36903046_1028152197352886_3560174167762403328_n“La produzione cinematografica italiana: prospettive e possibilità” questo il titolo scelto per il dibattito sulla situazione cinematografica italiana e il suo futuro. L’evento, svoltosi in Piazza Giacomo Matteotti, adiacente alla Chiesa di Santa Sofia, ha posto l’attenzione su un tema molto spesso ignorato nel dibattito sociale quotidiano.

In che stato di salute si trova la nostra produzione cinematografica ? Intorno a questo quesito sono intervenuti gli addetti ai lavori: Nicola Giuliano (INDIGO FILM), Fulvio Lucisano (ITALIAN INERNATIONAL FILM), Luciano Stella (MAD ENTERTAINMENT) e Gaetano Di Vaio (BRONX FILM).

Certamente la situazione economica attuale non incentiva le persone ad andare a cinema; molto spesso, sopratutto i più giovani, preferiscono ricorrere ad una comoda visione streaming da casa oppure acquistano serie tv da Netflix o dai i vari colossi del nuovo commercio cinematografico 2.0. Tutto ciò non penalizza solo i botteghini, ma anche e sopratutto registi e produttori cinematografici che sempre più spesso si trovano costretti ad alzare bandiera bianca, sopratutto i registi minori e le case di produzione più piccole. Sembrerebbe che la nuova industria filmica sia diventata internet con la sua vasta, economica e comoda offerta. Luciano Stella della MAD però non demorde e crede fortemente nello strumento cinematografico tradizionale: “Il teatro ha resistito al cinema, il cinema resisterà ad internet” ha affermato il produttore che poi in merito alla situazione cinematografica italiana aggiunge: “c’è bisogno di unire due elementi per risollevare le sorti del mondo cinematografico: industria e cultura. Io auspico una industria culturale per il futuro del cinema, cioè il mescolamento dell’elemento culturale che mantenga il livello del film lontano dal pressappochismo e l’elemento commerciale che doni al film la possibilità di incuriosire lo spettatore. In sintesi un’equilibrio tra il facilmente fruibile e il culturale”.

Gaetano Di Vaio, produttore della BRONX invece si sofferma sulla delicata situazione interna al mondo cinematografico: “c’è, come per ogni cosa in Italia, una enorme conflittualità nel mondo cinematografico, ciò è inevitabilmente legato a interessi economici individuali e forse è anche naturale così. Mi pare utopistico, a questo punto, auspicare una rete collaborativa tra realtà che hanno bisogno di trovare prima di tutto una strada per non morire”.

Parole d’elogio per il cinema italiano sono state spese invece da Nicola Giulano della INDIGO e da Fulvio Lucisano della ITALIAN INTERNATIONAL. Il patron della casa che ha prodotto, tra gli ultimi, “La Grande Bellezza” sostiene: “dobbiamo innazitutto smetterla col vittimismo e l’autolesionismo. La cinematografia italiana non mi sembra molto più in crisi di altri paesi europei anzi, ultimamente, sta riprendendo stima e coraggio con i tanti riconoscimenti in giro per il globo. Dobbiamo iniziare ad essere più orgogliosi”. Condivide e sottoscrive Fulvio Lucisano che in più aggiunge: “il cinema italiano non è morto, ma potrebbe morire se non inventiamo nuovi modi per portare le famiglie nelle sale. Il mondo cinematografico è uno dei vanti italiani ma per far vivere un film non ci vogliono solo produttori, registi e attori, per far vivere un film ci vuole la fila al botteghino”.