Benevento: primato nella classifica spettatori, ma il “fattore campo” è in netto...

Benevento: primato nella classifica spettatori, ma il “fattore campo” è in netto calo

Il 2018 casalingo della Strega fa registrare ben sette sconfitte interne, di cui tre dolorose in questa stagione. Aumenta il numero di abbonati e media spettatori, ma al "Vigorito" si perdono più punti rispetto al primo campionato di B: l'analisi

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Non è una novità che l’avvento della B e della A nel giro di un anno ha portato un maggiore afflusso di nuovi o vecchi (disinnamorati) tifosi della Strega allo stadio. I numeri che vanno dal primo campionato di B a quello di oggi confermano la tendenza di un “Vigorito” sempre pieno più della metà della capienza attuale e che comanda la classifica abbonati e media spettatori in cadetteria. Al primato di tifoseria più fedele però non corrisponde la verità, cruda e nuda del campo, che nel 2018 da poco archiviato ha visto cadere per ben tre volte la Strega tra le mura amiche, contro Foggia, Ascoli e Verona, imbattendosi in due pareggi contro Lecce e Brescia e avendo la meglio su Salernitana, Livorno, Cremonese, Perugia e Crotone. Considerato che il girone d’andata ha visto il Benevento giocare una partita in più in casa e facendo un paragone con le stagioni precedenti, possiamo notare come all’aumento di spettatori non coincidono i risultati maturati nel proprio fortino che, anzi, pare sgretolarsi più facilmente rispetto agli altri anni. Un trend negativo iniziato col disastroso avvio di campionato in Serie A dopo aver basato la doppia promozione dalla C alla massima serie sull’imbattibilità interna durata addirittura due anni e crollata il 24 febbraio 2017 per mano del Bari nel match più bello di quella stagione di B. Il ritorno disastroso del Benevento di Baroni, che perse anche col Trapani, però, fu attutito dai pareggi interni contro Salernitana, Entella e Vicenza che consentirono di non crollare almeno in casa propria, come accaduto invece allo sbadato Benevento di Bucchi in questa prima parte di stagione. Vediamo nel dettaglio il confronto tra il 2017 casalingo della Strega e il 2018 appena archiviato:

CONFRONTO 2017-2018 IN CASA
Nell’anno solare 2017 incide sul bilancio finale il pessimo avvio in Serie A che ha fatto registrare ben otto cadute interne su dieci disputate nel Sannio, una sola vittoria (contro il Chievo il 30 dicembre) e un pareggio, quello incredibile contro il Milan con rete di Brignoli allo scadere. A questi numeri si aggiungono quelli del girone di ritorno in Serie B che vedono il Benevento perdere, come detto, contro Bari e Trapani, pareggiare tre volte e vincerne cinque, considerando quelle fondamentali contro Avellino e soprattutto Frosinone. Il bilancio, su 20 gare casalinghe totali nel 2017, recita: sei vittorie, quattro pareggi e ben dieci sconfitte. Il 2018 conferma un certo trend casalingo negativo, attenuato da qualche vittoria in più, mentre sempre pochi restano i segni X. Dalla vittoria sulla Sampdoria, passando per quelle contro le altre retrocesse Verona e Crotone, chiudendo in bellezza col Genoa, sono quattro i successi davanti ai propri tifosi, così come altrettante sono le sconfitte, onorevoli contro Napoli e Juve, disastrose contro Cagliari (brucia ancora) e Atalanta. Unico pareggio, quello pirotecnico contro l’Udinese. Una vittoria in più, e qui arriviamo alle note dolenti, in questo primo spezzone di campionato: 5 successi ma anche tre sconfitte e due pareggi su 10 partite. Dunque, rispetto al girone di ritorno in A, il Benevento ha conquistato una vittoria e un pareggio in più. Bilancio che sembrerebbe positivo, ma bisogna considerare non solo il peso di due campionati diversi e giocati con obiettivi differenti, ma anche il fatto che da agosto ad oggi il Benevento in casa ha giocato una partita in più (rispetto alle nove in Serie A) e si è fermato una volta per via del calendario. La somma totale del 2018 ci dice che i giallorossi su 19 partite al “Vigorito” hanno vinto si nove volte, ma hanno perso anche sette volte, non trovando la giusta via di mezzo coi pareggi, che sono soltanto tre. Ne viene fuori che il 2018 di poco sorride rispetto al 2017 vissuto tra le mura amiche ma l’emorragia di sconfitte interne non sembra essersi fermata del tutto.

IL 2017 IN CASA
Serie B: 5 vittorie 3 pareggi e 2 sconfitte su 10 partite.
Serie A: una vittoria, un pareggio e 8 sconfitte su 10 partite.
Totale 2017 su 20 partite: 6 vittorie, 4 pareggi e 10 sconfitte.

IL 2018 IN CASA
Serie A: 4 vittorie, un pareggio e 4 sconfitte su 9 partite.
Serie B: 5 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte su 10 partite.
Totale 2018 su 19 partite: 9 vittorie, 3 pareggi e 7 sconfitte.

LE DUE SERIE B A CONFRONTO
Facendo un paragone tra il primo anno di cadetteria e il secondo in corso, possiamo notare che un numero minore di spettatori garantiva un “fattore campo” migliore. Il Benevento prima di Auteri e poi di Baroni chiuse il 2016 da imbattuto tra le mura amiche, con una media spettatori riguardante il solo campionato (dunque playoff esclusi) che si attestava su 8130 persone. Fatalità vuole che proprio nel giorno del massimo storico raggiunto contro il Bari, ovvero 11.521 spettatori, il fortino della Strega cadde sotto i colpi dei galletti. Senza considerare il pienone registrato ovviamente nel post season che condusse alla storica promozione in A, il Benevento chiuse quell’anno al 6° posto nella classifica di Serie B che annoverava piazze importanti quali Bari e Cesena con bacini d’utenza più grandi ed un seguito inevitabilmente maggiore. Benevento ha sfruttato la popolarità conseguita dalla partecipazione alla massima serie, anche dopo il “danno” della retrocessione, oltre alla caduta di Bari e Cesena, approfittando anche della depressione in alcune piazze storiche come Verona (in aperta contestazione con la società), Palermo (malcontento per la gestione Zamparini archiviata proprio dopo il match con i sanniti), Salerno (pochi abbonamenti poiché in contrasto con Lotito). Il primato della tifoseria giallorossa, però, è dovuto anche ad un fatto puramente matematico: nel girone d’andata si sono disputati dieci incontri al “Vigorito”, lo stesso vale per Ascoli, Cremonese e Salernitana. La seconda posizione in questo ranking speciale è attribuita al Lecce che, rispetto alla media beneventana di 11.128 spettatori, ne fa registrare 10.445 con ben due partite in meno giocate in casa rispetto ai sanniti. Lontano di poco il popolo foggiano al quarto posto con una media di 10.243 e nove partite casalinghe disputate, nel mezzo, sul gradino più basso del podio c’è il Verona con una media di 10.287 su nove partite macchiata però dalla protesta nella gara col Palermo che ha visto lo sciopero dell’intera Curva Sud. Il massimo registrato finora è nel derby contro la Salernitana, 13.622 spettatori, duemila in più rispetto al massimo in campionato registrato due anni fa contro il Bari. Nei numeri, sempre da analizzare nella loro interezza, il timido, osiamo dire, successo della tifoseria sannita è aiutato da una base solida di 8438 abbonati, raddoppiati rispetto ai 4742 di due stagioni fa nel primo campionato di B. Il numero attuale di tessere emesse, però, rapportato al torneo di due stagioni fa, avrebbe fatto posizionare il Benevento addirittura in quarta posizione, dietro Bari, Verona e Cesena, evidenziando un netto calo di fidelizzazione in questo campionato partito con presupposti errati e tante altre concause a conferire un dato davvero poco entusiasmante negli stadi della Serie B. Abbandonando il discorso meramente numerico, dall’analisi di questi dati si evince (e non ce ne vogliano gli appassionati dell’ultima ora) che il “fattore campo” del “Vigorito” incideva soprattutto quando c’erano i 6mila contro lo Spezia (minimo stagionale in B nel 2016/17), in quelle gare che non erano di cartello ma vissute comunque con entusiasmo e trasporto essendo la prima volta nella tanto agognata cadetteria. In quel campionato, a fin dei conti, la Strega crollò in casa soltanto due volte rispetto alle tre già incassate nel solo girone d’andata in questo torneo, che inoltre annovera anche tre squadre in meno rispetto alle 22 di due stagioni fa, un dato che rende maggiormente l’idea di quanto il fattore “Vigorito” fosse reale. Oggi il seguito assiduo e costante, mai fatto registrare in tali termini, non sembra aver portato a quel salto di qualità che probabilmente a livello ambientale ci si aspettava, contribuendo a climi freddi e a tratti ostili già dall’esordio contro il Lecce, partito col botto e appiattitosi durante le tre reti salentine, con la rinascita dei giallorossi fino al pari a trascinare il tifo. Cosa successa più volte, anche contro la Salernitana, così come contro il Perugia. La spinta, l’urlo del “Vigorito” viene alimentato dalle giocate di Coda e compagni quando, a dirla tutta, è stato sempre il contrario. La piazza, dunque, fa i conti con una tifoseria smaniosa di risultati e partite giocate ad alti livelli: non la si può biasimare ma di certo si può affermare che è bastato un anno di Serie A ad imborghesire la maggioranza di un popolo da sempre umile e consapevole del proprio passato e delle proprie origini. Che il 2019 ci smentisca e che le restanti partite in casa (alcune importanti contro Palermo e Pescara), vedano i numeri confermare il famoso fattore campo del “Vigorito” che ha trascinato la Strega ai recenti inimmaginabili successi.