Le pagelle: Karic il peggiore, Ferrante sciupone; si salva la difesa

Nulla da fare al “Vigorito”: la Strega è uscita con le ossa rotte dal derby contro l’Avellino, inceppando nel terzo k.o. degli ultimi quattro incontri (secondo consecutivo) e perdendo sensibilmente contatto rispetto alla vetta, ormai distante sette misure. Nonostante una buona prova dei giallorossi, è stato un gol di Patierno a decidere il match (0-1) e a regalare il derby ai lupi, facendo prepotentemente traballare la panchina di Andreoletti. Di seguito, tutte le valutazioni dei giallorossi:

PALEARI 6: Non corre alcun sostanziale pericolo. Incolpevole sul gol e mai chiamato in causa nel resto dell’incontro.

EL KAOUAKIBI 6: Corsa, fisico e tanta grinta. Impreciso all’11’: avrebbe potuto certamente fare di più con il mancino ciabattato da pochi passi. Ad ogni modo, sente la gara e lo dimostra la sincera reazione disperata al triplice fischio del direttore di gara.

TERRANOVA 6,5: Con lui al centro della difesa, il Benevento sembra guadagnare leadership e personalità, al netto di qualche appoggio tecnicamente errato. Sventa una buona occasione prodotta da Ricciardi, opponendosi col corpo al suo tiro a botta sicura. E pensare che sono mesi che tutta la piazza si auspica di vederlo titolare inamovibile nel pacchetto arretrato. (Dal 75’ CIANO 5,5: Il suo apporto nei minuti finali è, come al solito, insufficiente. Macchinoso, va a sbattere contro uno schiacciatissimo Avellino, che non gli lascia mai margine di giocata.)

BERRA 5,5: Duttile ed ordinato, come sempre. Ma perde contatto con Patierno, che gli scappa alle spalle e fa gol. Resta il dubbio, peraltro, che nell’occasione del palo centrato da pochi metri, così come accadde a Caserta, avrebbe potuto essere più cinico e deciso, così da gonfiare la rete.

IMPROTA 5,5: Gli spazi sulla catena di destra ci sono e lui se li prende. Risulta, però, fin troppo impreciso al cross, nonché lezioso in alcune giocate. Sciupone nell’occasione confezionata al 38’, nella quale colpisce la traversa a porta vuota, ma viene graziato dal fuorigioco fischiato dall’arbitro. Nervoso, mai grintoso al punto giusto per bucare con efficacia la difesa biancoverde.

KARIC 4,5: Enorme, giganterrimo passo indietro per il vikingo svedese, sempre più lontano dalla versione palesata contro il Giugliano. Nel nuovo scacchiere del mister non trova mai una collocazione corretta: sempre marcato, mai reperibile tra le linee. In impostazione, poi, è un totale disastro: colleziona una quindicina di palle perse da incubo. (Dal 61’ TALIA 5,5: Che la condizione fisica non sia ottimale è lampante. Entra ed affanna, palesandosi poco lucido e leggermente in confusione. Squilla con una buona conclusione respinta da Ghidotti, ma si spegne nel finale. Piuttosto che forzarlo sistematicamente, senza ottenere alcun beneficio, sarebbe meglio garantirgli un pieno recupero dai problemi muscolari che lo attanagliano da qualche settimana).

AGAZZI 5: Monopasso e compassato, disputa ugualmente un buon primo tempo alla ricerca di un’insolita verticalità. Il problema principale, però, risiede nell’assente filtro a centrocampo, poiché il regista è solito abbassarsi reiteratamente sulla linea difensiva in fase di non possesso, concedendo sistematicamente campo ai centrocampisti irpini senza alcuna ragione tattica. Lezioso con un colpo di tacco evitabile al 67’, a pochi passi dalla porta. (Dal 75’ BOLSIUS 5,5: Si presenta con un tiro alle stelle. Dopodiché, è via via evanescente, non iscrivendosi mai ufficialmente al match.)

PINATO s.v.: Inizio di gamba, di voglia. Poi un nuovo infortunio. E senza di lui la Strega perde parecchio. (Dal 18’ TELLO 6: Dopo otto match senza strappare più di qualche minuto di gioco, la confidenza col campo non può certo essere ottimale, così come la condizione atletica. Prova a sopperire con la qualità: un’ottima imbucata per Ferrante ed un tiro respinto da Ghidotti nel primo tempo. Una buona incursione nella seconda frazione, nella quale, però, comincia a difettare di lucidità.)

MASCIANGELO 6,5: La gamba c’è, la voglia anche. Spinge, lotta e crossa – sebbene sovente in maniera imprecisa – sull’out di sinistra, confermando di meritarsi a pieni voti una maglia da titolare. È dal suo mancino che nascono le migliori palle-gol della Strega, specialmente quelle sciupate da Ferrante.

FERRANTE 5: Il supporto ricevuto dal tigre nel nuovo 3-5-2 del mister gli cambia la vita: ha più spazi, più appoggi ed anche più occasioni. Spaventa Ghidotti con un paio di mancini potenti nella prima frazione di gioco, mai troppo angolati. Sciupa una clamorosa opportunità, però, nella ripresa, aprendo troppo il piattone destro e fallendo un rigore in movimento: da lì, l’insufficienza. (Dal 75’ SORRENTINO s.v.: Subentra poiché ritenuto un grande staccatore dal tecnico. Sgomita, ma alla fine non si rende mai pericoloso nel finale di gara.)

MAROTTA 5,5: Un guerriero. Ce ne fossero altri dieci come lui, parleremmo di un altro esito. Al di là della grinta e della garra, che non manca mai, l’impressione è che senta talmente tanto il derby coi lupi da difettare talvolta di cinismo e concretezza: un pallonetto evitabile, qualche tentativo di tacco ed un paio in rovesciata gli impediscono di rendersi seriamente pericoloso al tiro.

ANDREOLETTI 5,5: La sua Strega male non fa, anzi. Il 3-5-2 munito di due vere prime punte, però, necessita di un centrocampo solido, compatto e che faccia filtro: il tecnico propone una versione di modulo che finisce per sfilacciare tutti i reparti, concedendo agli Irpini l’opportunità di punire i giallorossi in contropiede. Il cambio di Tello è sintomo di confusione, il 4-2-4 degli ultimi 15’, invece, di disperazione. Ora è pienamente sulla graticola.

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