
Niente da fare: la Strega, in inferiorità numerica per il rosso rimediato da Prisco, inciampa anche al ‘Del Duca’ di Ascoli. La decide il rigore nel finale di Brunori (1-0). Di seguito le pagelle dei giallorossi:
VANNUCCHI 7: Se nel primo tempo è “solo” attento su Guiebre, nella ripresa la paratona sul colpo di testa di Chakir è a dir poco miracolosa. Purtroppo non basta.
SERNICOLA 5: Il DS Padella in conferenza ha ricordato il suo numero di presenze e gol in A, ma da settimane sembra la copia sbiadita della freccia di Cremona. Sbanda anche ad Ascoli in una gara di enorme sofferenza, fisica e tattica.
SCOGNAMILLO 7: In controtendenza con risultato e momento della Strega: è ilvero baluardo difensivo. Salva con il tacco il tiro di Guiebre a botta sicura nella prima frazione; nella ripresa il tackle disperato su Brunori è da oscar.
SAIO 6: Gara sufficiente, con precisione nello scambio della sfera e una buona mole di duelli vinti. Sostituito per sbilanciare la Strega nel finale. (Dall’84′ OKEREKE s.v.)
BERUATTO 5,5: Silipo è un cliente scomodo: il terzino si rivela caotico e troppo spesso tatticamente disordinato. Il giallo è la conseguenza di una delle solite rincorse sulla sua fascia di competenza. (Dal 68′ PIEROZZI 5,5: Se il compito era dare verve e pulizia tattica, allora l’obiettivo non è stato raggiunto. Posizione ibrida, che però lo rende totalmente innocuo in ogni sortita offensiva.)
MAITA 6,5: Leader nelle piccole cose: nel lavoro oscuro, di quello prezioso nel recupero e nella gestione dei possessi. Fa la voce grossa con l’arbitro e gli avversari: gli costa un giallo, ma mette sul tavolo tutto il suo carisma.
PRISCO 5: Sembrava una prova in crescita per la qualità del palleggio, ma allo scadere del primo tempo commette una ingenuità clamorosa. Già ammonito, reagisce sbracciando alle provocazioni di Rizzo. L’ascolano si butta, rotola, sbraita e l’arbitro cade in inganno: rosso. Disastro.
LAMESTA 5,5: Una scusante: mai innescato dai compagni. I dati, però, non lo premiano nonostante il sacrificio: 22 tocchi, 12 possessi persi. Più della metà. Fuori all’ora di gioco per puntare ad aumentare la fisicità del centrocampo. (Dal 64′ SIATOUNIS 6: Altro ingresso incoraggiante. E’ carismatico, sicuro nella conduzione della sfera e decisamente strutturato. Si ritaglierà il suo spazio.)
TUMMINELLO 5,5: Frazione di gara senza guizzi degni di nota, con un solo tiro fuori dallo specchio. Sacrificato per riorganizzare tatticamente la Strega dopo l’inferiorità numerica. (Dal 46′ KOUAN 5: Entra e ci mette subito corsa ed energia, rendendosi pericoloso in avanti. Nel finale, però, va in bambola: commette un fallo da rigore troppo ingenuo, che costa lo svantaggio. Dopodiché piomba nel buio totale: non ne azzecca più una.)
CHERUBINI 6: Troppo poco per giudicarlo. Sistematicamente raddoppiato: tocca solo 18 palloni complessivi, sbagliando il minimo indispensabile. Anche lui fuori al 1′ della ripresa per riorganizzare un Benevento orfano di un uomo. (Dal 46′ DALLE MURA 6: Il VAR-Check cancella il presunto contatto da rigore giudicato falloso. Ci mette fisico e atletismo, non sfigurando affatto.)
SALVEMINI 6: Già prima del 10vs11 sembrava complicata, poi l’inferiorità lo trasforma in carne da macello. Fa ciò che può, duellando spalle alla porta e cercando disperatamente di far salire i suoi. Nel complesso, però, zero tiri e 13 palloni persi. Sufficienza di stima.
FLORO FLORES 5: E’ vero: con il Benevento in dieci per 50′ era impossibile chiedere di più. Ma che non si dica che prima dell’inferiorità numerica non ci fossero problemi. La trasferta di Ascoli incalza il solito inghippo tattico: a due in mezzo al campo, specie lontano dal ‘Vigorito’, in Serie B si fa troppa fatica. E’ un principio ormai assodato. La Strega si schiaccia eccessivamente in fase di non possesso, correndo a vuoto e stancandosi. E quando si distende in avanti, ogni possesso perso pesa come un macigno, mancando sufficienti coperture preventive per poter rincorrere l’avversario a cinquanta metri dalla propria porta. Sono problematiche che, ancora una volta, andranno evidenziate, corrette e poi definitivamente risolte, perché a portarsele dietro si rischia di diventare masochisti.








