Al “Cabassi” un anno e mezzo dopo: Benevento e i suoi Pezzi...

Al “Cabassi” un anno e mezzo dopo: Benevento e i suoi Pezzi di cuore

Dopo aver affrontato l'Ascoli e il grande ex Padella, la Strega deve assolutamente rialzarsi e per farlo dovrà tornare nello stadio in cui giocò la finale playoff di andata nel 2017: ad attenderla, un altro immortale, Enrico Pezzi

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Pezzi Enrico Era un qualcosa di preannunciato già in questa estate segnata dalla retrocessione in B, un qualcosa che prima o poi bisognava affrontare. Sono tanti i corsi e ricorsi storici, gli amarcord e le coincidenze che il Benevento dovrà affrontare lungo tutto l’arco di questo campionato, confronti che hanno portato e porteranno ancora alla mente una cavalcata inarrestabile di due anni che ha sbalordito il mondo, e non esageriamo nel dirlo. Il fenomeno Benevento, oggi affievolito, fatto di nuovi interpreti, di facce nuove, resta vivo nei ricordi e negli applausi, come quelli riservati ad Emanuele Padella da tutto lo stadio prima e dopo la sciagurata partita contro l’Ascoli. Un legame indissolubile per chi in questa città ha impresso il proprio nome scolpito nelle pietre millenarie del Sannio. Senza pensare al passato, però, la Strega deve ridestarsi e alla svelta dopo il duro ko inflitto dal Picchio al “Vigorito” e per farlo dovrà ripartire da dove si è scritta una pagina leggendaria della storia giallorossa, contro l’ultimo avversario affrontato in B prima dell’approdo in paradiso: il Carpi.

IL BENEVENTO E I SUOI PEZZI DI CUORE
La trasferta del “Cabassi” suscita innumerevoli ricordi: si pensi alla fantomatica “Road to Carpiff”, gioco di parole con l’allora finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid che si teneva nella capitale del Galles così come fu il primo incontro disputato nella storica casa dei biancorossi tra le due compagini. A guidare i carpigiani è di nuovo Fabrizio Castori, colui che era al timone della squadra anche nell’annata 2016/17 che condusse alla sconfitta ai playoff per mano del Benevento di Baroni. Come detto, corsi e ricorsi storici. E in quella squadra che il 4 giugno 2017 poggiava il penultimo tassello prima di completare il puzzle della promozione della Strega in Serie A, c’era anche Enrico Pezzi. In quella sfida l’ex Pontedera era in panchina con Lopez titolare sulla sua fascia, poi l’immortale Enrico, conquistata la A anche grazie al suo contributo, è stato il primo a dire addio (come raccontato nell’intervista che ci ha concesso a febbraio) dopo che la società aveva comunicato ai giocatori in scadenza che non avrebbero ricevuto il rinnovo del contratto. Pezzi si è accasato al Cittadella, esperienza durata un anno con annessi playoff e questa estate si è legato al Carpi, in una stagione di certo non facile e che vede i biancorossi penultimi a quota 6 e con Castori chiamato nuovamente come salvatore della patria, succeduto a Chezzi dopo le tre sconfitte su tre match rimediate da quest’ultimo. Tornando a Pezzi, il terzino romagnolo ha dovuto scontare la giornata di squalifica contro il Crotone per via del rosso rimediato nel turno infrasettimanale contro il Palermo. Pezzi, dunque, sarà arruolabile per la sfida da ex contro il Benevento, per aiutare il Carpi a rialzarsi dalle sabbie mobili della zona retrocessione e continuare la serie di vendette sportive che finora hanno visto prevalere gli ex rispetto ai giallorossi. La Strega deve preparare un sortilegio, allora: passi falsi, da qui in avanti, non sono più ammessi.