“Preferisco parlare con gli studenti. La prossima volta organizzate meglio”. Con un gesto imprevisto e forse anche inelegante, la Ministra della Pubblica Istruzione, Valeria Fedeli, ha abbandonato il tavolo della conferenza, lasciando tutti di stucco. Dopo aver corso velocemente fuori, si è seduta sui gradini dell’ex chiesa sconsacrata ed ha atteso una delegazione di studenti per affrontarli a viso aperto. Una mossa clamorosa, che ha creato un certo scompiglio nel folto pubblico presente. Come si è arrivati a questo?
Fuori dalla sala giungevano voci concitate di protesta. Una cinquantina di esponenti del Collettivo Autonomo Studentesco, tenuto alla giusta distanza dalle forze dell’ordine, gridavano slogan contro l’alternanza scuola lavoro. Nell’auditorium di Sant’Agostino proseguiva tranquillo il convegno organizzato dalla Cgil di Benevento e dall’Università del Sannio sul tema “Diritti uguali tra diseguali”. Quando il ministro è andato via stava parlando Claudio Ricci, presidente della provincia, cha ha spiegato le enormi differenze tra Napoli e Benevento ed ha rilanciato la necessità di cambiare le regole per il dimensionamento scolastico.
L’attenzione, però, si è subito concentrata, com’era naturale, sul “duello” all’esterno della sala tra Rosalba Di Dio, una ragazza del Collettivo Studentesco e la ministra, che prima ha ascoltato tutte le ragioni della contestazione e poi ha ribattuto punto su punto. “Non ci piace l’alternanza scuola lavoro -ha obiettato con grinta e convinzione Di Dio, da poco diplomata al magistrale- non vogliamo lavorare gratis. State distruggendo la scuola pubblica”. L’esponente del Governo Gentiloni ha apprezzato il modo di porre le questioni e non si è tirata indietro.
“Ho lasciato il convegno-ha detto Fedeli- per parlare con voi. I docenti hanno altri strumenti per farsi ascoltare. Per l’alternanza scuola lavoro gli studenti non possono uscire senza sapere dove vanno, cosa fanno e come vengono impegnati. Non la si può confondere con l’apprendistato. Per quanto riguarda le prove Invalsi ti ricordo che ha partecipato il 93 per cento degli studenti. Comunque per tutti i problemi da chiarire, invitatemi presso la tua scuola. Voglio parlare con gli studenti, i docenti e la preside .Se ci sono attuazioni sbagliate, bisogna intervenire”.
Il confronto si è chiuso così, con la promessa di rivedersi con tanti altri studenti presso un istituto della città . Mentre nell’auditorium il convegno è continuato in un clima di fiacco interesse. Le relazione di Rosita Galdiero, segretario provinciale della Cigl, e di Enrico Macrì, segretario della Flc di Benevento avevano dato tanti spunti interessanti per un discussione vivace. Tra le richieste più urgenti spiccano un dimensionamento più razionale e più vicino ai territori, la soluzione del problema della mensa scolastica a Benevento città , il potenziamenti dei servizi e dei trasporti, soprattutto per gli studenti universitari.
Per illustrare le procedure seguite nell’accorpamento delle sedi è intervenuta Luisa Franzese, dirigente scolastico regionale, mentre Anna Maria Santoro, segretario nazionale del Flc, ha riproposto le critiche alla “Buona Scuola”, chiedendo una politica più incisiva contro la dispersione scolastica che in Campania sfiora il 20 per cento. L’assessore Lucia Fortini ha rivendicato l’impegno della regione che ha finanziato l’iniziativa “Scuola viva”, aprendo 50 istituti nel pomeriggio in Campania, il trasporto gratuito per gli studenti, lo stanziamento di 28 milioni di euro per l’edilizia scolastica ed ha ricordato che il governo ha avviato per la prima volta la lotta alla povertà .
Alla stoccata di Macrì che ha affermato che “l’università del Sannio, nata come occasione di riscatto, non ha mai acquisito la forza propulsiva di volano di sviluppo in sinergia con le imprese del territorio”, ha risposto il rettore Filippo De Rossi con l’ammissione di un “momento di stanca”, ma anche illustrando le nuove potenzialità dell’ateneo, che fanno guardare con ottimismo al futuro. Dalla prossima metà di novembre,intanto, sarà riaperta la mensa e si stanno ultimando cinquanta alloggi per gli studenti.
Antonio Esposito







