Non sembra esserci proprio una via d’uscita e così la ripresa del calcio nel nostro Paese appare sempre più lontana. Una situazione che ha portato il Benevento a prendere la decisione di non dare il via agli allenamenti individuali, in quanto la società giallorossa vuole prima comprendere se varrà effettivamente la pena riprendere, dato che ad oggi non c’è la minima certezza che i campionati anche in piena estate si concluderanno. Sarebbe, quindi, inutile consentire a capitan Maggio e compagni di tornare nelle strutture della società, con quest’ultima che come precisato nei giorni scorsi dal presidente Oreste Vigorito per consentire ai calciatori di allenarsi, anche singolarmente, avrebbe dovuto mettere in atto uno sforzo organizzativo ed economico non indifferente e quindi giustissima la decisione del club di via Santa Colomba di temporeggiare in attesa di conoscere sviluppi concreti di una fase assai ingarbugliata.

Una conferma di ciò giunge dal rinvio a data da destinarsi del Consiglio Federale dell’8 maggio, con la Figc che si è voluta prendere qualche altro giorno di tempo prima di riunirsi in videoconferenza con i vertici delle varie Leghe e si spera anche con il ministro Spadafora. Quest’ultimo, nel pomeriggio alla Camera dei deputati, ha ribadito nuovamente che ad oggi è difficile stabilire quando possa riprendere almeno la serie A, ma già questo è un segnale di apertura alle precedenti sue esternazioni dei giorni scorsi. Nelle ultime ore, inoltre, a tenere banco è anche la possibile riforma dei campionati, con i club professionistici che passerebbero dagli attuali 100 a 60. Una rivoluzione che interesserebbe in modo particolare la serie B, con il secondo campionato nazionale che già dalla prossima stagione sarebbe formato non più da venti squadre, bensì da quaranta e divise in due gironi. Farebbero parte di questo nuovo format, oltre alle prime dei rispettivi tre gironi della serie C, anche le squadre di B attualmente relegate in zona retrocessione e ad esse andranno ad aggiungersi altre diciassette squadre di serie C.

Il terzo campionato nazionale, invece, resterebbe a tre gironi, ma perderebbe lo status di campionato professionistico e ciò rappresenterebbe una grande boccata d’ossigeno soprattutto per le società di serie B, che da un punto di vista economico godrebbero anche della mutualità che oggi spetta alle società di serie C. Un discorso che interessa però relativamente al Benevento, perché alla squadra di Pippo Inzaghi non andrà assolutamente negato il diritto di partecipare al prossimo campionato di serie A e la massima serie rappresenterebbe l’unico campionato che non sarebbe interessato da questa bozza di rivoluzione.