“Porgo innanzitutto le scuse alla famiglia che ha rappresentato la difficoltà della paziente rimasta per nove giorni sulla barella in pronto soccorso. Ne prendiamo atto, così come prendiamo atto che i medici tutti hanno dato adeguata assistenza alla paziente, che oggi sta bene, e questo ci fa stare sereni”. Parte da qui l’analisi di Maria Morgante, direttore generale dell’ospedale San Pio di Benevento, bersagliata dalla politica sannita in questo abbrivio d’anno tutt’altro che semplice sul fronte ospedaliero.
La Lega, in ultimo, ha chiesto al ministro Schillaci di valutarne addirittura il commissariamento. Mastella, e non è la prima volta, di cantarle direttamente al governatore qualora venisse meno la propensione al pedissequo confronto istituzionale. Un tentativo di alzare il pressing ora che De Luca non è più alla guida della Regione e non può fare da scudo ai suoi fedelissimi, ma quella stagione lascia in eredità interventi e investimenti in ambito sanitario ancora in itinere e che riverberano nel tempo. Fico sa che deve ben guardarsi dall’intaccare determinati equilibri in questa fase primordiale di governo regionale, ma d’altro canto non saranno in pochi a volersi accreditare ai suoi occhi. E allora, mentre il primo cittadino strappa la promessa di un vertice, in programma lunedì pomeriggio, la manager rilancia con l’inaugurazione del nuovo reparto di Neurologia auspicando nella presenza del governatore. Un segnale sibillino nel solco di un refrain non nuovo con l’attuale management di via Pacevecchia.
Ma al di là di questioni prettamente di natura politica, sebbene pregnanti, restano quelle più pratiche e non meno pesanti per l’utenza del ‘San Pio’. Morgante, in occasione della consegna di un dono alla prima nata nel Sannio del 2026, non nasconde le difficoltà ma fa fede all’operato della sua squadra: “Li ringrazio per le parole unanimi spese ieri in conferenza stampa. E’ la rappresentazione di un gruppo di lavoro, composto da professionisti di provata esperienza, che vuol far sentire la propria voce affinché i cittadini si sentano sicuri all’interno dell’ospedale. In questi giorni abbiamo dovuto far fronte a difficoltà comuni a tutte le città d’Italia a causa del sovraffollamento al pronto soccorso dovuto ai casi d’influenza” ha spiegato la manager, che ha poi illustrato gli obiettivi del nuovo anno: “Migliorare il servizio e il passaggio dei pazienti dal pronto soccorso ai reparti, ma soprattutto incrementare la disponibilità dei posti letto. Un obiettivo fondamentale per la direzione strategica”. E dunque, oltre a neurologia, la nuova ginecologia e medicina interna che passerà da 14 a 27 posti letto. Dopodiché sarà la volta del nuovo pronto soccorso, “il nostro fiore all’occhiello” lo ha definito Morgante, “con maggiori spazi e divisioni in base alle esigenze del paziente, per gestire i casi secondo l’intensità di cura”.










