Arte e vino: il Sannio Consorzio Tutela Vini presenta il progetto “Wineart”

I rappresentanti del Sannio Consorzio Tutela Vini si sono ritrovati a Masseria Roseto (Benevento) per presentare alle istituzioni, alle associazioni e alla stampa l’ambizioso progetto ‘Nel Sannio coltiviamo emozioni – Wineart’. Si tratta di un progetto in cui l’arte sposa il vino, al fine di dare risalto e visibilità al Sannio, territorio dove la vitivinicoltura costituisce un forte elemento identitario nonché rilevante fattore economico.

All’evento hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore regionale all’agricoltura, Nicola Caputo; il prefetto di Benevento, Carlo Torlontano, il comandate della Guardia di Finanza di Benevento, il tenente colonnello Luca Pirrera; la guida del Comando dei Carabinieri sannita, il colonnello Enrico Calandro, l’amministratore di Sannio-Europa, Giuseppe Sauchella; il presidente di Assoenologi – Campania, Roberto Di Meo; il presidente regionale Coldiretti, Gennaro Masiello; quello sannita della Cia, Carmine Fusco; la delegata sannita dell’Ais, Mariagrazia de Luca; la vicepresidente regionale Ais, Nicoletta Gargiulo. A fare gli onori di casa il presiedente del Consorzio, Libero Rillo, insieme ai componenti del Consiglio di amministrazione dello stesso.  Alla serata di ‘Wineart’ hanno preso parte anche tre dei sette artisti internazionali impegnati nel progetto: oltre al sannita Mariano Goglia, c’erano il bulgaro Boyan Kovatchev (‘La volpe e l’uva’) e la tedesca Verena Mayer Tasch (‘La vita, la vitae’).

Nel corso dell’incontro che ha preceduto la cena di gala è stato evidenziato che queste realizzazioni saranno esposte in uno dei siti storici più importanti della città capoluogo, creando una suggestiva commistione tra l’arte contemporanea e il ricco patrimonio architettonico – storico di Benevento, scrigno che custodisce testimonianze che partono dagli antichi egizi al periodo di dominio pontificio, attraversando le epoche di dominio sannita, romano e longobardo e l’età medievale. Il tutto per una promozione dei vini che sia capace di innescare il decollo dell’enoturimo nel Sannio, un turismo tematico molto importante costituito da un nuovo modo di viaggiare, di scoprire un territorio, le sue ricchezze enogastronomiche, la sua storia e le sue tradizioni. Parliamo di un segmento turistico cresciuto particolarmente in questi ultimi anni, favorito anche dalle nuove tendenze che caratterizzano il periodo post-pandemico. In merito, il presidente Libero Rillo ha sottolineato che il traguardo toccato con la realizzazione di queste sette opere rappresenta un punto di arrivo, ma anche un punto di partenza 

“Abbiamo notato – dichiara Libero Rillo, presidente del Consorzio Sannio – come questi artisti si siano appassionati al nostro progetto, lo hanno fortemente amato.  Sono rimasti colpiti dalla nostra storia, dalle nostre tradizioni e dall’innovazione che i produttori sanniti mettono quotidianamente in campo. Tutto questo li ha conquistati, tanto che uno di loro ha preteso di lavorare addirittura tra le nostre vigne. Nasce così un modo diverso per raccontare i nostri vini: attraverso gli occhi di questi artisti emerge un racconto del mondo del vino sannita capace di utilizzare linguaggi non sempre catturati nella tradizionale comunicazione. Per questo ci impegneremo affinché questo percorso progettuale continui, magari coinvolgendo in modo più diretto le stesse aziende che abbracceranno questa nuova forma di comunicazione. Così come pensiamo di poter allestire delle opere artistiche che raccontino il Sannio enologico in altre zone del mondo celebri per la produzione di vini, più conosciute dal punto di vista turistico”.

“Wineart – rafforza il giornalista Gerardo Antelmo, ideatore e curatore del progetto – coniuga la coinvolgente arte contemporanea a quella che costituisce una delle risorse principali del suggestivo  territorio sannita. Parliamo di un progetto nato alcuni anni fa, poi interrottosi a causa del Covid. E parliamo soprattutto di un’idea lungimirante, con cui il Consorzio Sannio ha mostrato anche di saper anticipare i tempi, considerato che arte e vino è un binomio perseguito in questi’ultimo periodo anche dai più importanti brand del vino italiano, in particolare e da grandi aziende toscane, piemontesi e venete. Questo sprona a proseguire con progetti che stimolano nuovi processi comunicativi”.

All’incontro per la presentazione del progetto ha fatto seguito la Cena di gala con protagonisti i piatti preparati da tre chef: Davide Asta (chef del ‘Gellius Knokke’ di Knokke, in terra belga), Angelo Fabozzo (anima del ‘Room Experience’ di Aversa) e lo chef di casa, Teo Barbato. Cinque piatti abbinati a quattro vini (di diverse aziende) ottenuti da uve falanghina (Falanghina del Sannio versione Spumante, Falanghina del Sannio versione ferma, Falanghina del Sannio vendemmia tardiva e Passito) e una selezione di Aglianico del Taburno Docg. In conclusione la premiazione di Davide Asta, a cui è andato il riconoscimento ‘Falanghina Award 2022 – The best world italian restaurant’, riconoscimento assegnato al miglior chef italiano all’estero, e allo chef Angelo Fabozzo, a insignito del ‘Falanghina Award 2022 – Innovazione’ per il suo progetto di cucina territoriale portato avanti in un  locale che conta solo tre tavoli, ricavato in quella che era la stanza da letto della propria nonna. All’unisono, i due chef hanno evidenziato le grandi potenzialità a tavola dei vini falanghina. In particolare, Davide Asta, che in questa occasione ha avuto modo di conoscere le tante sfaccettature di questo versatile vitigno, ha anticipato di promuovere durante il prossimo periodo primaverile nel pluripremiato ristorante delle Fiandre (nel 2002 ‘Gellisu Globe’ è stato indicato da Gambero Rosso come miglior ristorante italiano all’estero) un mese dedicato ai vini Falanghina. 

Comunicato stampa

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