Nella città delle streghe dopo l’originale pub a tema Harry Potter, “OllivanderS”, la saga del maghetto più famoso del mondo potrebbe cementarsi ulteriormente grazie alla nascita di una squadra di… quidditch.

Esatto, lo sport fittizio praticato a Hogwarts in sella a scope volanti e che dal 2005 è diventato reale anche nel mondo dei “babbani” (termine che definisce coloro che non hanno poteri magici nella saga di J.K. Rowling e che contraddistingue lo sport nostrano da quello introdotto nel fantastico mondo di Harry Potter). I beneventani Umberto Pepe (27 anni) e Rolando Leone (29) hanno pensato di fondare una squadra anche nella nostra città e sono alla ricerca di cacciatori, portieri, battitori e cercatori. Attualmente il team è in fase embrionale per via delle difficoltà di organizzazione “dovute alle norme anti Covid per gli allenamenti. Ma stiamo iniziando proprio in questo periodo in vista dei tornei nazionali che stanno per essere avviati” ci dice Umberto Pepe, membro del reparto Relazioni Pubbliche e Comunicazione dell’Associazione Italiana Quidditch (AIQ), la quale si occupa delle competizioni nazionali sul territorio italiano. A breve ne diventerà membro anche l’amico Rolando, in qualità di grafico.

Entrambi, inevitabilmente, appassionati del mondo di Harry Potter: la spinta necessaria per la fondazione della squadra è derivata, oltre che dall’essere fan della saga e del gioco, anche dalla possibilità di partecipare ad un campionato nazionale: “L’idea confrontarci con squadre e altre città è molto allettante. Speriamo di poter coinvolgere quante più persone possibile”. Paradossalmente, e anche in maniera curiosa, il simbolo che porta il nome del team non è associato alla strega (così come per la squadra di calcio), che ben si rifarebbe al contesto del gioco e della città: infatti il neonato team si chiama Boars Benevento, ovvero i cinghiali. “Sarebbe stato forse più adatto utilizzare il simbolo della strega dato il contesto, ma allo stesso sempre ci sembrava più scontato. Allora abbiamo optato per il cinghiale che nella simbologia della saga rappresenta proprio la Scuola di Magia di Hogwarts. Inoltre è utilizzato solo da poche società sportive del Sannio”. Anche per i colori, afferma Pepe, non si è optato per il classico giallorosso (che pure sarebbe un chiaro riferimento a Grifondoro) ma per il rosso-argento. A breve sui social verranno presentati ufficialmente logo e divise.

“Siamo pronti ad accogliere chiunque nella squadra senza limiti di età. i minorenni ovviamente dovranno avere il consenso dei genitori. Al più presto ci costituiremo anche come ASD quindi saremo coperti anche dall’assicurazione“, prosegue uno dei fondatori del club. “Ci tengo a precisare che il quidditch è l’unico sport che io conosca in cui è possibile avere squadre miste, cioè formate da maschi e femmine contemporaneamente. E questo è un bel vantaggio secondo me”. In quanto al campionato, le gare si svolgono a tappe in una sola città in base alla propria candidatura espressa all’AIQ. Attualmente si contano oltre 30 squadre attive sul territorio italiano, sei al Sud. Sport in forte espansione, è stato adattato alla realtà utilizzando elementi del rugby, del dodgeball, del calcio e dell’acchiapparella. Si gioca 7 contro 7 (tre cacciatori, due battitori, un portiere ed un cercatore) con una scopa tra le gambe e l’obbligo di non farla cadere nell’arco dell’intero match. Il campo è rettangolare, 60×33 metri, con tre cerchi di altezza differente alle due estremità. L’obiettivo finale è quello di avere più punti rispetto all’altra squadra nel momento in cui viene catturato il boccino, che è costituito da una pallina da tennis all’interno di una specie di lungo calzino appeso ai pantaloncini di un giocatore neutrale vestito di giallo.

Per poter partecipare e rendere viva la magia di Harry Potter attraverso la prima squadra di quidditch della città, si può contattare il team direttamente su Instagram.