Blow-Up Factory, a Benevento nasce il sacrario delle arti visive

Blow-Up Factory, a Benevento nasce il sacrario delle arti visive

Dopo aver vinto la scommessa Labus, Michele Salvezza prosegue con l'apertura di un circolo fotografico insieme a Michele Coretti e Alessandro Grimaldi. All'interno dello spazio la fotografia di un tempo e tanta voglia di guardare verso nuovi orizzonti

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“Blow-Up Factory è uno spazio culturale che ha al centro del proprio universo la fotografia, dalla quale partiremo per creare occasioni di dialogo con altre forme espressive quali la pittura, il cinema, la videoarte, la musica, la poesia, il teatro, la scultura, la letteratura e qualsiasi cosa possa incuriosirci”: parola di Michele Salvezza che insieme a Michele Coretti e Alessandro Grimaldi lancerà a Benevento un nuovo progetto dopo Labus. “L’idea è quella di creare le condizioni affinché tutte le arti possano contaminarsi alla ricerca di nuovi linguaggi, nuove visioni, nuovi orizzonti. È uno spazio reale di condivisione. Lavoreremo costantemente a nuovi progetti, personali e collettivi. Contiamo di ospitare artisti, organizzare eventi, sfide, approfondimenti, viaggi, mostre, feste, uscite fotografiche, visite ai musei, laboratori ed esperimenti”.

Al suo interno la fotografia analogica la fa da padrona, con una stanza dedicata alla camera oscura. Si approfondirà l’evoluzione della fotografia, “divenuta ormai il grande alfabeto popolare col quale comunichiamo quotidianamente i nostri sentimenti, le nostre emozioni e il nostro punto di vista” dice Michele, che tiene laboratori e corsi in città e fuori. “Quando anni fai pensai di aprire qui a Benevento uno spazio culturale con una spiccata vocazione cinematografica, tutti mi guardavamo come se fossi stato un matto. Eppure ancora oggi Labus è una realtà di questa città e in molti si sono dovuti ricredere”.

Ma cos’è Blow-Up Factory? Quale è il suo fine e il suo scopo? “È anche un circolo fotografico. Ci piacerebbe creare una comunità di fotografi pronti a portare avanti un grande progetto comune di visual storytelling, che serva a scoprire le bellezze del nostro territorio e che magari riesca anche a riscrivere il paesaggio attraverso nuovi punti di vista. Se è vero che spesso in molti si lamentano delle poche occasioni che si trovano al Sud, è altrettanto vero che abbiamo sempre l’occasione di cambiare le cose, di creare noi stessi nuovi stimoli ed opportunità che coinvolgano gli altri. Chiederemo costantemente a tutti di seguirci, di mettersi in gioco, di provare ad essere parte attiva del processo creativo ed artistico che da sempre è alla base delle grandi rivoluzioni culturali. I laboratori saranno al centro delle nostre attività. La fotografia ha mille forme, tutte interessanti. Abbiamo perciò anche allestito una camera oscura per chi volesse sperimentare con la fotografia su pellicola”. All’interno dello spazio c’è la possibilità di toccare con mano la fotografia di un tempo e i mezzi una volta utilizzati. Qui puoi chiedere foto, sviluppo, stampa, noleggio della camera oscura, sviluppo e stampa di pellicole a colori o in bianco e nero, scansioni digitali in alta definizione di negativi e noleggio sala posa.

“Devo dire che l’entusiasmo che registro nei ragazzi è indescrivibile. Iniziano a vedere il mondo con occhi diversi e se cambia la nostra percezione cambiamo pure noi, nel profondo. Ed io stesso cambio ogni volta che incontro nuovi sguardi e nuove immagini” ci dice Michele pronto a questa nuova scommessa insieme a Michele Coretti e Alessandro Grimaldi. “Al momento siamo in tre ad animare le attività dello spazio, ma siamo aperti ad accogliere nuovi compagni di viaggio e chiunque abbia delle proposte interessanti”. Il circolo è situato all’angolo di una delle rampe di via Annunziata, di fronte al Malies. Al suo interno il sacrario delle arti visive che vuole lasciare una testimonianza viva e tangibile della fotografia sannita e non solo.