Benevento, l’attacco piange? Il problema è la coppia Coda-Asencio

Il 3-5-2 da necessità a ripiego per salvare una barca che ha iniziato a fare acqua un po’ ovunque. Una soluzione che ha limitato i problemi per Bucchi che, ovviamente, ne farebbe a meno e proseguirebbe sulla strada tracciata in estate, partendo dal 4-3-3 di base. Purtroppo all’inizio di un percorso si dovrebbero prevedere intoppi, ostacoli e deviazioni lungo il tragitto, una certa lungimiranza che nelle pianificazioni di giugno non trovano alcun riscontro nel tecnico e nel diesse Foggia. Già all’epoca eravamo scettici circa l’addio di un terzo attaccante quale Iemmello, senza trovare un suo sostituto sul mercato. Avere soltanto due punte a disposizione, anche se si basa una campagna acquisti sul 4-3-3, non è mai consigliabile. Mancanza di un piano B, o magari rassicurazioni dal mister che sente di avere nelle corde un gruppo capace di svariare, elementi duttili. Eppure, si sente tanto la mancanza di un altro attaccante puro, soprattutto da quando Coda e Asencio giocano in coppia sin dal primo minuto. E gli esperimenti ci sono stati: a La Spezia nel disastroso e sperimentale 4-2-3-1, Insigne era l’ombra di se stesso nonostante avesse quasi timbrato il cartellino, poi da lì nessuna apparizione (problemi fisici o altro?). Ricci ha dimostrato sia in Coppa Italia che in altre occasioni da subentrato, di non essere efficace né sulla fascia di competenza né più vicino alla punta. Buonaiuto si è ridotto a fare per necessità il trequartista rifinitore ma va a corrente alternata mentre ad Improta spetta macinare tutta la fascia com’è nelle sue caratteristiche. Insomma, nonostante non abbia brillato nella sua ultima uscita, l’unico che per natura tattica e tecnica sembra poter affiancare Coda resta Insigne jr. Come già detto nel post partita, il Benevento non segna in campionato dalla gara col Perugia vinta grazie ad un centrocampista, Bandinelli. E lo stesso dicasi per l’ultima vittoria in ordine temporale arrivata sempre per mano dell’ex Sassuolo contro il Cittadella. Insomma, il problema pare proprio essere la neo-coppia d’attacco che fatica a trovare la giusta amalgama e intesa, non proprio per colpe imputabili ad entrambi: simili, con qualità peculiari, Bucchi al suo bomber ha chiesto di gonfiare la rete mentre al gioiellino del Genoa di servirlo con spizzate e sponde. Eppure l’ex Avellino sembra davvero sacrificato in questo ruolo e non è una novità essendo due punte davvero poco conciliabili nella stessa porzione di campo. Un po’ come sta al succedendo al Milan, senza scomodare un paragone di un certo livello, tra due attaccanti uguali come Higuain e Cutrone. Ecco perché si sente la mancanza di un piano B, di una seconda punta capace di fare il suo dovere per natura e predisposizione, senza sacrificare un lupo giovane e affamato quale Asencio. Ecco perché mandare in prestito Iemmello, dopo tanti sforzi fatti per lui, con la formula della recompra in caso di Serie A del Foggia (ad oggi un’utopia vista la classifica dei satanelli del neo allenatore Padalino) resta una scelta incomprensibile così come non operare sul mercato alla ricerca di un suo sostituto. Si spera, quindi, che a gennaio, se si vorrà proseguire col 3-5-2, oltre a rinforzare un centrocampo ai minimi termini, si rinforzi anche il reparto offensivo.

I commenti sono chiusi, ma riferimenti e pingbacks sono aperti.