Benevento, tutte le colpe dei singoli: il dossier che inchioda la Strega

Benevento, tutte le colpe dei singoli: il dossier che inchioda la Strega

Dalle topiche di Puggioni al rigore di Coda, passando per lo scivolone di Billong e l'autorete di Volta: tutti gli errori dei singoli, sfortunati o meno, che hanno influito sul cammino del Benevento e scagionano, in parte, Bucchi

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Si avvicina la fine del 2018, che significa tempo di tirare le somme per quanto concerne il primo scorcio di stagione. Mancano quattro gare al termine del girone d’andata, col Benevento che dovrà affrontare le due squadre che rappresentano la Calabria in B quest’anno, Cosenza in trasferta, e Crotone in casa. Poi il ritorno dopo 14 stagioni all’Euganeo di Padova e la chiusura del cerchio prima di Capodanno al “Vigorito” contro il Brescia. Quattro appelli importanti per Bucchi e per i suoi dopo la sconfitta inaccettabile, soprattutto per la maniera in cui è arrivata, contro il Verona che ha fatto di nuovo sprofondare gli stregoni nei soliti complessi mentali che hanno caratterizzato finora il torneo di B nella veste di retrocessa. Si diceva qualche mese fa che erano i singoli a condannare i sanniti che bene o male, quando il gruppo girava, riuscivano anche a sfornare prestazioni decenti. A completare il quadro fatto ieri circa le tante reti subite nel primo quarto d’ora della ripresa,  abbiamo redatto un dossier che riepiloga quali sono gli errori dei singoli che sono costati cari ai giallorossi. Per completezza, e per fornire un quadro ancor più chiaro della situazione in casa giallorossa, elenchiamo dalla 1^ giornata anche gli episodi che non sono stati determinanti ai fini del risultato finale. In modo tale, nel tirare le somme, avremo un’immagine completa dei problemi che affliggono questa squadra, arrivata anche a spazientire il presidente Vigorito.

BENEVENTO-LECCE 3-3, DI CHIARA E PUGGIONI: all’esordio il Benevento rimonta addirittura tre reti al neopromosso Lecce, complice il vistoso calo fisico di questi ultimi e la capacità degli uomini di Bucchi di tornare in partita nei 20 minuti finali. Oltre alla prodezza iniziale del, fin qui, ispirato ex Mancosu, complice un’uscita a vuoto del centrocampo che perde palla in una posizione innocua, col sardo libero di calciare, gravi risultano gli errori di Di Chiara e Puggioni: il primo sul traversone di Calderoni cicca palesemente l’anticipo dando all’altro ex Falco l’occasione di raddoppiare. Fiamozzi, invece, s’inventa per lo 0-3 una parabola improbabile che concede qualche attenuante a Puggioni, seppur impreciso nella valutazione della traiettoria. E da lui non ce lo si aspetta.

VENEZIA-BENEVENTO 2-3, BILLONG, VOLTA E MAGGIO: il match si era incanalato per il verso giusto se non fosse che si subisce rete per la seconda volta consecutiva nei primi 15′ della ripresa. Geijo fa 1-2 con la coppia Volta-Billong presa in controtempo e letteralmente scollata. L’attenuante resta la prima presenza dell’ottimo ex Maribor, lanciato in campo come ultima risorsa e riscopertosi utilissimo alla causa. Pecca anche Maggio, che si fa saltare ingenuamente da Di Mariano, concedendo il penalty del definitivo 2-3. Il Venezia per poco, alla fine, non la pareggia.

BENEVENTO-FOGGIA 1-3, PUGGIONI E VIOLA: ancora protagonista in negativo l’ex Samp insieme stavolta a Viola, l’uomo che non ti aspetti. L’1-1 di Kragl arriva su una punizione facile facile, grazie non solo alle sue doti di tiratore ma all’incomprensibile barriera disposta dal numero 1 giallorosso che si è fatto inevitabilmente battere sul suo palo. Sorpasso dei satanelli ad opera dell’ex Camporese che anticipa proprio Puggioni in uscita. Infine Viola perde palla a centrocampo innescando il contropiede finalizzato poi da Galano.

PESCARA-BENEVENTO 2-1, ANTEI, DI CHIARA E NOCERINO: all’Adriatico è un brutto Benevento con le scelte di Bucchi che pesano e non poco. Antei risulta essere il peggiore non essendo ancora al top e lanciato per la prima volta da titolare in questa stagione, al rientro dopo un anno. Entrambi i gol arrivano dalle sue parti: su corner di Memushaj si perde Mancuso che insacca di testa. Sul nuovo vantaggio di Machin si crea un buco tra lui, Di Chiara e Nocerino, colpevoli tutti e tre in egual modo, lasciando libero il gioiellino di calciare.

BENEVENTO-ASCOLI 1-2, VOLTA E PUGGIONI: in questa partita, oltre alle leggerezze del singolo, s’intravedono anche le colpe intere di un gruppo bloccato psicologicamente. Volta fa la frittata spedendo il pallone nella propria rete, con Puggioni in uscita a valanga. Quest’ultimo, ad inizio secondo tempo, sbaglia il rinvio, con Tello che resta fermo e Gyamfi che è in ritardo sul pallone, lancio per Ninkovic con Volta e Billong in ritardo nella chiusura, colpevolmente larghi. Vero, il lancio errato di Puggioni spiazza tutti, ma questo lo possiamo definire un vero e proprio concorso di colpe: laddove il singolo sbaglia nessuno ci mette una pezza, anzi è pure peggio.

CARPI-BENEVENTO 2-2, VOLTA E LETIZIA: nell’inaudito finale del “Cabassi” c’è spazio per tutto. In vantaggio di due reti la Strega si fa recuperare nel recupero: sul cross di Machach, colpevole ma soprattutto sfortunato Letizia che per andare ad anticipare Concas, crolla sulla propria caviglia. Quello del 2-2 possiamo definirlo un altro concorso di colpe, con Vano in anticipo su Billong e Arrighini che, soprattutto, ruba il tempo a Volta, lanciando il compagno a rete, con Sparandeo che scivola sulla corsa. Vale lo stesso discorso per la partita contro l’Ascoli.

SPEZIA-BENEVENTO 3-1, MONTIPO’, DI CHIARA E BILLONG: la peggior partita dei giallorossi finora. Oltre alla prestazione che condanna per principio la Strega, ci sono episodi chiave che hanno influito sul risultato. Di Chiara ingaggia un duello con Okereke perso in partenza: le reti del nigeriano e quella di Ricci arrivano dalla stessa zona al limite dell’area. Nel caso del 2-0, il terzino sinistro perde uno scontro con l’ex Cosenza, che serve il gemello del nostro Federico che calcia, complice un Montipò che devia in porta, ma con qualche attenuante legata alla visuale, non proprio delle migliori. Nonostante ciò il Benevento va al riposo sul 2-1, crolla poi nella ripresa con ancora Di Chiara e Okereke protagonisti: il primo, a gioco fermo, se la prende col nigeriano che dopo un tocco accusato dietro la nuca, fa una scenata. Il gioco riprende con lo stesso che resta sul posto (non fosse successo niente precedentemente, non si sarebbe arrivati a ciò, dato che Okereke stava tornando a centrocampo), facendo pressing sul solitario Billong, che in maniera goffa perde la palla. Nulla può in uscita Montipò, nonostante una prima deviazione.

BENEVENTO-HELLAS VERONA 0-1, COSTA E CODA: nella giornata andata in archivio lunedì con la vittoria del Brescia a Salerno per 3-1, i protagonisti in negativo, questa volta, sono Costa e Coda. Il primo gioca una partita disastrosa sotto ogni aspetto e si guadagna due gialli sciocchi, come già ampiamente discusso nel post-partita. Il secondo, dopo l’espulsione del compagno con conseguente punizione e rete (seppur irregolare) del Verona, decide di calciare un rigore di cucchiaio, neutralizzato da Silvestri, costato la quinta sconfitta in questo campionato.

In totale, questi episodi eclatanti, riguardano otto partite, di cui cinque costate la sconfitta e due il pari (anche se a Carpi son due punti persi rispetto a quello guadagnato con il Lecce). Episodi che hanno minato il buon avvio della truppa di Bucchi, intaccando la serenità e la tranquillità nello spogliatoio e in campo. Puggioni e Di Chiara risultano essere i più recidivi, anche Volta ha le sue colpe, non comparabili però alle tantissime ottime prestazioni offerte finora. Preoccupa, però, il dato riguardante quelli che, sfortunati o meno, hanno commesso una topica colossale: Billong, Letizia, Viola, Coda. Tutti uomini dai quali non ti aspetti errori, sbavature che condizionano l’andamento di un match e il risultato finale. Letizia e Coda, comunque, hanno il rendimento più elevato di questo gruppo, soprattutto il terzino napoletano che non si risparmia mai. Coda dovrà riconquistare la fiducia della piazza dopo aver macchiato la sua immagine con un rigore che ha fatto il giro d’Italia. Errori non te li aspetti nemmeno da coloro che in campo devono portare la giusta esperienza, quali Maggio, Costa e Nocerino, oltre al già citato Puggioni. Il primo ha commesso un’ingenuità che per fortuna non ha inficiato sul risultato finale a Venezia; il secondo è recidivo dallo scorso anno e oramai ha perso anche quel minimo consenso riconquistato ad inizio stagione dopo quanto fatto domenica sera; il terzo a Pescara si divide le colpe in occasione del gol di Machin ma in sostanza non ha commesso grossi errori, però nemmeno ha fatto fare il classico salto di qualità. In conclusione, da ciò che si evince in questo dossier, possiamo dire che da errori marchiani del singolo si è passati ad errori del collettivo: le scelte errate di un compagno influenzano l’umore di tutta la squadra che non riesce a fare il passo decisivo per evolversi dal punto di vista mentale e diventare una squadra dalla mentalità vincente. Il Benevento è condannato soprattutto dai propri errori, dalla mancanza di uomini che sappiano a quel punto rimediare (solo Bandinelli pare sporadicamente riuscirci) e dall’assenza di un leader carismatico che non debba per forza essere un leader tecnico, che guidi la squadra, e quello tattico, ovvero il famigerato allenatore in campo. C’era un uomo del genere che incarnava questi tre elementi in una sola persona ed era Fabio Lucioni. Nella squadra attuale, onestamente, e anche alla luce dei fatti, tra pregi e difetti, solo Volta, Viola, Bandinelli e Coda possono rappresentare uno di questi fattori fondamentali al fine di raggiungere lo scopo prefissato a giugno. Uomini col dovere e il compito di cancellare qualsiasi blackout e di accendere questa luce che funziona ad intermittenza da agosto, salvando anche il lavoro finora svolto con Bucchi e facendogli carico di qualche responsabilità in meno, spesso derivate da giocate dei singoli che stesso lui, dalla sua postazione in panchina, faticava a credere. E’ il tempo della verità, gennaio è vicino.