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Benevento, risulta complicato anche individuare dei leader

La sosta del campionato aiuterà a riflettere sulla crisi di risultati in cui è piombato il Benevento e dopo il confronto di ieri tra la dirigenza e l’allenatore, con la proprietà che ha rinnovato la propria fiducia verso Fabio Caserta, sono previsti nuovi colloqui per cercare di individuare i motivi che hanno portato al vertiginoso crollo delle ultime due partite. Al di là delle sconfitte, dalla trasferta contro il Pisa ciò che il sempre più sfiduciato ambiente giallorosso attende è un cambio di passo nell’atteggiamento, con la squadra che sin dall’inizio di questa stagione non ha mai mostrato un’identità ben definita. A quasi un terzo di campionato risulta complicato anche individuare dei leader sui quali aggrapparsi nei momenti di difficoltà e per quanto dimostrato in campo potrebbero essere Paleari, Letizia, Improta e Lapadula. Il portiere e il jolly tattico, ristabilitisi dai rispettivi infortuni, sono destinati a rientrare proprio contro i nerazzurri e dovranno nuovamente dimostrare che rappresentano delle autentiche certezze.

Al di là dell’errore commesso contro il Brescia e di qualche partita al di sotto della sufficienza, con quest’ultimo dato connesso anche al fatto che in estate si è deciso di non affiancargli un’alternativa e ciò lo costringe a stringere i denti in ogni momento, un altro elemento dalla quale la Strega dovrà ripartire è Letizia e dal capitano ci si attende sempre prestazioni come quella di Crotone. A loro tre si aggiunge Lapadula, anche se il bomber, pur avendo dato finora un preziosissimo contributo in termini di reti e di assist, in diversi momenti è sembrato più che un leader del Benevento un leader di sé stesso e ciò ovviamente alla lunga potrebbe non giovare più alla squadra.

Chi, invece, e non solo in questa stagione, non hanno mai dimostrato di poter fungere da leader sono Ionita e soprattutto Glik. Per il centrale polacco, dopo la follia di sabato scorso e che va ad aggiungersi a quella di Como, sarebbe opportuno che la dirigenza e lo staff tecnico iniziassero a mettere in discussione determinate gerarchie perché continuare a dare fiducia a un calciatore eccessivamente pagato per la categoria e in ogni partita con la testa altrove risulterà senz’altro deleterio. Dal moldavo, invece, pur avendo giocato anche lui con una certa continuità ci si aspetta sempre quel qualcosa in più a livello carismatico, ma è quello che finora gli è sempre mancato nel quasi anno e mezzo in giallorosso e che di fatto porta a non considerarlo un leader.