Ceravolo
Foto: sito ufficiale Parma Calcio

La stagione passata del Benevento resterà per sempre tra i ricordi più belli dell’intero ambiente giallorosso, con il gruppo di calciatori, diretto magistralmente da mister Marco Baroni, che ha regalato al popolo sannita la serie A e a tal proposito abbiamo contattato un altro grande protagonista della scorsa annata, ovvero colui che con le sue ventuno reti ha permesso che il sogno della massima serie prendesse sempre più forma. Intuire a chi ci riferiamo è presto detto e l’emozione di Fabio Ceravolo nel ricordare i momenti vissuti nel Sannio la si percepisce dalla voce. “Sin da subito ho compreso che si poteva far bene, ma non immaginavo che potevamo raggiungere la serie A. Il nostro intento era quello di dar fastidio a tutte e a un certo punto della stagione, nonostante un periodo negativo abbastanza lungo, ci siamo resi conto che potevamo coronare il sogno di andare in A. I fattori che hanno permesso al Benevento di fare quest’impresa sono stati lo spogliatoio, con in testa il capitano Fabio Lucioni, la guida tecnica e mister Baroni in serie B è tra i migliori, la solidità difensiva e il pubblico sannita”.

Un gruppo che però in estate è stato fin troppo rivoluzionato, ma immagino che tra voi continuate a sentirvi?

Certo che ci sentiamo, su WhatsApp abbiamo anche un gruppo di nome streghe ignoranti. Con qualcuno di loro poi e mi riferisco a Falco, Puscas e Venuti ci sentiamo quotidianamente. Il nostro è stato un gruppo che ha saputo gestire ogni momento e i tifosi credo che si ricorderanno a lungo anche dei video in cui prendevo in giro Chibsah. “Chipsh” mi manca, così come io manco a lui. (Risata, ndr)

Prima hai rimarcato anche l’importanza di avere un capitano come Fabio Lucioni e c’è qualcosa in particolare che ti senti di dirgli?

Appena ho saputo dell’accaduto gli ho mandato un messaggio di vicinanza. Vedendo le partite in tv la sua assenza si nota e la si nota soprattutto per il carisma che lui ha.

Cosa ha fatto sì che le strade del Benevento e di Fabio Ceravolo si separassero?

Il mio sogno era quello di giocare in serie A con il Benevento, ma non ho avvertito la stessa voglia da parte della società e insieme abbiamo ritenuto opportuno fare una scelta che convenisse a entrambe le parti. Dispiace aver lasciato un grande gruppo e una città bellissima che non ha quella visibilità che merita”.

Una città nota a tutti anche per il calore della sua tifoseria.

I tifosi del Benevento sono dei veri e propri guerrieri e mai dimenticherò le sensazioni provate la sera dell’8 giugno. Le foto di quella serata le ho fatte stampare e le custodisco gelosamente nella mia camera. Insieme a tutti i tifosi abbiamo fatto la storia del Benevento.

Benevento che contro il Milan ha finalmente conquistato il suo primo punto in serie A. Credi nella salvezza della tua ex squadra?

Un gol di un portiere non si vedeva da anni e non è un caso che è successo proprio al Benevento. Al “Vigorito” c’è qualcosa di magico e spero con tutto il cuore che venga centrata la salvezza. Mi auguro, inoltre, di venire quanto prima a vedere qualche partita. Non smetterò mai di essere riconoscente verso i tifosi e verso il presidente Vigorito, con quest’ultimo legatissimo alla sua squadra.

A Parma, complice qualche infortunio di troppo, non sei riuscito finora a ripetere quanto di buono fatto la scorsa stagione, ma di tempo per recuperare ce n’è ancora.

La voglia di far bene è la stessa dell’anno scorso e il mio dovere è quello di tornare quanto prima in campo, anche in virtù dell’importante investimento fatto da parte della società. Mi auguro di dare una mano ai miei compagni, anche qui ho trovato un gruppo fantastico.

Roberto Corrado
Laureato in Scienze della Comunicazione e Giornalista Pubblicista