L’Eleganza di Franca Leosini ha illuminato ieri sera il palco del Bct. La conduttrice di “Storie Maledette” ha dialogato con il giornalista Alessio Viola.

“Ho ricevuto un’accoglienza meravigliosa, la città è splendida, stupenda, sempre vista nei libri, ricca di storia umanità e molto elegante, tenuta in una maniera straordinaria, sono veramente incantata e molto felice di esserci”.
Lunghi applausi e testimonianze di affetto hanno fatto della Leosini una degli ospiti più attesi della kermesse.
“Nei miei programmi cerco sempre di capire che cosa può aver cambiato la traiettoria di vita di una persona. Non spetta a me assolvere né condannare, le storie che racconto mi attraversano, finiscono per appartenermi.
Chi viene da me sceglie di raccontarsi e di attraversare uno psicodramma, non è facile neanche per loro. La cosa che tengo a sottolineare è che nessuno dei miei ospiti conosce prima le domande. Io non uso nessuno né però mi lascio usare”.

Alle polemiche sulla sua intervista ad Antonio Ciontoli, la Leosini ha così replicato: “Non le capisco, i miei interlocutori sono persone responsabili di un reato, la verità è quella che ha detto Ciontoli, bisogna studiare i processi non raccontare favole, la cosa più grave di tutta questa vicenda, non è stato tanto il colpo di pistola scappato, ma non portare subito il ragazzo in ospedale, ecco questa è stata la vera tragedia”.

Uno stile sobrio, elegante, un uso della parola mai banale, ma arguto, un esempio per i tanti giovani che si affacciano a questo mestiere:
“Saper scrivere è un dono di Dio ma serve tanto studio. A chi vuole fare questo mestiere io dico sempre che uscire da una scuola di giornalismo non vuol dire essere giornalisti ma cominciare un percorso pieno d’insidie, bisogna studiare, leggere molto, nessuno ti regala nulla.
Si restringono gli spazi per il giornalismo, l’online ruba spazio, indubbiamente esiste molta più concorrenza, questo però è anche un importante stimolo. Leggete, studiate e usate l’umiltà che è il dono dei grandi”.

Stefania Repola