Calciomercato: il Benevento tra Ceravolo, Armenteros… e il Parma

Calciomercato: il Benevento tra Ceravolo, Armenteros… e il Parma

Storie di un anno e mezzo fa, quando la società giallorossa si approcciava per la prima volta alla Serie A. Storie di investimenti, di logiche di mercato e di feeling particolari: Armenteros o Ceravolo, il tormentone del momento

SHARE

Chiedere al cuore o alla testa, valutare le proprie tasche o i propri sentimenti: il freddo calcio moderno lascia poco spazio alle questioni affettive quando da tenere in considerazione sono soprattutto le finanze di un club. Talvolta per tener buona la piazza o per fare un regalo ai tifosi, l’aspetto sentimentale viene utilizzato come mezzo per accontentare la folla, però considerando sempre il proprio bilancio, la convenienza nell’affare. Dicono che i cavalli di ritorno non hanno mai portato a niente e forse qualcuno nel generalizzare così banalmente questo concetto, si sbaglia. Spesso quel cavallo è sinonimo di garanzia, memore di un successo indelebile. Spesso quel cavallo è sinonimo di fiducia, di amore e di speranza in nuovi successi. È ciò che i tifosi rivedono in Ceravolo, simbolo di un gladiatore fiero e vincente, rispetto ad Armenteros, l’aborigeno senza né arte né parte in una terra straniera.

ARMENTEROS O CERAVOLO?
C’è da fare le dovute considerazioni senza incappare nella trappola della frenesia, delle valutazioni fatte di petto. Partiamo dal primo presupposto, il più importante da considerare: Armenteros rappresenta un patrimonio della società e come tale, sottoforma di rispetto, ha il diritto di essere valutato, come da prassi in questi casi, da un allenatore che non lo ha ancora conosciuto. Quindi, a priori, ancor prima che si diffondesse la voce circa il ritorno della belva, la società aveva pianificato questa mossa per il cubano naturalizzato svedese. Il suo periodo a stelle e strisce coi Timbers di Portland, culminato con la finale scudetto persa contro l’Atlanta United, ha comunque visto l’attaccante protagonista con diverse reti di pregevole fattura, anche se il campionato americano, che cerca a tutti i costi di affermarsi a livello globale, presenta ancora evidenti lacune che consentono a calciatori con una buona base europea come lui, di potersi affermare senza problemi. Armenteros non è riuscito a dare il giusto apporto alla squadra quando ne aveva bisogno, durante il periodo del record di sconfitte, e non era nemmeno giusto affidarsi totalmente a lui, nonostante avesse portato qualcosa di diverso rispetto a Coda e Iemmello nel reparto avanzato. Il cambio di modulo e le esigenze di De Zerbi lo hanno condotto negli States ma giudicare il calciatore ora, per le esigenze di un Benevento attualmente formato cadetteria, sulla base di quello che fu un disastro totale in A, non è generoso. Il paragone con Ceravolo, trascinatore della Strega in B, ovviamente non regge, ma sull’attuale calciatore del Parma pendono altre considerazioni che si discostano dal lato puramente affettivo. In conclusione, Bucchi deve avere la possibilità di valutare il calciatore e nel frattempo far raffreddare gli spiriti bollenti che giungono da Parma, non incline a svendere la belva. Su Armenteros è stato fatto un investimento economico non di poco conto, un gruzzolo però speso grazie anche alla plusvalenza monstre fatta registrare con la cessione di Ceravolo, fortemente voluto dal Parma dei cinesi che sul piatto hanno messo 3 milioni per un calciatore afflitto da tanti problemi muscolari e che ha saltato una parte di stagione tanto da scatenare le ire del club e di D’Aversa. Nulla da eccepire se diciamo ancora oggi, a dispetto di quanti lo hanno rimpianto sul piano prettamente umano, che quella fu una delle operazioni più intelligenti messe in atto nell’era Vigorito, a maggior ragione considerando il trattamento “leggero” riservato ai propri calciatori in sede di mercato. Oggi, con la decisione presa dallo stesso Ceravolo che ha scelto Benevento e si è offerto alla società declinando le tante altre numerose e succose offerte dalla B, la società di via Santa Colomba deve anche fare i conti con un diesse Faggiano che ha il dente avvelenato per l’operazione di un anno e mezzo fa e che non intende fare sconti, sparando alto per il suo cartellino. La mossa del club giallorosso, che può fare a meno di un altro attaccante con la conferma ulteriore di Asencio e quella eventuale di Armenteros, potrebbe però scoraggiare i ducali, alla ricerca di un vice Inglese e con un ingaggio pesante come quello di Ceravolo di cui disfarsi (e che a Benevento di poco si decurterebbe). Ecco perché il gioco delle parti non favorisce il Parma che alla lunga dovrà cedere e accontentare Ceravolo. Da ciò che si evince, dunque, nel calcio odierno non c’è spazio per i sentimenti laddove questioni burocratiche e logiche di mercato giocano un ruolo predominante: Ceravolo col cuore (e ne siamo lusingati) ha già deciso, ora spetta agli uomini d’affari.