Foto LaPresse
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La prova più convincente contro una big del campionato italiano, quella per eccellenza, i campioni d’Italia della Juventus: la Strega allo Stadium sorprende anche i più scettici, quelli cronici, col solo diletto di prendersi gioco del “povero Benevento” a zero punti. Interpretare l’atteggiamento di Ciciretti & co. domenica sembra facile anche se non lo è: facile, appunto, dire che quando non si ha nulla da perdere si sfoderano prestazioni del genere, facile dire che c’era bisogno di riscatto dopo l’imbarcata subita dalla Lazio. Facile parlare a parole quando i fatti ti mettono di fronte i sei volte campioni d’Italia e vice campioni d’Europa nel loro tempio inespugnabile. Che l’elemento fortuna abbia fatto da co-protagonista della sfida di domenica pomeriggio è innegabile, ma si dice anche che la fortuna aiuta gli audaci… Ecco, prendendo spunto da questo detto e facendo riferimento alle parole post Juve di De Zerbi, puntiamo l’attenzione sul prossimo importantissimo match del Benevento contro il Sassuolo: bisogna osare, essere coraggiosi, audaci. Quella sfrontatezza vista all’esordio in casa della Sampdoria, contro il Bologna e contro il Torino, squadre di tutto rispetto. Quella faccia tosta scesa in campo all’Allianz Stadium e che ha fatto tremare tutti i fedeli bianconeri per più di un tempo, se non per l’intera partita. Lo dicevamo in un articolo fresco di sconfitta contro il Torino, il Benevento aveva bisogno di non subire goleade contro Napoli e Roma per non farsi intaccare la propria autostima. Puntualmente è accaduto, e complici altri fattori, la squadra allora di Baroni, aveva steccato scontri diretti importanti quali quelli contro Crotone e Verona. Si salva, in questo senso, il match contro l’Inter, complice l’atteggiamento prudente dei nerazzurri. Ecco, questo è un altro punto da analizzare: in dodici uscite ufficiali in campionato, non è ancora chiaro dove arrivano i meriti e i demeriti dei giallorossi, tremendamente fragili quando si tratta di difendere e dunque subire, capaci di creare delle ottime trame quando si è martello e non incudine. Un esempio chiaro sono le prime due sfide dell’era De Zerbi, contro Cagliari e Lazio: in Sardegna un secondo tempo garibaldino fa da contraltare ad una prima frazione funesta e che poteva chiudersi peggio già dopo 15 minuti se Sau non avesse fallito il rigore del 2-0. In quella circostanza la squadra di Lopez abbassò il baricentro e calò d’intensità, concedendo al Benevento di fare la partita, recuperarla e poi perire allo scadere, quando la convinzione e la fame di vittoria vanno oltre le gambe inchiodate a terra (e il Benevento dello scorso anno ne sa qualcosa). Contro la Lazio non c’è stata storia fin da subito, la squadra di Inzaghi ha chiuso velocemente la pratica senza emulare gli errori commessi dai sardi il mercoledì precedente. Ma così come visto alla Sardegna Arena, anche contro i biancocelesti il secondo tempo è stato più roseo, sempre dovuto ad un calo di pressione degli avversari. All’apparenza, a quel punto, sembrava che il Benevento riuscisse a giocare solo quando gli altri glielo concedevano, mentre quando si sarebbe fatto sul serio per i giallorossi non c’erano speranze. Contro la Juventus nulla di tutto ciò è accaduto, anche se la difesa presenta dei limiti che si trascina dall’inizio di stagione e che l’hanno punita severamente. Il carattere e la voglia di lottare su ogni pallone sono una piacevole novità di questo Benevento, finora sceso in campo già a testa bassa e sconfitto contro Napoli, Roma e Lazio, ciò poi si è ripercosso sulle sfide più importanti, giocate con la paura di sbagliare e di scoprirsi, sbagliando i tempi e le letture (due gol in contropiede, uno contro il Crotone e uno contro il Verona). La paura di azzardare, di non avere un equilibrio, ha portato la squadra a privarsi della giocata, a non esprimersi contro avversari del proprio calibro. Cosa che non dovrà per nulla al mondo ripetersi contro il Sassuolo, a maggior ragione che si giochi in casa e col supporto del proprio pubblico, non come accaduto precedentemente negli scontri diretti.

COL SASSUOLO INVERTIRE LA ROTTA
Qualcosa deve cambiare, un segnale che il legame col passato sia finalmente sciolto, che gli spettri di uno scivolone doloroso e con conseguenze gravissime sia posto da parte a vantaggio di una voglia matta di conquistare i primi tre punti della stagione e non essere per sempre riconosciuti come i peggiori d’Europa. È anche una questione di orgoglio, di dignità, che mister De Zerbi sta cercando di seminare nel cuore del suo gruppo e che allo Stadium finalmente abbiamo potuto ammirare, anche per nostra stessa sorpresa. Contro la squadra di Bucchi l’attenzione e la concentrazione, la cattiveria agonistica e la grinta più la fame sotto porta dovranno avere un peso maggiore, dovranno essere dei fattori triplicati: c’è bisogno della partita perfetta, da prendere come base quella disputata contro la Juve e come monito a dare sempre di più, a fare sempre meglio. I recuperi eventuali saranno fondamentali ma è l’atteggiamento quello che conta di più: osare, perché adesso si può, dopo sarebbe troppo tardi.