Il calcio d’agosto resta calcio d’agosto. Che sia in amichevole o nella prima gara ufficiale di Coppa Italia Serie C, la condizione atletica resta limitata. I carichi pesanti si avvertono e senza freschezza atletica ricercare spunti qualitativi rimane complicato. I segnali incoraggianti relativi a Benevento-Guidonia Montecelio sono da leggere tra le righe. E non per forza vanno rintracciati sul rettangolo verde.

Il turno preliminare di Coppa ha innanzitutto visto un Benevento con una forte identità: il 3-4-3 voluto, costruito e sperimentato da Auteri per tutta l’estate resterà il mantra di questa stagione. Quali che siano gli interpreti poco importa. La Strega, nonostante una comprensibile scarsa fluidità di corsa, ha saputo gestire il pallino del gioco con fermezza per 90′, seppur trovando pochi sbocchi offensivi. Interessante la solidità del reparto difensivo: Ceresoli, con un bel piede e un’interessante propositività, sembra avere dieci anni in più rispetto al sorprendente dato anagrafico (classe 2003). Scognamillo – ca va sans dir – la vitale dose di leadership che è mancata come il pane nell’annata da horror.
Altro spunto incoraggiante va rintracciato nei cambi: i subentrati sono riusciti a indirizzare positivamente la sfida. Se l’arroccata, coraggiosa e ben organizzata difesa a tre di mister Ginestra ha tarpato le ali al fronte offensivo giallorosso per larghi tratti, gli ingressi di Prisco, Carfora e soprattutto Lamesta hanno sicuramente fatto vacillare gli ospiti. Ritmo e duttilità garantiti dal centrocampista; spunti in inserimenti del giovane esterno – che ora Auteri sembra valutare seriamente -; incisività e un gran gol da parte dell’ala destra titolare nella passata stagione. La freschezza ha deciso l’incontro.

Infine, oltre a tatticismi e soluzioni tecniche varie, è da evidenziare l’abbraccio della Curva Sud alla squadra. Mentre ci si accinge a superare quota 3.900 abbonati – cifra enorme, vista l’infausta conclusione della passata stagione -, il tifo organizzato non ha mai fatto mancare il proprio appoggio ai giallorossi in campo. Nessun mugugno ai vari errori tecnici, solo applausi e incoraggiamenti. E a fine partita il ritorno del coro “che vinca o che perda“. Sintomo di un’intrepida voglia di lasciarsi il passato alle spalle, di voltare pagina e di ricominciare. Credendoci davvero.

Di seguito, le pagelle dei giallorossi in Benevento 1-0 Guidonia Montecelio:

VANNUCCHI 6,5: Gara priva di grossi rischi. Coraggioso in uscita bassa con i piedi, poi una buona smanacciata sul diagonale affilato di Spavone al 32′. Sicuro.

SCOGNAMILLO 6,5: Fisicità ed esperienza indurrebbero ad affidargli il ruolo di centrale nella difesa a tre. Ad ogni modo, poco cambia: l’importante è che l’ex difensore del Catanzaro sia sempre in campo. Sua la leadership del pacchetto arretrato.

SAIO 6: In affanno con Bernardotto, che gli prende sempre il tempo e fa sempre salire i suoi. Molto meglio nella ripresa in marcatura su Zuppel. In generale, meglio braccetto – come nella passata stagione – anziché centrale del trio difensivo.

CERESOLI 6,5: Sicurezza da veterano: di stoffa ne ha da vendere. Nella ripresa impreziosisce la sua prestazione sfornando un grande assist a Lamesta.

PIEROZZI 6: Rispetto a Ricci cerca di entrare un po’ di più nel gioco: affonda spesso per arrivare al cross, poi sbaglia un ghiotto tap-in mancino a inizio ripresa, non sfruttando un bell’inserimento. Peccato. (Dall’85’ ROMANO s.v.)

MAITA 6: La condizione fisica non è ancora delle migliori e si vede. Nonostante ciò giostra la sfera con maestria, iniziando a prendersi le chiavi del centrocampo sannita. Errore piuttosto grave in tap-in in pieno recupero.

TALIA 6: I carichi pesanti estivi si percepiscono eccome nella fluidità di corsa, azzerando i suoi soliti strappi in mezzo al campo. (Dal 58′ PRISCO 6,5: Il suo ingresso garantisce freschezza. Si schiera come vertice basso, praticamente sulla linea di difesa: indice di acume tattico prezioso. La Strega sterza e vince la sfida.)

RICCI 5,5: Gara timida, senza guizzi, né tantomeno sbavature. Nessuna discesa, né sovrapposizioni nella metà campo avversaria. Da rivalutare. (Dall’85′ MEHIC s.v.)

DELLA MORTE 6: Prova spesso a entrare nel vivo del gioco, con imbucate, cross e conclusioni per la verità mai particolarmente precise. Si rifarà, provando a ritagliarsi un ruolo da protagonista con la casacca giallorossa. (Dal 63′ LAMESTA 7: Entra subito col piglio giusto, cercando sbocchi per arrivare al tiro. Poi, a 2′ dal termine, il gioiello: inserimento, sinistro di prima intenzione e gran gol dell’1-0. Bravo!)

SALVEMINI 6: La sua è la classica gara sporca che tocca alla punta centrale nel girone C: costretto a fare a sportellate dall’inizio alla fine. Pochi spazi, rare occasioni. Colpo di testa pericoloso nella prima frazione: fuori di poco.

MANCONI 5,5: Braccato da Cristini e Mulè, non trova mai spazio per rendersi pericoloso. Sbiadito. (Dal 58′ CARFORA 6: Dopo una mezz’ora da innocuo, si accende e disegna un bell’assist per Maita, che però spreca.)

AUTERI 6: A suo dire, soddisfatto a metà. Contento per il risultato – e probabilmente per aver corso zero rischi in difesa -, meno per la fluidità di gioco della sua Strega. Ma è ancora presto per attendersi un Benevento dinamico, pimpante e in arzillo per 90′: i carichi di lavoro si avvertono tutti. Tra le righe, i segnali positivi ci sono: bisogna saper pazientare per vederli sbocciare del tutto.

Francesco Maria Sguera
26 anni. Giornalista pubblicista iscritto all’albo (2020) e Avvocato. Masterizzato in ‘Giornalismo Sportivo’ presso RCS — Gazzetta dello Sport (2025).