Benevento, monopattino nella fontana ‘Flans Te Alo’: guardare oltre

Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione“. Questa frase la disse un giovane siciliano, di Cinisi precisamente, morto il 9 maggio del 1978.

Quella appena citata è una frase sempre attuale, anche alla luce dell’ultimo episodio dove, chissà chi, ha parcheggiato un monopattino elettrico nella fontana “Flans Te Alo“, quella di fronte la Prefettura di Benevento, proprio lungo il Corso Garibaldi. Una foto che ha suscitato tanta rabbia e indignazione per questo gesto, che va assolutamente condannato, così come va condannato anche lo stato di abbandono di quella fontana.

Ed è qui che ritorna la frase di apertura. La gente ormai è abituata a vedere la fontana “Flans Te Alo” semi abbandonata, con pochissima acqua all’interno della vasca, con muffa e sporcizia sulle pareti dello sfondo, con un’illuminazione assente. Di questo aspetto della foto, però, nessuno o quasi, ne ha parlato ne tantomeno si è indignato. Questo è l’esempio e la rappresentazione che i giovani hanno del contesto in cui vivono: abbandono.

Bisogna condannare il gesto, fare in modo che l’impianto di video-sorveglianza faccia il suo dovere, insistere con la ditta che gestisce i monopattini ad un ritiro veloce dei mezzi, ma bisogna anche educare i giovani al senso civico, pretende da chi amministra, ogni giorno, di valorizzare quelle che sono le bellezze della città di Benevento.

Ormai siamo abituati a vedere quella fontana così ridotta, come anche altri luoghi e monumenti della nostra città. Un esempio è il palco dell’Arco del Sacramento, distrutto dalle fiamme lo scorso giugno 2021, durante lo svolgimento del BCT, e tutt’ora rimasto così.
Ciò che è successo alla fontana “Flans Te Alo” è un episodio goliardico, perchè di quello si tratta, o un gesto che, probabilmente, nasconde un disagio sociale dell’autore. Fatti più gravi si sono già verificati in passato, come quello dello scorso 21 settembre, quando ad esser preso di mira fu l’Arco di Traiano, imbrattato con una dedica d’amore.

Notizie simili si sono verificate e si continueranno a verificare se non si fa qualcosa. Organizzare eventi culturali, convegni, coinvolgimento dei giovani in attività di promozione, è l’unico modo per salvare la città da questi episodi.

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