Benevento, dal possibile primato alla bagarre playoff: bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno?

perugia benevento

Partiamo da un presupposto importante: il primo, storico campionato del Benevento in B  non viene intaccato da un momento negativo che in qualsiasi stagione una squadra può attraversare. Due punti nelle ultime cinque partite, è vero, fanno scattare una crisi (di risultati) in casa giallorossa e possono suonare un campanello d’allarme a Baroni, abituato a dei cali primaverili anche nelle stagioni precedenti. Che l’allenatore fiorentino stia passando lo stesso periodo anche nel Sannio è indubbio, ma noi adesso ci chiediamo: è giusto vedere ancora il bicchiere mezzo pieno, o mezzo vuoto? Sta a voi, poi, trarre le conclusioni alla luce del nostro confronto…

BICCHIERE MEZZO PIENO
Possiamo partire da un punto principale che ci collega all’inizio dell’articolo: il Benevento non ha pretese nel primo campionato di B della sua storia, conquistata la salvezza, tutto ciò che viene è oro colato. Può esserlo la promozione diretta (al momento molto distante) o i playoff (una conquista meritata e un sogno che potrebbe prolungarsi) o un posizionamento finale a metà classifica che significa “obiettivo raggiunto” e sogni di gloria rimandati all’anno prossimo. Che sia una di queste tre ipotesi, Benevento e il Benevento non potranno che essere contenti di questa stagione alla ribalta nazionale e sotto i riflettori, coi propri gioiellini adocchiati dalle big del calcio italiano. Ed è vedere la Strega combattere su ogni campo, quei campi che la A l’hanno vissuta, e trasmetterci forti emozioni, che ci rende orgogliosi di quanto sia stato fatto finora. L’esordio vittorioso contro la Spal, i due match col Verona, il 4-0 del San Nicola così come il poker rifilato al Brescia, il pareggio di Cissé ad Avellino, il 3-0 al Carpi, le rimonte casalinghe contro Cesena e Latina. Tante le emozioni vissute al Vigorito, anche in caso di sconfitta, emozioni triplicate fuori dalle mura amiche, dove la Strega anche se con qualche difficoltà c’ha messo cuore e carattere. Come va a finire non lo sappiamo, ma sappiamo che ci saranno altre palpitazioni e tanti momenti di gloria in serbo per noi, fino a giugno, chissà… E con una società solida e un organico di tutto rispetto per la B, vale la pena scoraggiarsi proprio ora?

BICCHIERE MEZZO VUOTO
Questo è per quelli che non si accontentano mai e vorrebbero (giustamente) vincere sempre. Si, è difficile farlo, ma la Strega almeno nel girone di andata ci aveva abituato a non perdere quasi mai, soprattutto nel fortino di casa: statisticamente il periodo peggiore nel girone di ritorno coincide con quello avuto nel girone di andata, un punto in quattro partite tra Salernitana, Entella, Perugia e Trapani. Stavolta il periodaccio coincide con le sconfitte contro Bari e Novara, mentre il Trapani sabato rappresenta la chance per tornare finalmente a vincere. Ed è pur vero che la difesa giallorossa ci ha abituato ad essere blindata, sempre e soprattutto in casa, mentre contro il Bari e successivamente si è avuta una disgregazione sempre più evidente. Se contro i galletti si aveva la giustificazione dell’assenza di Lucioni, contro il Perugia non ci sono state attenuanti. E allora a guardar la classifica non ci resta che rammaricarci per un’opportunità storica che piuttosto sta cogliendo al volo la Spal, capolista solitaria da due giornate. Un’opportunità che non sai mai quante volte possa capitarti di nuovo nella vita, un’opportunità che una società ambiziosa poteva agguantare per le orecchie a gennaio, quando in alto tutti si rinforzavano e il Benevento decideva di continuare così. Col senno di poi questa è la scelta che ha fatto la differenza con le altre, non che rivoluzionare sia sinonimo di vittoria, ma impelagarsi in trattative complicate e decidere di non toccare l’attacco senza prendere in considerazione l’idea di un fresco sostituto di Ceravolo, è stato da sciocchi (e lo ribadimmo a suo tempo). E allora capiamo chi ha il rammarico, perché l’equilibrio fino a qualche giornata fa regnava in vetta, basti pensare che alla 26^ giornata, il Benevento con 46 punti era a due sole distanze dal 1° posto occupato dal Frosinone. La giornata che ha segnato un netto taglio col passato, la 27^, dove il Benevento sarebbe potuto salire in vetta almeno per una notte, e che invece vede trionfare il Bari che interrompe anche l’imbattibilità del Vigorito. È da qui che la Strega comincia la sua discesa, allungando il gap da chi sta avanti e ridurlo con chi insegue: alla 27^ il Benevento manteneva le distanze dal quinto posto con 6 punti, ad oggi diventato uno, sul Perugia. Il Bari vince in casa ma diventa poca roba fuori, il Perugia non si fa sfuggire l’occasione e Novara, Cittadella e Spezia non vincono. Tutto in favore del Benevento, se non fosse che in queste 5 giornate dal sogno del primato si è passati alla paura di essere risucchiati nella bagarre playoff. E noi lo sappiamo bene, i playoff sono un terno a lotto…

Alla luce di questo confronto, noi azzardiamo una posizione: è indecoroso fischiare i protagonisti di un sogno che stiamo vivendo ad occhi aperti, quei calciatori osannati ed acclamati fino a qualche giornata fa. Per fortuna si tratta di una ristrettissima minoranza, quella minoranza che è libera, come tutti, di esprimere la propria opinione. Che è quello che, civilmente, sarebbe più apprezzabile fare. Il Benevento non ha buttato via una stagione, anche se dà l’impressione che lo stia facendo, il Benevento è in un momento di difficoltà eclatante che capita a tutti. Si, è difficile davvero pensare che in cinque giornate non riescano più a giocare a calcio. Il calo fisico c’è, è vero, ma non è un’attenuante: il calo è mentale, nelle certezze, nelle paure, nella spregiudicatezza, nell’attenzione. E noi, onestamente, non ce la sentiamo di crocifiggere chi finora tutte queste caratteristiche le ha messe in campo per più di metà campionato. E non siamo nemmeno nella posizione di colpevolizzare o giudicare Baroni, uomo di grande cultura calcistica e di una notevole onestà intellettuale. Ha tanto da migliorare, Benevento è la piazza migliore per farlo. Ed è proprio in questo momento che lo si evince: probabile che il mister voglia gestire le risorse dei suoi per il rush finale e successivamente i possibili playoff. Vuol farlo attraverso la gestione del minutaggio dei singoli e attraverso il modulo, un 4-3-3 da metabolizzare in alternativa al 4-2-3-1. Mentre indietro c’è qualcuno che corre e preme ora per un posto playoff, mancando di ossigeno alla fine, Baroni sta tentando di gestire (oltre alla sfortuna dovuta agli infortuni) un gruppo che è in calo ma che non vuol morire, innanzitutto nella sua identità. Aprile sarà il mese della verità, per la volata promozione e quella playoff: sette partite in un mese. Carpe diem, Strega.

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