digInevitabilmente, quando le cose non vanno proprio bene, ci soffermiamo a leggere e ad interpretare i numeri, quelli si che non mentono mai. Magari si trova conforto in essi, magari aggiungono quel velo di ansia ad una situazione non proprio idilliaca. Per il Benevento è il primo campionato di B nel ruolo di retrocessa, ossia cambia tutto in termini di prospettive, di ambizioni, di costruzione di una stagione comunque delicata per via di tanti fattori, nonostante il presidente Vigorito predichi calma e non voglia insinuare ulteriormente all’interno della piazza l’assillo del presto ritorno tra i grandi. Allora facciamo un paragone con le tre retrocesse dello scorso anno, per capire se ci sono differenze tra Benevento, Verona e Crotone (che se vogliamo se la passano anche peggio della Strega) rispetto a Empoli, Palermo e Pescara.

ANALOGIE E NUMERI DI UN ANNO FA
La prima curiosità che balza subito all’occhio è la vetta della classifica: le prime due posizioni un anno fa, esattamente dopo 12 giornate, erano occupate dalle due retrocesse Palermo e Empoli. I rosanero a quota 21, i toscani a 20 insieme a Frosinone e Parma. È sempre bene ribadirlo, il campionato a 19 squadre di quest’anno è un fattore da tenere sempre in considerazione, una discriminante non di poco conto quando si spulciano numeri e tabelle. Quanto ai siciliani, un anno fa guidati ancora da Tedino, sappiamo che la promozione è svanita nell’incredibile scenario dello “Stirpe” di Frosinone. Rispetto ad un anno fa, il Palermo dello Stellone-bis oggi ha tre punti in più (24) con addirittura una partita in meno (avendo già usufruito del turno di riposo). Stellone è subentrato proprio a Tedino, che aveva rilevato quest’ultimo dopo la disfatta in Ciociaria. Il tecnico originario del Sannio fu esonerato per la prima volta il 28 aprile dopo la sconfitta per 3-0 subita a Venezia, lasciando il Palermo secondo a quota 63 in coabitazione col Parma. Il classico valzer alla Zamparini, che però ora si gode la vetta della classifica, con numeri più convincenti rispetto ad una stagione fa. Non è salito il Palermo e nemmeno l’altra retrocessa Pescara, oggi secondo proprio dietro ai siciliani che nell’ultimo turno di B hanno rifilato agli abruzzesi un netto 3-0 al “Barbera” prendendosi così la vetta ai loro danni. L’attuale truppa di Pillon, subentrato il 31 marzo a Epifani, ex tecnico della Primavera, e che ha condotto gli adriatici alla salvezza, dopo 12 giornate nello scorso campionato era ferma al 12° posto a quota 16, dopo aver subito un tremendo stop casalingo contro il Brescia (0-3, il primo gol porta la firma di Machin, oggi gioiellino degli abruzzesi). All’epoca la squadra era ancora guidata da Zeman, esonerato poi il 4 marzo dopo la sconfitta per 2-0 contro il Cittadella e il 13° posto con 36 punti conquistati. Subentrato Epifani, subito sbolognato, Pillon è riuscito a salvare una situazione quasi disperata a Pescara, con la tifoseria in evidente contestazione nei confronti del presidente Sebastiani (bruciate due sue auto). Subiva invece un brutto ko a Salerno, l’Empoli di Vivarini, nella 12^ giornata che vedeva il Palermo prendersi la vetta (proprio come oggi) grazie alla vittoria per 2-0 sull’Entella. L’Empoli, delle tre retrocesse, è l’unica ad aver fatto presto ritorno in Serie A, non solo grazie alle reti dei gemelli del gol Caputo-Donnarumma, ma anche al cambio di panchina: esonerato l’attuale trainer dell’Ascoli (vincente a Benevento), è subentrato Andreazzoli il 17 dicembre 2017, che con ben 28 risultati utili consecutivi e una media di 2,02 punti a partita, ha condotto l’Empoli al primato con conseguente promozione diretta. Andreazzoli aveva preso le redini di una squadra al 5° posto con 30 punti, a -5 dal Palermo capolista. Una scelta coraggiosa resa facile dall’1-1 contro una buona Cremonese in piena zona playoff, una scelta che alla fine ha pagato in termini di risultati. In sostanza, tirando le somme rispetto all’anno scorso, possiamo considerare questo campionato in linea rispetto a quello precedente, col solo Palermo ad aver migliorato il proprio trend. Resta la consueta bagarre per le prime due posizioni e per i playoff, mentre il Benevento, col riposo già osservato, ha 17 punti a dispetto di Pescara (22), Salernitana (20), Lecce (19), Crotone (12), Padova (11) e Cosenza (8), che dovranno ancora fermarsi. Importante, soprattutto per le prime posizioni, sarà dunque approfittarne, avendo già perso un’ottima chance in quel di La Spezia, in un campionato che concede anche una terza possibilità, almeno oggi che si è ancora in tempo (Empoli insegna). È questo lo scotto delle retrocesse, dazio che hanno pagato caro Palermo e Pescara e che oggi, oltre al Benevento, stanno pagando anche Verona e soprattutto Crotone, entrambe ancora da affrontare: gli scaligeri hanno un solo punto in più, i pitagorici hanno già esonerato Stroppa per Oddo e si ritrovano a -5 dalla zona playoff e ad un punto sopra ai playout.