Mal’Aria di città 2024, i dati di Legambiente: situazione critica in Campania

A cura di Giorgia Zoino

Legambiente ha pubblicato il nuovo report “Mal’Aria di città 2024”– redatto nell’ambito della Clean Cities Campaign – nel quale sono stati analizzati i dati relativi al 2023 sull’inquinamento atmosferico nelle città italiane: “Un anno di poche luci e molte ombre. La salute dei cittadini è a rischio, Governo, Regioni e Comuni devono accelerare. Per ottenere aria pulita, bisogna ripensare subito la mobilità urbana, implementando zone a basse e zero emissioni, ridisegnando lo spazio pubblico urbano con Città a 30 km/h e strade scolastiche, investendo massicciamente nel trasporto pubblico locale, nell’ampliamento di reti ciclo-pedonali e nell’elettrificazione di tutti i veicoli. Indispensabile agire sinergicamente anche sulle altre fonti di inquinamento, come il riscaldamento domestico e l’agricoltura”.

I dati prendono in considerazione non solo i livelli delle polveri sottili (PM10, PM 2.5), ma anche quelli del biossido di azoto (NO2) presenti nei capoluoghi italiani. In 18 città su 98 risultano superati i limiti giornalieri di PM10: Frosinone con 70 giorni di sforamento, Torino 66, Treviso 63, Mantova, Padova e Venezia con 62. Se lo si confronta con i target previsti al 2030 – dalla revisione della Direttiva europea sulla qualità dell’aria in vigore dal 2030 (20 µg/mc per il PM10, 10 µg/mc per il PM2.5 e 20 µg/mc per l’NO2) – il 69% delle città sfora per il PM10, l’84% per il PM2.5 e il 50% per l’NO2. 

In Campania, la situazione più critica è ad Avellino con concentrazioni di PM10 pari al 29 µg/mc e una riduzione del 31% – in relazione ai limiti previsti dal 2030, I numeri di Napoli per PM10 arrivano a 28 µg/mc e una riduzione del 28%; Caserta 26 µg/mc e una riduzione del 24%; Salerno 24 µg/mc e una riduzione del 17%; Benevento 26 µg/mc e una riduzione del 23%. In sostanza, l’89% delle città campane supera i livelli previsti dal 2030 e dai dati Arpac risulta che sette città campane su 23 non rispettano i limiti preisti per le polveri sottili PM10 di 35 giorni con una concentrazione media giornaliera di 50 µg/mc.

Per il PM2.5 la situazione in Campania è ancora peggiore: oltre il 95% supera i limiti di legge. I dati peggiori sono per Benevento (riduzione del 39%) e Avellino (riduzione del 41%) con 17 µg/mc; a seguire Napoli 15 µg/mc (riduzione del 33%), Caserta 12 µg/mc (riduzione del 15%) e Salerno 11 µg/mc(riduzione del 9%). Sul biossido di azoto, nove città rientrano con i valori nei limiti previsti dal 2030 (circa il 65% delle città campane): Pomigliano d’Arco, Portici, Avellino, Benevento, Battipaglia, Cava dei Tirreni, San Felice a Cancello, Solofra, Ottati con riduzione allo 0%. Le situazioni più critiche sono a Napoli con riduzione del 48% e Teverola (CE) con riduzione del 55%.

“Ancora una volta l’obiettivo di avere un’aria pulita nei centri urbani italiani rimane un miraggio, come dimostra la fotografia scattata dal nostro rapporto Mal’Aria di città”, ha dichiarato Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente.

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