Il discusso libro di Caio Mussolini sul ventennio fascista approda a Benevento. Ad accoglierlo il mondo della destra storica sannita che in larga parte ha gremito la sala Antico Teatro di Palazzo Paolo V, oltre a un ragguardevole dispiegamento di forze. Nulla da ravvisare sul fronte dell’ordine pubblico e così la presentazione del volume firmato dal pronipote del duce fila liscia. A dialogare con l’autore ci sono Ida Santanelli, promotrice dell’evento che condivide con Caio il passato in Fratelli d’Italia, insieme agli onorevoli Pasquale Viespoli e Umberto Del Basso De Caro, moderati dal giornalista Giancristiano Desiderio. A De Caro, in introduzione, va il plauso di Santanelli “per aver accettato il confronto ed essersi dimostrato in questa occasione davvero un democratico”.

Santanelli: “Polemiche? Ho pagato sala come tutti”

“Tengo a chiarire che ho ottenuto l’autorizzazione per l’utilizzo della sala, come per tutti, previo pagamento con bonifico di 225 euro”. Così Ida Santanelli in riferimento alle polemiche nate nei giorni scorsi. Il coordinamento regionale dell’Anpi e Avs avevano chiesto al Comune di Benevento la revoca dell’autorizzazione sulla scorta delle decisioni assunte da altri centri campani coinvolti nel tour di Caio Mussolini. “E’ per la verità stravagante che qualcuno ritenga che io non possa chiedere la disponibilità della sala per la presentazione del libro di Mussolini. C’è stato il tentativo di censurare un ufficiale della marina in congedo che ha servito la patria, un pregiudizio verso una persona a causa del suo cognome. Nessuno può avere la presunzione di censurare opinioni diverse: in Italia vige l’articolo 21 della Costituzione sulla libertà d’opinione” ha affermato Santanelli a margine dell’appuntamento, chiarendo ancora: “Da parte nostra non c’è alcuna volontà di imporre la verità. Ho promosso questo evento culturale perché credo nel confronto e nel dibattito, infatti ho invitato il presidente dell’Anpi Amerigo Ciervo a intervenire. Mi pare che da tutto questo emerga che c’è chi realmente vuole sforzarsi e chi invece si ritira dal confronto”. L’Anpi sannita, in serata, ha ribadito in una nota la propria posizione: “Non esiste nessun’altra storia del fascismo”. (LEGGI QUI)

Mussolini: “Io revisionista? La storia è così”

“Mi danno del revisionista? Sorrido perché la storia è di per sé revisionismo. Si modifica a seconda che ci siano nuovi archivi e documenti. Pensate ad esempio alle fosse di Katyn e al massacro degli 8mila ufficiali polacchi: per anni è stata data la colpa ai tedeschi, ma quando sono stati aperti gli archivi segreti, a seguito del crollo dell’Urss, si è scoperto che fu opera dei sovietici”. Lo ha affermato Caio Mussolini alla stampa a margine della presentazione del libro “Mussolini e il fascismo. L’altra storia”. Il pronipote del duce ha spiegato che la finalità di questo lavoro “è trovare una visione condivisa necessaria a lasciarci il fascismo alle spalle. Non se ne può più dell’uso a vanvera del termine fascista. Dopo ottant’anni se ne continua a parlare, ma più passa il tempo e più lo si fa per sentito dire. Ho scritto l’altra storia per dare una visione diversa di quel periodo, un lavoro di ricerca storica e di sintesi unendo centinaia di fonti diverse”. Sulle polemiche generate dal libro ha chiosato: “Per taluni non potrei scrivere o presentare libri per via del mio cognome. Mi sembra abbastanza ridicolo, eppure invito sempre tutti favorendo il dibattito e il confronto”.