Picerno, Trapani, Latina e Altamura. Questo il poker di partite che ha ingolfato il cammino del Benevento, chiamato – come tutte – ad un intenso tour de force con quattro sfide in sedici giorni, tutte a ritmi frenetici. Trasferta di Trapani a parte, in cui la Strega ha dilagato in scioltezza vincendo 0-5, la stanchezza si è avvertita: giocare ogni quattro giorni, peraltro con l’onere di provare a vincere in ogni singola circostanza, sottende un dispendio energetico inenarrabile. Mentale, oltre che fisico.

Il ruolino di marcia, però, è lapalissianamente positivo: tre vittorie ed un pari in questa sequenza di sfide ravvicinate; addirittura tredici i risultati utili consecutivi inanellati. Numeri che incalzano, qualora ve ne fosse ancora bisogno, l’impatto stratosferico di Floro Flores sulla panchina giallorossa.

Se all’inizio del nuovo anno solare il Benevento restituiva l’impressione di poter “ammazzare” ogni match senza faticare granché, avviandosi verso il traguardo in maniera quasi incontrastata, da febbraio si sono avvicendate le prime piccole difficoltà nell’indirizzare positivamente gli incontri. Vittoria in rimonta (storica) in trasferta a Caravaggio (3-4), vittoria interna di misura al 102′ con il Picerno; dieci giorni dopo un piccolo stop interno con il Latina (1-1), poi un altro successo ribaltando il punteggio ad Altamura (1-2), non senza soffrire.

Paura di primeggiare? Ansia da prestazione accusata una volta avviatisi verso il rush finale? Tutt’altro.
Le piccole complicazioni manifestatesi nell’ultimo mese, oltre a far parte del gioco in un campionato così livellato verso l’alto, dipendono da un più che comprensibile momento di stanchezza atletica, di fatto accusata dall’intera fascia sinistra del girone C. Dopo lo sprint al giro di boa, un piccolo calo fisico – acuito dal suddetto tour de force – era preventivabile; probabilmente inevitabile. I tifosi più ansiosi, dunque, possono tirare un primo sospiro di sollievo: non è una criticità che attanaglia solo la Strega. Anzi: Catania, Salernitana, Casertana e Crotone – giusto per citare le inseguitrici in ordine di piazzamento (ad eccezione del Cosenza) – hanno accusato la stanchezza in maniera ancor più manifesta rispetto al Benevento. Lo dimostrano gli anomali risultati negativi accumulati nel secondo mese dell’anno, cosa che ai Sanniti non è capitata.

Il secondo sospiro di sollievo, poi, i tifosi possono tirarlo constatando due antidoti preziosi che la corazzata di Floro Flores possiede per contrastare la fiacchezza. Il primo, banale, consiste nella lunghezza dell’organico: una rosa profonda, con diverse rotazioni possibili per far rifiatare i cosiddetti titolari senza perdere mordente e competitività, consente di mantenere il livello alto anche con le seconde linee. Il secondo antidoto, ben più importante, risiede nello spirito di questo gruppo. Orgoglio, grinta, lucidità: se la Strega riesce a ribaltare con questa continuità i parziali di svantaggio è perché sa gettare il cuore oltre l’ostacolo anche nei momenti di difficoltà; senza andare nel panico, senza creare caos.

Anche ad Altamura, dopo una prima frazione opaca, con la squadra tatticamente sbilanciata e votata all’attacco, il Benevento ha risposto presente pigiando il piede sull’acceleratore nella ripresa, senza più rimuoverlo. Un gol – stupendo, di Prisco, valido il pareggio – e tutti ad aizzare gli oltre 1.200 supporter che hanno invaso il ‘Tonino D’Angelo’, pittandolo di giallorosso. Secondo gol – del sontuoso Tumminello, dal dischetto – e rimonta completata: tutta la squadra, compresa panchina e staff tecnico, di corsa sotto al settore ospiti. Tumminello arrampicato sulla grata per sfogare una gioia incontenibile, Mignani (entrato da 10′) addirittura oltre la ringhiera come fosse un capo ultras. Fischio finale e scena replicata: venticinque giallorossi davanti 1.200 Sanniti pazzi di gioia. Cori, balli, abbracci.

Questo gruppo squadra ha un bisogno irrefrenabile di affetto: vive, gioca e suda per i propri supporter, per regalare loro l’obiettivo prefissato ad inizio anno. Dall’altra prospettiva, la piazza è tornata a respirare entusiasmo allo stato puro. Lo dimostrano i biglietti della trasferta pugliese, polverizzati in meno di sedici ore, i quali hanno condotto ad un vero e proprio esodo giallorosso.
E quando i presupposti sono questi, non c’è stanchezza o schema tattico imperfetto che tenga.
Quando a spingere la palla in porta non sono solo undici giallorossi, ma dodici, contando il pubblico, non c’è avversario che possa frapporsi tra la Strega ed il rispettivo sogno.

Francesco Maria Sguera
26 anni. Giornalista pubblicista iscritto all’albo (2020) e Avvocato. Masterizzato in ‘Giornalismo Sportivo’ presso RCS — Gazzetta dello Sport (2025).