Le pagelle: La vendetta di un super Berra. Ciciretti incide, Starita rimandato

La cura Auteri continua a far sognare la Strega: falchetti al tappeto nel derby (1-0) e 3 vittorie su 3 per il tecnico di Florida. Berra decide la gara del “Vigorito” con un’incornata di testa. Nel finale, poi, Benevento graziato da Curcio: il sannita colpisce il palo dal dischetto e consolida l’1-0 dei padroni di casa. Di seguito, tutte le valutazioni dei giallorossi:

MANFREDINI 6: Non fa rimpiangere l’assenza di Paleari: blocca agevolmente l’unico tiro in porta della Casertana, poi si palesa sicuro nelle uscite.

BERRA 7,5: La vendetta è servita: la decisiva incornata di testa gli vale la rivincita per il gol sbagliato nel match d’andata. Per il resto, la sua è una gara sontuosa: vince continuamente duelli a tutto campo grazie ad un senso d’anticipo super e ad un grande agonismo. Il rigore fischiatogli contro per un presunto fallo di mani, peraltro, sembra non esserci affatto. MVP assoluto.

CAPELLINI 6: Molto bene nella prima frazione: sicuro nei contrasti, ordinato nella posizione. In affanno nella ripresa, in cui sciorina il suo peggior difetto: voltare le spalle all‘attaccante che lo punta per rintanarsi rapidamente nella propria area, fuggendo sistematicamente dall’1vs1: contro Curcio non è mai una buona idea.

PASTINA 6: Cori e provocazioni della curva a parte, gioca la sua positiva partita: roccioso, solido nelle rapide ripartenze avversarie e preciso anche nel giro-palla. Stavolta è decisamente promosso.

IMPROTA 5,5: Le sue proposizioni sulla fascia destra sono continue e sistematiche, ma stavolta non solo non fruttano pericoli degni di nota, ma finiscono per aprire voragini sulla propria carenza di competenza, puntualmente punzecchiate dagli ospiti, abili a distendersi rapidamente in contropiede. (Dall’87’ TERRANOVA s.v.)

AGAZZI 6: Rimedia un giallo pesante dopo appena 4’ che avrebbe potuto condizionare sensibilmente la sua partita, peraltro non propriamente splendida agli albori. Alla lunga cresce e viene fuori: la velocità non è certo il suo forte, ma si fa notare per una trasmissione di palla fluida, limitando i possessi persi e ricercando discretamente un’inedita verticalità.

PINATO 5,5: Prestazione sulla falsariga di Francavilla: un po’ anonimo, eclissato dal gioco nelle sortite offensive; timido ad attaccare gli spazi e non appariscente in fase di interdizione. Un po’ molle. (Dal 71’ SIMONETTI 6,5: Entra ed è subito peperino con un inserimento ed un colpo di testa terminato alto. Sempre al centro del gioco, cercato dai compagni e coinvolto in fase di costruzione: la sensazione è che sia un calciatore davvero forte e dai grossi margini di crescita.)

BENEDETTI 6: L’eredità lasciatagli da Masciangelo (assente) è grande. Prova a non farlo rimpiangere, ma il piede – così come la corsa a tutta fascia – non è lo stesso: la forza di volontà gli frutta qualche buono spiovente prima che la stanchezza gli metta il guinzaglio nella ripresa, impedendogli di proporsi nelle ripartenze. Finisce stremato.

STARITA 5,5: Buoni i movimenti tra le linee, gli attacchi alla profondità e il pressing in prima linea, ma anche lui sognava un debutto differente: cicca un’agevole opportunità al 25’, tirando alto da due passi. Poi l’assistente Barberis gli strozza in gola la gioia del gol, sbandierando un suo fuorigioco davvero millimetrico. (Dal 59’ BOLSIUS 5,5: Ingresso, come al solito, non incisivo. Tutt’altro: le palle perse dall’olandese aumentano di minuto in minuto, come quella che poi conduce al rigore dei falchetti. Di strappi in campo aperto e dribbling per creare superiorità numerica, invece, neanche l’ombra).

FERRANTE 5,5: Con una linea offensiva così folta non si può certo definire isolato: le occasioni bisogna anche crearsele o propiziarle. Ed invece: solo uno stacco di testa alto e nulla più. Poco dialogo, poche sponda: poca incisività. (Dal 46’ CICIRETTI 6,5: Possiamo dirlo ad alta voce? Giocatore ritrovato. Sin dall‘inizio della ripresa, dà la sensazione di poter decidere la gara con un guizzo. Colpisce un gran palo con un bel sinistro dalla distanza; dopodiché si esalta tra le linee, rivelandosi una spina nel fianco per gli avversari. Grande impatto.)

LANINI 6: Schierato come trequartista-esterno, sciorina un ottimo bagaglio tattico, ma spalle alla porta si rivela troppo limitato per le proprie caratteristiche, nonché mai concretamente pericoloso. Nella ripresa Auteri lo accentra, ma il risultato non varia. La verve, però, è senz’altro quella giusta, così come i movimenti tra le linee: sempre insidiosi per la retroguardia avversaria. (Dal 59’ MAROTTA 5,5: Tanta foga, un contributo al gol prima della zuccata di Berra e poi solo una dose massiccia confusione. Qualche palla persa di troppo e poca lucidità sotto porta.)

AUTERI 7: La svolta tecnica non serviva a creare miracolosamente un gioco spumeggiante, bensì a ricompattare un ambiente con il morale a terra, riportando ordine. Impresa riuscita: le 3 vittorie su 3 nascono da poche solide e precise idee. Pressing alto nella metà campo avversaria, voglia matta di riconquistare palla e di attaccare gli spazi, riempiendo l’area; grinta ed appartenenza. Inizio super.

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