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Emblema di una stagione pazza e sempre giocata sul filo del rasoio: il Benevento perde, male e ancora in casa, in una stagione che ha sancito il crollo del vecchio fortino del “Vigorito”. È impresa Cittadella, impresa di Bucchi, capace di fare tutto il contrario di tutto e riuscire a dare speranze, punti pesanti e vittorie clamorose agli avversari di turno: la colpa non è tutta sua, ma una grossa fetta si. Da domani i processi, le riflessioni, le considerazioni, stasera è solo la sera in cui, a denti stretti, si annuncia il fallimento di una stagione.

L’IMPRESA DI BUCCHI
Uscire dai playoff con tutti i favori del pronostico. Non che a Benevento fosse una novità, la maledizione degli spareggi è tornata a bussare alla porta della Strega, di nuovo incatenata da questo malefico sortilegio. Guardando però in faccia alla realtà, il Benevento aveva tutto dalla sua parte ed è riuscito a dilapidare un vantaggio fortunato ma sudato, quello del “Tombolato”, che lasciava presagire il meglio. Formazione confermata col solo Insigne a sostituire lo squalificato Armenteros. Cambi in casa Cittadella, invece, con Diaw, Panico e Siega dall’inizio. L’impatto è positivo, la partita è promettente: Insigne è sugli scudi, Coda sfiora il gol con un colpo di testa, lo stadio è una bolgia. Paleari si rende protagonista di tre ottime parate e la serata inizia ad andare storta: su uno di questi interventi, contropiede cittadellino con Montipò in uscita che sbaglia il rinvio, regalando a Diaw il vantaggio. È da qui che inizia un’altra partita e il Benevento si trasforma, come al solito, in dottor Jekyll e mister Hyde. La squadra si scolla, perde sicurezza e lucidità, vittima di complessi mai risolti sin dalla prima giornata. Dal nulla il Cittadella raddoppia, e ancora Montipò si fa infilare ciccando l’intervento su tiro di Panico. Con due tiri in porta i veneti ne fanno due e mandano in crisi il Benevento che non si vede più dalle parti di Paleari fino al 38′ della ripresa. Nel mezzo, ad inizio secondo tempo, il tris di Moncini a consegnare al Cittadella la sua prima storica finale playoff. Nemmeno gli inserimenti di Improta, Buonaiuto e Asencio valgono a qualcosa: il primo è adattato ed è un esperimento venuto male come tanti della gestione Bucchi, il resto sono giocatori inutili alla causa. Lo schieramento d’assalto nella ripresa è difficile da capire, giocatori senza un nesso logico in campo e senza un accenno di gioco o idee, stesso copione dell’andata. Girano gli episodi, a favore o contro, ma al quinto confronto, dopo quattro battaglie vinte da Bucchi, Venturato fa sua la guerra e se ne va in finale. Al Benevento non resta che recriminare per una stagione andata, a tratti, volutamente così, tra scelte sbagliate, imprevisti e occasioni perse, con all’orizzonte la scarsa convinzione di raggiungere l’obiettivo, e dietro la maschera del progetto triennale che nasconde qualsiasi dramma per la promozione mancata.

LE PAGELLE

MONTIPÒ 4: il peggior biglietto da visita per la chiamata in Nazionale in vista dell’Europeo under 21. Due gol regalati ai veneti, mai sicuro. Purtroppo decisivo ai fini della sconfitta.

MAGGIO 5,5: parte bene, tanti sprint e corsa, poi si perde nel nulla insieme al resto del gruppo.

VOLTA 5,5: soprattutto sul terzo gol la difesa sbaglia. Gara comunque buona ma pesa e non poco la cinicità del Cittadella.

CALDIROLA 5,5: lo stesso vale per lui. Non commette sbavature ed è spesso in vantaggio su Diaw e Moncini. Tre gol, però, fanno male.

LETIZIA 5,5: gli acciacchi sono troppi e lui sembra dare quel che può. L’avvio è buono, poi esce perdendosi come spesso accaduto in questa stagione in chiaroscuro per lui (dal 20′ st Asencio 4,5: inutile alla causa e grande delusione).

TELLO 4,5: altra grande delusione. Sul piano della grinta inizialmente c’è poi però commette una serie di errori che hanno stancato già da un po’.

VIOLA 5: il suo gol direttamente da corner viene annullato. Perde lucidità nella ripresa quando servivano proprio i suoi piedi buoni.

BANDINELLI 5: in ombra. Sia quando la Strega fa bene sia quando crolla sotto i colpi del Cittadella. A corrente alternata (dal 10′ st Buonaiuto 4,5: un altro eterno incompiuto, raramente utile).

RICCI 4,5: il suo tiro a fine primo tempo rappresenta in toto la sua stagione e quella del Benevento: fallimentare (dal 1′ st Improta 5: il suo piazzamento deciso da Bucchi lo penalizza clamorosamente. E non riesce a fare nulla).

INSIGNE 5,5: l’unico a crederci, a non mollare mai, ad andare vicino alla rete. Bisognava segnare però. Lode al cuore.

CODA 5: servito poco e male. Il suo colpo di testa a fil di palo è l’unico sussulto nella sua stagione dei record.

BUCCHI 4: l’impresa è sua. Nelle idee, negli uomini, nelle scelte, nel carattere. Merito al Cittadella, merito anche lui: non era facile perdere così.