Bacco, Tabacco e Venere, la storia della giovane compagnia teatrale telesina

bacco tabacco e venere

Il nostro tour tra le realtà associative del Sannio si sposta, finalmente, in Provincia. Andiamo, infatti, a Telese Terme per raccontare sogni, storie, obiettivi dell’associazione teatrale, ricchissima di giovani, Bacco Tabacco e Venere.

Ragazzi, quando nasce Bacco Tabacco e Venere?

Bacco, Tabacco e Venere nasce quasi due anni fa per un bisogno: il bisogno fisico di tenere unite diverse realtà giovanili del posto. Per concretizzare questa esigenza, pensammo di provare con il campo, all’epoca sconosciuto a tutti,  teatrale.

Questo perché, già tra di noi nascevano e si sviluppavano gag e sketch. Iniziammo, così, la nostra esperienza con una farsa scritta da Antonio Troiano (presidente e organizzatore artistico delle attività) dal titolo Storie di Ordinaria Pazzia. Una trama semplice che permetteva ai ragazzi sul palco di muoversi ed improvvisare liberamente, un copione scritto dalla pratica quotidiana. Dopo un’esperienza del genere si decise di affrontare un autore semi-divino nella zona, Eduardo De Filippo.

Decidemmo così di mettere in scena Le Voci di Dentro (nella versione di Toni Servillo) che ci permise di fare un salto in avanti nell’identità teatrale che andavamo sviluppando. Un’opera sconosciuta ai più e considerata, ingiustamente, un lavoro minore. Il tema del sogno dopo quello della pazzia. Arriviamo così al punto di svolta di BTV che ha permesso ad altri di conoscere questa realtà.

Dunque, una crescita costante. Quali sono stati gli altri spettacoli che avete messo in scena in questi ultimi mesi di attività teatrale?

Il 28-29 e 30 ottobre 2016 siamo andati in scena con Rumors. Un progetto ambizioso ha raccolto in tre serate le maggiori forme artistiche e le associazioni che si occupano di promozione culturale. Al centro di Rumors, il testo di un autore post-eduardiano, Annibale Ruccello, ed una delle sue opere più influenti: Le 5 rose di Jennifer. Il rapporto drammatico ed ironico tra un travestito e la propria solitudine. L’opera, totalmente riadattata da Antonio Troiano, coinvolge lo spettatore in un vortice di emozioni. Le serate hanno avuto un grande successo: 1000 persone in 3 giorni a dimostrazione del fatto che la qualità in qualche modo ripaga sempre.

Ma quanti siete in BTV e quali sono i vostri obiettivi futuri?

Oggi BTV è una realtà teatrale e sociale che conta oltre 30 partecipanti (che vanno dai 16 ai 23 anni) tra il palco e non. La ricerca costante è al centro delle nostre attività, abbiamo infatti preso parte, oltre agli eventi già citati, a manifestazioni dal forte valore sociale come: La Giornata contro la Violenza sulle Donne, dove delle nostre attrici hanno recitato testi scritti dalle protagoniste vittime di violenza, ma anche l’idea di stravolgere totalmente  un’opera sacra come “Natale in Casa Cupiello”.

L’obiettivo per il futuro è quello di creare un teatro tutto nostro, che metta in scena le nostre idee e quello che pensiamo sul mondo, un teatro che non si nasconda nella semplice replica di un’opera ma che porti una ventata di novità e freschezza, un teatro libero.

Infine, quali sono le criticità e le difficoltà che siete costretti ad affrontare nella gestione del vostro progetto?

Il problema più grande resta quello degli spazi, dei bisogni scenografici e vitali di cui una comune compagnia ha bisogno. Tuttavia, le idee e la voglia di fare bene sopperiscono, per la maggior parte delle volte, il bisogno di spazi adatti.

F.M.

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