompa”. Come per ogni attività in Italia il lavoro è calato negli ultimi tempi e gli incassi “seguono il pagamento degli stipendi: rifornimenti più frequenti a inizio e fine mese e calma piatta dopo il 15. Rispetto a qualche anno fa registriamo una flessione del 30-40% negli introiti: per via della crisi e perché la gente preferisce le macchine gpl o quelle ibride per risparmiare”. Ecco perché Arcangelo e suo fratello hanno deciso di aggiungere anche il servizio di corriere espresso: se si deve ricevere qualcosa ordinato online ma non si è mai a casa si può decidere di farselo recapitare presso il suo distributore e ritirarlo quando si è più comodi. O spedire pacchi da lì. Innovazione
e resilienza.

Anna Liberatore