“Amor, ch’a nullo amato amar perdona”: Ciciretti si è ripreso la Strega

Amor, ch’a nullo amato amar perdona”. Canto V dell’Inferno della Divina Commedia; verso 103. L’amore non risparmia a nessuna persona che riceve amore di riamare a propria volta. L’annominazione alighierana calza quantomai a pennello dopo la serata magica vissuta da Amato Ciciretti, che con estro d’altra categoria e giocate incantevoli è tornato ad amare: il Benevento, cui ha sempre detto d’esser grato; il “Vigorito”, letteralmente in visibilio grazie a lui; il mondo del calcio, che rischiava di perdere troppo presto un talento importante. Ciciretti, difatti, ha trascinato la Strega verso il proprio nono risultato utile consecutivo: Sorrento al tappeto 4-0; secondo posto della classifica agganciato. Sorpasso su Taranto, Avellino e Picerno legittimato. Insomma: serata da urlo.

Critiche e perplessità inerenti al ritorno di Ciciretti nel Sannio, dopo l’addio turbolento e la condizione psico-fisica da non professionista nella quale versava in estate, hanno lasciato spazio, nell’ultimo mese e mezzo, a brividi, palpitazioni di gioia e spontanee standing-ovation del pubblico. Perché con fame, guida di appositi professionisti e tanta abnegazione, Amatino si è tuffato nuovamente a capofitto nel cuore di tutti i supporter giallorossi, illuminando le notti di calcio della Strega con colpi da campione. Perché, con quel controllo orientato prima del sinistro a giro pennellato all’incrocio, tutti i presenti sapevano già dove sarebbe finito quel pallone. E si erano alzati in piedi, nostalgici, un po’ increduli, ma ben consci del fatto che il portiere non avrebbe potuto nulla; che la rete si sarebbe gonfiata ancora.
Aveva gridato al mondo del calcio che avesse bisogno di ritrovarsi, dopo essersi perso. Ormai non c’è più dubbio: il fantasista romano ha già smentito tutti, andando contro ogni pronostico, riprendendosi ciò che gli apparteneva.

La cosa più bella – che va ben oltre la parabola divina valsa il raddoppio del Benevento – è senza dubbio il sorriso a trentadue denti di un calciatore ormai trentenne che, appena cinque mesi fa, annegava in un mare di dubbi circa il prosieguo nel mondo professionistico; che appena due mesi fa era sull’orlo della rescissione contrattuale, per via di un recupero di condizione atletica e mentale mai raggiunta. Quel sorriso spontaneo, quell’esultanza liberatoria dell’esterno classe ‘93; il calore del pubblico; l’affetto dei tifosi, del mister e dello staff: davvero tutto, nel derby col Sorrento, è stato emblematico di come e quanto mister Auteri abbia impattato sulla stagione dei giallorossi, ripristinandone sì la classifica, ma specialmente ricostruendo un gruppo ripartendo dalle macerie, finendo così per incidere positivamente sul rendimento di ogni singolo elemento a propria disposizione. Ciciretti in primis.

Un martello”, ha detto Amato su Auteri. Ed è esattamente ciò serviva per rimettere il Benevento in carreggiata, consentendo ai giallorossi di tornare a sognare in grande. “Benevento mi ha sempre dato tanto e la dovevo ripagare.” Con calma, un passo alla volta, ma Dragon-Ball ci è sempre più vicino.

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