Elaborare proposte per redigere il bando regionale per l’accrescimento della competitività del comparto artigianale nei Comuni con popolazione inferiore ai 5mila abitanti e discutere delle iniziative territoriali da candidare all’agenda 2021-2027: questi i due punti all’ordine del giorno nel tavolo regionale delle aree interne svoltosi alla Rocca dei Rettori.

Il summit è stato convocato dal consigliere regionale delegato alle Aree Interne, Francesco Todisco, raccogliendo la disponibilità dell’Ente provinciale e del presidente Di Maria. “Il primo punto lo ritengo molto importante: consiste in una sperimentazione specifica delle aree interne per i comuni inferiori ai 5mila abitanti ed è un’opportunità per i ragazzi. Una misura che guarda all’artigianato come leva attiva per l’occupazione” ha dichiarato Todisco a margine dell’incontro. “Il secondo punto – invece – proviene dalla spinta del Governo col ministro Provenzano. Noi siamo chiamati a includere nuovi territori che possono essere inseriti nella programmazione 2021-2027 e accanto ai fondi stanziati dallo Stato c’è anche l’impegno dell’Europa per le nostre aree interne”.

Il focus sulle zone più marginali che devono rinascere rompendo col passato: “Noi dobbiamo dismettere il concetto di aree interne cucito addosso da chi non ci abita, di quel luogo da visitare per qualche giorno senza restarci. Turismo, agrindustria e gastronomia sono da potenziare ma da soli non sono sufficienti a dare risposte significative. I piccoli comuni non sono in grado di rispondere alle minime esigenze, non avendo competenze. Dobbiamo guardare a un concetto di aree interne che sappia legarsi allo sviluppo del territorio e a chi vuole vivere lì, altrimenti questa paesologia e malinconia non ci serve. C’è bisogno di misure specifiche, di reddito da lavoro, e per questo abbiamo bisogno di una legislazione speciale”.