Grafica a cura di Pierluigi Viola

VANNUCCHI 5,5: Inoperoso per il 99% della gara. Sulla zuccata vincente di Beretta, però, sembra gli manchi spinta sulle gambe e corretta copertura dello specchio della porta: forse si poteva fare di più.

PIEROZZI 5,5: La scheggia di metà campionato, sempre pericolosa sui piazzati, continua ad evidenziare difficoltà atletiche. La stanchezza è palpabile e inficia anche stavolta il suo altalenante rendimento.

SCOGNAMILLO 6: Roccioso, efficace, ma anche un po’ più ‘caciarone’ del solito. Meno discese palla al piede, passaggi più timidi ed imprecisi del suo elevato standard.

CALDIROLA s.v.: La sua partita, sfortunatamente, dura solo 5’ per un grave colpo alla testa che lo costringe al forfait. Un peccato: non era stato scelto per caso, la sua esperienza avrebbe aiutato parecchio. (Dal 9’ SAIO 5,5: Catapultato in campo in un turno in cui avrebbe dovuto riposare. Perde Beretta che gli stacca davanti e fa gol. Un evidente, fatidico calo di concentrazione.)

CERESOLI 6,5: Con equilibrio e senso della posizione, sfoggia una tra le prestazioni più tatticamente intelligenti della sua stagione. Primo tempo di grande ordine e propositività; ripresa con meno affondi, ma costanti coperture della fascia mancina.

LAMESTA 5: Tanta difficoltà, non solo per colpa sua. Il raddoppio è costante ed asfissiate: non si rende mai pericoloso se non sui calci piazzati (a corrente alternata). Pecca di imprevedibilità e diversificazione delle giocate e della posizione: giocare solo sul binario può essere un limite.

MAITA 5: Evidentemente sottotono. Nel pensiero e nell’esecuzione. Quando il centrocampo giallorosso gira è per via delle velocizzazioni di Prisco, non del “principe”, visibilmente affaticato e inaspettatamente impreciso.

PRISCO 6,5: Nella prima mezz’ora sembra giocare ad un altro sport rispetto agli altri 21 in campo: lanci millimetrici complicatissimi; sempre la giocata meno scontata eseguita alla perfezione. Nella ripresa il ritmo della Strega cala: ha colpe parziali, ma anche la sua qualità regredisce.

DELLA MORTE 5,5: Dopo una buona prima frazione – diligente, ordinato e preciso -, va in evidente difficoltà nella ripresa. Mancino a sinistra costantemente raddoppiato: i problemi sono quasi automatici. Mai pericoloso, cambio tardivo. (Dal 73’ CARFORA 5,5: Impatto non dei migliori. Rimedia subito il giallo, poi tanta confusione sulla fascia sinistra, in cui non riesce incidere né al dribbling né al cross.)

TUMMINELLO 6: Doppio clamoroso palo in meno di 10’, poi subito dopo un altro esterno mancino respinto da Pompei. Nella ripresa ci riprova al volo: fuori. Manca un pizzico di precisione, ma tra le linee sa sempre come rendersi pericoloso. (Dal 73’ MANCONI 5,5: Meritava di entrare prima e di svariare da sinistra, anche se il suo approccio al match non lo dimostra. Risulta molle e non dà alcuna scossa alla gara.)

SALVEMINI 6,5: Sbroglia la matassa da grande rapace d’area: girata mancina e centro stagionale numero 12! Fallisce il raddoppio al 40’ da pochi passi: episodio dubbio, ma l’errore enorme resta. Bissa i gol sbagliati nella ripresa dopo pochi minuti: poteva fare di più. Cinismo rivedibile a questo giro, ma nel mezzo tanti duelli vinti e parecchie sponde utili alla squadra. (Dal 78’ MIGNANI s.v.: Voglia ed anche tanto caos in area di rigore; spizza qualche palla e poco più.)

FLORO FLORES 5,5: Un’altra giornata disputata, obiettivo sempre più vicino. L’inerzia, però, non cambia: il trend delle ultime settimane segnala un Benevento timoroso ed in calo fisico, incapace di chiudere i giochi. Molto dipende anche dalla gestione del giovane tecnico: dopo un’ottima e sfortunata prima frazione, i cambi nella ripresa risultano tardivi e gestiti male. Visto il forfait di Caldirola, Floro lancia Manconi e Carfora al 73’, prelevando Tumminello che, in gare del genere, sarebbe da tenere in campo a forza. Poi ci ripensa e cambia l’intero tandem offensivo 5’ dopo, inserendo anche Mignani ed esaurendo così ingenuamente gli slot, senza peraltro scombussolare positivamente l’equilibrio dell’incontro. Il caos tattico nei finali di gara sta diventando una costante. A Salerno, dunque, bisognerà ripartire dall’ottimo approccio all’incontro e dalla buona continua prima frazione di gara disputata, cercando di correggere gli errori manifestati nel secondo tempo.

Francesco Maria Sguera
26 anni. Giornalista pubblicista iscritto all’albo (2020) e Avvocato. Masterizzato in ‘Giornalismo Sportivo’ presso RCS — Gazzetta dello Sport (2025).