Il Comando di Polizia Municipale di Benevento, fornisce un chiarimento sulle competenze degli ausiliari della sosta dipendenti della società concessionaria, con particolare riferimento ai controlli nelle aree affidate e negli spazi immediatamente limitrofi.

“L’articolo 12-bis, comma 1, del Codice della strada consente – si legge nella nota – di conferire agli ausiliari funzioni di prevenzione e accertamento di tutte le violazioni in materia di sosta nelle aree oggetto dell’affidamento per la sosta regolamentata o a pagamento. La loro attività, pertanto, può riguardare anche violazioni diverse dal mancato pagamento del ticket entro le competenze attribuite e il perimetro dell’affidamento. Il comma 4 dell’articolo 12-bis consente ai dipendenti delle società di gestione dei parcheggi di accertare violazioni relative alla sosta o alla fermata anche nelle aree immediatamente limitrofe a quelle affidate, quando tali spazi costituiscono il minimo indispensabile per le manovre necessarie a garantire la concreta fruizione degli stalli.

Il criterio determinante è quindi il rapporto funzionale tra lo spazio occupato irregolarmente e la possibilità di utilizzare l’area di sosta oggetto della concessione. A titolo esemplificativo, possono rientrare in questa previsione: un veicolo in seconda fila accanto agli stalli a pagamento, che impedisce l’accesso a un posto libero oppure ostacola l’uscita di un veicolo regolarmente parcheggiato. Un veicolo in sosta vietata immediatamente vicino all’area a pagamento, che occupa lo spazio necessario alla manovra e rende concretamente difficoltoso l’ingresso dell’utente in uno stallo sulle strisce blu. Un veicolo che ostruisce in qualsivoglia modo l’accesso o l’uscita del parcheggio affidato, impedendone o compromettendone l’effettivo utilizzo.

Queste situazioni da valutare “caso per caso” rientrano nella competenza dell’ausiliario, che sempre secondo l’articolo 12-bis, comma 2, stabilisce espressamente che gli ausiliari designati rivestono la qualifica di pubblico ufficiale durante lo svolgimento delle proprie mansioni. Il Comando ricorda a tutti che chiedere chiarimenti e contestare un verbale attraverso i rimedi previsti dalla legge è un diritto, ma minacce, aggressioni e condotte offensive posso integrare la violazione dell’art. 336 del Codice Penale che punisce con la reclusione da 6 mesi a 5 anni chi usa violenza o minaccia per costringere un ausiliario a omettere un accertamento”.