Foto Getty Images

Il successo viene da lontano, dalle retrovie, e porta la firma di Caldirola e Letizia: il primo, all’esordio in Serie A e capitano giallorosso, ne fa due e riequilibra la Strega. Il secondo a due minuti dal novantesimo, la porta in paradiso pareggiando i conti con la sorte, la stessa che qualche istante prima grazia gli stregoni col colpo di testa di Gabbiadini che si stampa sul palo.

SAMPDORIA- BENEVENTO 2-3: LA SERIE A DELLA STREGA INIZIA DA FAVOLA

Si può dire che il vento è cambiato ma chi è prudente stenta ancora a pronunciarsi. Di certo c’è che è un Benevento, quello di Inzaghi, che è padrone del suo destino e che porta gli eventi favorevoli dalla propria parte, sfruttando le occasioni. La Samp non fa granché e ha ricordi nitidi di un Benevento “baroniano” che si fa riprendere e soccombe, sempre per mano di Quagliarella, che stavolta sigla il vantaggio su regalo di Montipò. Una convinzione che cresce quando Colley, indisturbato, firma il 2-0 dopo nemmeno 20 minuti. Niente di più sbagliato: l’arrendevolezza non fa parte del vocabolario di SuperPippo, che col passato disastroso in massima serie, sia personale che giallorosso, ci vuole dare un taglio, netto.

CALDIROLA, CHE GIOIA: “ABBIAMO STRAVINTO, NON POTEVO DESIDERARE ESORDIO MIGLIORE”

I blucerchiati si limitano al compitino, per poi rinascere quando il vento è cambiato e soffia al contrario, verso la Strega. Giallorossi senza equilibrio e con tanta foga, si ristabiliscono e poco dopo la mezz’ora accorciano con Caldirola. Carpe-diem, il motto dei sanniti, che fanno prima le prove generali del pari: Insigne e Moncini, il 2-2 va vicino ma il Benevento c’è e la Samp scompare. Si tende a verticalizzare, a tratti confusionari, ma le triangolazioni e le giocate di prima, talvolta rischiose, portano anche i loro frutti. Un Benevento organizzato e in fiducia dimostra di saperci stare in campo e in questa categoria, sfruttando ancora una volta i calci da fermo: è dall’angolo dell’ex Caprari che Caldirola concede il bis e dà un’infornata di fiducia ai suoi.

INZAGHI: “NON CI SIAMO ACCONTENTATI, ABBIAMO AVUTO PERSONALITA'”

Improta, entrato al posto di Dabo, prima mezzala e poi esterno nel 3-5-2 ha gamba e costanza negli strappi a metà campo, poi Inzaghi non sazio getta nella mischia anche Sau e Lapadula, per poi coprirsi con Hetemaj e Tuia passando alla difesa a tre. Il colpo fatale, di quelli folli, arriva su una delle tante ripartenze a tutto campo: dal servizio di Sau, Letizia sfodera un destro da tre punti che consente di arrivare al match contro l’Inter con la fiducia di chi, questa volta, sa che può scrivere una storia diversa. E questa è solo la prima pagina del libro.

LE PAGELLE

MONTIPO’ 5,5: l’errore in disimpegno che dà il vantaggio alla Samp rievoca subito spettri del passato. Sul 2-0 si è già lì per cantare il de profundis ma i padroni di casa calano e dalle sue parti non arrivano più pericoli, non facendogli perdere la fiducia. Certo, il palo salva.

LETIZIA 7: è attivo sulla fascia tant’è che nei primi 20 minuti è una difesa che brilla in avanti ma non dietro. Poi un’iniezione di equilibrio e un pizzico di follia: la sua bordata è da vittoria e tre punti.

GLIK 6,5: qualcosa non torna nelle prime battute, Colley poi lo sovrasta sul 2-0. Suona la carica con un’incursione partendo dalla sua area fino a quella avversaria e nella ripresa fa capire chi comanda. Intese inevitabilmente da limare.

CALDIROLA 7,5: non c’è spazio per gli incubi, questo è il suo giorno. Con un destro accorcia, con la testa la pareggia: all’esordio e da capitano si riscopre goleador, scacciando via i dubbi di una difesa traballante.

FOULON 6: timido, poi prende le misure. Deve ambientarsi e prendere confidenza col campionato, tutta un’altra cosa rispetto alla Jupiler League. Ma dimostra volontà e abilità (dall’81’ Hetemaj sv).

DABO 6: dimostra tanta voglia di fare, talvolta esagerando. Così si becca un giallo e Inzaghi ritiene opportuno farlo uscire. Gara che offre comunque buoni spunti e doti da incursore nonché di rottura a centrocampo. Si gradisce un po’ di ordine (dal 59′ Improta 6,5: mezzala e poi esterno, entra con verve dando una mano in mezzo al campo con la sua corsa e fornendo la spinta necessaria nei minuti decisivi).

SCHIATTARELLA 5,5: i tempi di consegna si riducono tra A e B. Spesso viene preso in contropiede, schermato e inglobato dalla morsa blucerchiata. Quando ha spazio verticalizza e detta i tempi come sa fare.

IONITA 6: gara silenziosa ma comunque proficua. Fa sentire i tacchetti, c’è Dabo che spinge di più.

INSIGNE R. 6: inizio cincischiante, qualche indecisione e titubanza di troppo. Viene fuori piano piano e nella ripresa squilla subito dalle parti di Audero. Quando s’infiamma ha i numeri giusti (dall’80’ Tuia 6: entra con convinzione, ciò che serve per un finale da sogno).

CAPRARI 6: assist-man per Caldirola, poi tanto lavoro da fare. Poche volte punta l’uomo e spesso in ripartenza i suoi ex compagni gli cedono anche spazio. C’è bisogno di ingranare e mettere più minuti nelle gambe (dal 75′ Sau 6: manca l’aggancio ma tiene il controllo sull’azione del vantaggio, bravo ad attendere Letizia. Servirà la sua saggezza mista all’esperienza).

MONCINI 5,5: Audero gli sbarra la strada, ma ha anche un’altra chance per timbrare il cartellino, clamorosamente sbagliata. Si dà da fare e si prende anche i complimenti di Inzaghi, facendo ciò che gli viene chiesto. Ora manca solo la fame sotto porta (dal 75′ Lapadula sv: indietro con la preparazione, ha bisogno di minutaggio).

INZAGHI 7: il primo a non accontentarsi e a indicare la strada. E’ un Benevento che fornisce buone trame e che arriva tardi con l’appuntamento al gol. La gioia esplode al minuto 88 e lui si dimena in campo, segno che c’è voglia di qualcosa di grande. Sarà un Benevento dai tanti volti per un campionato dalle insidie nascoste: meglio non essere sprovveduti sul piano dei moduli, passando dall’albero di Natale al 3-5-2 finale. Toccherà a lui, come sempre e più di prima, dare quella grinta e quella personalità in più per superare anche gli ostacoli più difficili. E il primo è andato.